Cresciano: la meta invernale “top” per fare boulder su granito a cinque stelle

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12/12/2024

 

 

Cresciano: la meta invernale “top” per fare boulder su granito perfetto

 

Giuliano Cameroni su Iur, 8b+, Settore Nuova Tribuna Centrale. Foto di Samuel Ometz

Il Ticino è una delle aree più ricche di possibilità per fare boulder in inverno, e non ci riferiamo solo a un paradiso per i boulderisti svizzeri: il Ticino infatti, grazie alla sua posizione strategica, è spesso meta dei migliori fine settimana sulla roccia dei boulderisti italiani, tedeschi.

 

 

Tra tutte le numerose aree che oggi costituiscono la realtà ben consolidata di “Ticino Boulder”, e che possiamo ora trovare ben descritte nelle quattro guide che sono state pubblicate nel corso degli anni, quella di Cresciano resta indubbiamente la più storica.

 

 

Scoperta e valorizzata dapprima da Fred Nicole e compagni poi dai vari arrampicatori locali tra i quali  Claudio Cameroni, Roberto Grizzi e Renzo Lodi che hanno anche curato l’immenso lavoro di raccolta di foto e informazioni per la stesura della guida che ora conta 28 settori, presentati proprio nella quinta edizione che puoi trovare a questo link.

 

 

Il suo sviluppo, decisamente pioneristico rispetto a quelle di aree di ultima generazione, risale alla fine degli anni ’90, ma fu con la prima salita di Dreamtime nel 2000 da parte di Fred Nicole che il suo potenziale esplose agli occhi del pubblico internazionale e degli arrampicatori di più alto livello.

Marco Muller su Dreamtime, 8b+/8c, foto di Benjamin Weber

Dreamtime, il simbolo dell'alta difficoltà

 

Dreamtime segnò definitivamente un’epoca nel mondo del boulder: ai tempi considerato il primo passaggio di 8C al mondo, divenne emblematico dell’alta difficoltà anche per la bellezza della sua linea e per il suo sviluppo di dieci metri, non così scontato da trovare. La sua linea, praticamente perfetta, parte con una sit start sulla destra dell’omonimo masso per proseguire con movimenti delicati su prese non troppe generose, un deciso lancio al bordo e un traverso verso lo spigolo sinistro. In totale sono 21 movimenti tecnici, di potenza e coordinazione altamente impegnativi.

 

 

La storia di Dreamtime ha poi visto alcune riaggiustamenti nella difficoltà, prese che si sono rotte e successive rivalutazioni, ma è sempre rimasta indelebile nell’immaginario collettivo del boulder “estremo”, nonostante il crescente livello di tanti boulderisti. La sua apertura ha esercitato un forte richiamo anche su arrampicatori americani come Dave Graham, Jimmy Webb e Paul Robinson che, grazie a film come Better Than Chocolate e ad altri video sul boulder svizzero, contribuirono ad accrescere l’hype verso queste zone.

 

 

È tra l'altro recentissima la notizia della prima FFA da parte di Michaela Kiersch, che aggiunge una pietra miliare nell'evoluzione del boulder femminile. Altre fortissime boulderiste avevano assediato Dreamtime prima di lei, cercando soluzioni alternative ai crux più ostici, come tallonaggi, prese intermedie e strategie varie. Michaela Kiersch è riuscita a realizzare un sogno di tante arrampicatrici e tanti arrampicatori,  salendo - con determinazione assoluta - una linea che è, ancora oggi "storia".

Diego Cameroni su Scacco Matto, 8b, settore Brasc Vunc, foto di Claudio Cameroni

Cresciano nel corso dei decenni

 

Più di vent’anni sono passati dalla pubblicazione della prima guida su Cresciano, che nel frattempo si è consolidata come meta di riferimento per il boulder invernale, senza passare mai di moda. L’altissima qualità del suo granito, abrasivo al punto giusto da garantirti un buon grip ma senza consumarti immediatamente la pelle, la bellezza del paesaggio e la sua incredibile esposizione al sole sono alcuni dei fattori che hanno continuato a richiamare tra questi massi perfetti tantissimi arrampicatori anno dopo anno.

 

 

Nonostante la sua fama sia legata, come spesso succede, al fascino dei passaggi più difficili (altri grandi classici sono La Boule, 8a, La Pelle, 8a), Cresciano è un’area capace di far divertire boulderisti e boulderiste con i più diversi livelli di difficoltà ed esperienza. I suoi atterraggi, spesso in piano, l’avvicinamento minimo per raggiungere i primi massi e la vicinanza tra i settori (il più defilato è proprio quello di Dreamtime) la rendono piacevole anche dal punto di vista logistico.

Bouke Grijseels su Catena di Luce, 6b, settore Biasca. Foto di Lukino Ramelli

Cresciano: come, dove e quando

 

L’apertura dell’Ostello Cresciano, inizialmente gestito da arrampicatori locali e poi riabbigliata con diverse vesti e nuove gestioni, ha dato la possibilità a tutti di poter dormire al caldo in pieno inverno con il massimo dei comfort e a prezzi accessibili. La recente riapertura ha portato una nuova ondata di visitatori all'area boulder, che possono nuovamente usufruire di servizi top e una comodità impareggiabile, considerando il freddo dei mesi invernali. Puoi trovare tutte le info del caso sul sito ufficiale Ostello Cresciano.

 

 

Sebbene sia universalmente considerata una meta invernale, se stiamo progettando di andare a Cresciano nelle vacanze di Natale, dobbiamo mettere in conto la possibilità di trovare condizioni fredde e magari anche qualche fiocco di neve a rendere più magico il paesaggio. L’esposizione dei settori principali resta comunque principalmente al sole, permettendo di poter scalare nelle ore centrali della giornata anche durante i mesi meteorologicamente più impegnativi; d’altronde la tipologia della roccia richiede temperature particolarmente fredde per poter regalare le più grandi sensazioni di aderenza. Informarsi sulle condizioni generali della zona è comunque sempre una buona abitudine prima di programmare un viaggio nel cuore del Ticino.

 

 

Lo stile di arrampicata da queste parti è sia tecnico, soprattutto sulle placche avare di prese, sia fisico, come negli strapiombi pronunciati che definiscono i passaggi più impegnativi. Avere una buona forza di dita è sempre un buon asso nella manica, visto che non mancano i passaggi su tacche, e che qualche “granello” tipico del granito può rivelarsi risolutivo se dovutamente arcuato!

Giuliano Cameroni su Great Escape, 8b, settore Nuova Tribuna Centrale. Foto di Francesco Campana

Tre settori imperdibili

 

La nuova edizione della guida ci presenta alcuni settori nuovi che meritano di essere scoperti dai boulderisti più affezionati: Preonzo, Posito, Lodrino, Biasca e Malvaglia sono alcune di queste sorprese che rendono ancora più ricco e interessante tutto il lavoro fatto dagli autori (Claudio Cameroni, Roberto Grizzi e Renzo Lodi).

 

 

Allo stesso tempo non perdono il loro fascino i settori più storici e classici della zona, come Filo a Sbalzo, uno dei primi che incontriamo salendo dal parcheggio, La Boule, Nuova Tribuna Centralee Brasc Vunc.

 

 

Filo a sbalzo è, neanche a farlo apposta, uno di quei settori che funziona molto bene sia per gli arrampicatori di livello intermedio, che trovano qui più di cento passaggi di massimo 7a, sia per gli arrampicatori esperti o di alto livello che cercano passaggi di altissima qualità per scaldarsi. Per questo motivo, oltre che per la sua vicinanza al parcheggio, è anche uno dei settori più frequentati di tutta Cresciano, capace di riassumere tutti gli stili di arrampicata che possiamo poi ritrovare anche negli altri settori. Gli atterraggi per lo più in piano e l’altezza dei massi, quasi mai eccessiva, permette a tutti di poter prendere confidenza con l’arrampicata sul granito di Cresciano procedendo per gradi.

 

 

I settori sono tutti molto vicini tra loro, ed è quindi in modo del tutto naturale che, spostandosi di poco, si arrivi da Filo a Sbalzo ad Artisti Tristi, oppure da Naso di Zmutt a Nuova Tribuna Centrale. Anche quest’ultimo è un settore particolarmente consigliato ad arrampicatori che cercano passaggi fino al 7a, anche se le facce dei suoi massi nascondono qualche perla riservata a chi arrampicata sull’altissima difficoltà. Qui però le altezze si fanno decisamente più impegnative e le cadute diventano in molti casi da proteggere, per cui può tornare utile un po’ di esperienza già maturata sulla roccia.  

 

 

Anche il settore di La Boule, storico passaggio di 8a, si raggiunge senza difficoltà dai primi settori: l’omonimo masso è spesso molto frequentato da tutti quegli arrampicatori che desiderano provare un passaggio classico su quel range di difficoltà. La bellezza della linea, la solidità della roccia e il paesaggio nel quale è immerso, rendono questo masso, e tutto il settore, una meta sempre piacevole per arrampicatori con livelli diversi.

 

 

Tra le nuove aree presentate nella guida, quelle di Malvaglia, Prosito e Basca sono fra le più interessanti. Biasca è particolarmente adatta alle famiglie e alle prime uscite sulla roccia, offrendo linee in genere più facili, avvicinamento piacevole e ottimi atterraggi.

 

 

Per qualsiasi ulteriore informazione e approfondimento, puoi fare riferimento alla nuova edizione della guida Cresciano di Ticino Boulder.

Brooke Raboutou su La Proue 8b, settore La Boule. Foto di Finn Stack

 

Foto di copertina: Marco Muller su Iur, 8b, settore Nuova Tribuna Centrale. Foto di Thomas Muller

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