Sette domande che non hai mai osato fare sul trave per arrampicata

Il trave in legno ha sempre suscitato per sua natura molte più domande, dubbi e curiosità di tutta l’attrezzatura in resina messa insieme. Il suo materiale naturale ci pone non poche remore di fronte all’utilizzo di magnesite, spazzole e spazzolini e qualsiasi altro accessorio che ci dia l’idea di rovinarne la magica texture. Alcuni dubbi, come ad esempio la legalità di usare la magnesite liquida, sono comuni pressoché a tutti, condivisi e dibattuti. Altri ci danno l’idea di essere perplessità da “paranoico del trave”, tanto che nessuno ha mai osato chiedere: “ma questo Beastmaker non ti sembra diverso da quello che c’è in palestra?”

 

 

Arrampicatori con esperienza e non, boulderisti con dipendenza da sospensioni al trave e neo appassionati di arrampicata con incertezze e titubanze: ecco alcune delle domande che non avete mai osato fare riguardo i travi in legno.

 

 

Posso usare la magnesite?

 

Domanda universalmente posta in ogni angolo del mondo, trova una semplice risposta in un post che avevamo dedicato interamente all’argomento tempo fa (lo trovi qui). Ma per andare in tecnicismi che aggiungano valore e credibilità al nostro incontrovertibile: “sì, puoi”, aggiungiamo che la porosità del legno è per ovvi motivi molto differente dalla resina. La sua capacità di assorbire l’umidità emanata dalla tua pelle dà al legno la possibilità di essere utilizzato anche senza l’utilizzo di magnesite con sommi e soddisfacenti risultati. Al contrario sulla resina, che non è un materiale poroso, può formarsi uno strato di residui di magnesite [ed altro] che rende le prese decisamente scivolose nel tempo (prova ne sono le prese che troviamo sui boulder in palestra). Detto questo la magnesite si può usare tranquillamente ma ad una condizione: che poi si pulisca il trave con uno spazzolino morbido.

 

 

Posso usare lo spazzolino?

 

Domanda numero dos: lo spazzolino. Come già avrai intuito dalla risposta precedente, usare uno spazzolino  morbido e con fibre naturali non solo è possibile, ma addirittura consigliato per rimuovere la polvere residua sul trave. Quanto spesso? La pagina delle FAQ del Beastmaker non lascia spazio a dubbi: anche ogni volta che riposi tra un set e l’altro. Tutto ciò non vale per: spazzolini da denti, brusche per cavalli, spazzole di ferro e spazzole per scarpe.

 

 

Posso usare la cartavetro?

 

Nella nostra escalation di ciò che può giovare alla longevità del trave, la cartavetro risulta l’ultimo tra i miracolosi gesti che possono riportare il grip del legno al suo antico splendore. Anche in questo caso ci affidiamo alla fonte del Beastmaker perché lo ammettiamo: noi non abbiamo mai avuto il coraggio di osare tanto. In caso di utilizzi molto intensi, come può essere ad esempio per il trave di una palestra, se lo spazzolino non dovesse più essere sufficiente a tornare al naturale grip del legno, è possibile pulirlo con della cartavetro com grana 120. Sul come pulire, se sempre nello stesso senso, con movimenti circolari, concentrici o trasversali non ci sono specifiche, ma la guida in lingua originale inglese usa una sola parola: GENTLY.

 

 

Posso metterlo all’aperto?

 

Il trave in legno non è progettato per essere installato all’aperto, quindi in questo caso assolutamente no. O meglio, se è posto sotto una tettoia che lo ripari da sole diretto, pioggia, neve ed equinozi potrebbe andare bene, ma il rischio che si rovini a contatto con l’acqua è molto elevato. Questo risponde per conseguenza logica anche ad un’altra possibile domanda, la numero cinque.

 

 

Posso utilizzare lo sgrassatore?

 

Assolutamente no ad acqua, saponi, detergenti e sgrassatori. In periodo di grande attenzione per la disinfezione di ogni tipo di superficie, ti consigliamo l’utilizzo di un po’ di liquida con alcol superiore al 70% sulle mani.

 

 

Perché due travi uguali sono diversi?

 

Quella che sembra una domanda un po’ da psicanalisi, è in realtà un dato di fatto: i travi in legno sono molto spesso diversi tra loro, anche se appartengono allo stesso modello. Nel caso del Beastmaker, per fare un esempio "a caso", il legno utilizzato è il Tulipier, un materiale di cui ormai solo gli arrampicatori hanno un’impareggiabile conoscenza ed esperienza. Non abrasivo sulla pelle ma allo stesso tempo abbastanza aderente per effettuare allenamenti futuristici, è per sua natura di un colore lievemente cangiante dal crema chiaro al giallino per arrivare a miliardi di tonalità caramello. Quindi nessuno sbuffo, dispiacere o pensiero in malafede se abbiamo voluto corredare il nostro spazio travi con due esemplari della stessa famiglia (ad esempio il 1000 ed il 2000) ma che differiscono per sfumature e talvolta "texture".

 

 

Perché non sto attaccato?

 

Domanda che potrebbe far sorridere e riportarci agli antichi quesiti sul perché arrampichiamo e ci alleniamo nonostante tutto. In realtà, se stiamo parlando nello specifico del nostro allenamento al trave, potrebbero esserci alcune concause che si frammischiano, per esempio, alla nostra genetica. Causa numero uno: le mani troppo secche. Ebbene sì, contrariamente a quanto siamo abituati a pensare, avere le mani troppo secche potrebbe portarci a scivolare su prese già di per sé fortemente svasi, come la coppia di "intenibili" del Bestmaker 2000. Un altro motivo può essere la mancata pulizia delle prese, come dicevamo, soprattutto se usi molto la magnesite. Altra possibilità da tenere in considerazione: hai scelto il trave giusto? Il sito ufficiale del Beastmaker suggerisce il 1000 per arrampicatori fino all'8A, il 2000 dall'8A in su (posto che chiunque è libero di usare qualunque trave). 

 

 

Che l'allenamento abbia inizio!

 

 

Fonte Beastmaker FAQ