L’arrampicata con la corda indoor viene spesso utilizzata come avvicinamento formativo con l’obiettivo di andare a scalare poi sulla roccia: l’ambiente sicuro, la chiodatura perfetta e il controllo dei materiali fa in modo che gli arrampicatori possano concentrarsi sul prendere dimestichezza con le manovre e la tecnica. Ci sono però moltissimi altri fattori di rischio che dipendono soprattutto da noi stessi; ecco perché è molto importante esserne consapevoli e seguire alcune norme per arrampicare in sicurezza.



Come sempre quando parliamo di sicurezza in falesia ed in palestra andiamo a citare Petzl ed i suoi utilissimi manuali scaricabili gratuitamente dal sito: in questo caso quello a cui facciamo riferimento è “Assicurazione in palestra”, un pdf completo di illustrazioni chiare e complete su quali siano le procedure da adottare quando arrampichiamo. Non differiscono molto da tutto quello che è buona norma fare in falesia ed il senso è proprio questo: anche se stiamo arrampicando al chiuso, non dobbiamo sottovalutare i rischi.



Il partner-check è quella routine di cui abbiamo parlato in un precedente post e che in pochi secondi permette a tutti di fare un controllo incrociato su come ci siamo infilati gli imbraghi, legati, assicurati e sul nodo all’estremità finale della corda. Anche in palestra non dobbiamo dimenticarci di eseguirla prima di ogni via.



Dobbiamo sempre prestare il massimo dell’attenzione a chi sta arrampicando: un’ovvietà che magari in falesia viene messa in pratica, ma che spesso in palestra scivola un po’ in secondo piano per i più svariati motivi. L’attenzione verso chi arrampica vuol dire che noi che lo assicuriamo dobbiamo preoccuparci di pararlo fino a quando non passerà la corda dentro al primo rinvio; allo stesso modo vuol dire che ci sposteremo a seconda dei suoi movimenti, evitando sia di rimanere nella traiettoria di un’ipotetica caduta, sia di non intralciarlo con il nostro ramo di corda mentre arrampica nei primi metri.



Cerchiamo di non stare mai a una distanza maggiore di due metri rispetto alla parete, ma soprattutto regoliamo la nostra distanza a seconda di dove si trova l'arrampicatore: mentre arrampica sui primi metri ci teniamo infatti più vicini alla parete ma leggermente spostati rispetto alla direzione dei rinvii, per poi spostarci indietro di qualche passo man mano che sale. Esattamente come facciamo in falesia, anche in palestra diamo un quantitativo di corda al nostro compagno in modo che non sia nè tesa, nè con dei metri di avanzo e ci preoccupemo di attuare tutte le nostre capacità di assicurare in maniera dinamica (vedi come qui) in caso di caduta.



La comunicazione deve essere chiara nonostante la confusione che possiamo trovare spesso in palestra; anche se l’attrezzatura è sempre il top del top ed è sufficiente passare la corda nel moschettone della sosta, non dobbiamo sottovalutare l’importanza del sapere cosa sta facendo il nostro compagno quando si trova alla fine della via.



Per queste ed altre indicazioni che riguardano anche l’arrampicata indoor in top rope e gli errori che non deve fare l'arrampicatore da primo, ti lasciamo quindi il link al PDF di Petzl e ti consigliamo di dare un’occhiata a tutti i loro Access Book.

 

 

ATTENZIONE: Questo articolo è solo a scopo informativo e non pretende di spiegare esaustivamente il corretto funzionamento dei vari attrezzi citati, per cui si rimanda ai rispettivi manuali di utilizzo. I nostri consigli sono da prendere solo come parte integrante di un processo di formazione e di pratica che ogni arrampicatore deve affrontare con istruttori qualificati per arrivare a padroneggiare queste tecniche di assicurazione. Questo articolo non pretende di essere esaustivo, nè di sostituirsi ad una formazione specifica sull'assicurazione in arrampicata sportiva, per la quale è necessario verificare le proprie capacità con istruttori qualificati.



indoor climbing, fonte:petzl.com

 Fonte: Petzl

 

4 dicembre 2019