Una delle leggi fondamentali dell’arrampicata prevede che il neofita si approcci a questo sport su pareti verticali o ancora meglio appoggiate, trovandosi subito davanti al grande problema di dover “scalare bene”. Se da una parte ci immaginiamo che una via verticale per principianti abbia comunque delle buone prese e non sia una lastra di marmo senza appigli, resta comunque il fatto che la forza fisica non basti e che saper posizionare al meglo i piedi sia l’unica via di salvezza verso la sosta.



Cosa c’è da sapere quindi su come mettere i piedi sugli appoggi? Il primo errore molto comune che riguarda il posizionamento dei piedi è quello di non appoggiare la punta ma la parte laterale interna della scarpetta: in questo modo abbiamo 9 possibilità su 10 di scivolare non appena tentiamo di caricare l’appoggio. Allo stesso modo può essere poco proficuo, a meno che non stiamo arrampicando sui microbuchi di Finale, appoggiare la parte più frontale del piede in maniera perfettamente dritta. L’ideale è posizionare la parte anteriore della scarpetta ma con il ginocchio leggermente girato verso l’esterno, in modo da avere una mobilità eccezionale in ogni direzione e un appoggio efficace che ci aiuta a spingerci verso l’alto.



Il secondo errore è quello di dimenticarci dei nostri piedi dopo che li abbiamo posizionati correttamente. Ovvero, ho visto che c’è un bell’appoggio, metto in maniera ineccepibile la punta della scarpetta ma poi tento comunque di spostarmi contando più sulla forza delle braccia che sulla spinta dei piedi, oppure sbilanciandomi per cercare di prendere un appiglio lontano con le mani. Ogni volta che utilizziamo un appoggio dobbiamo servircene al meglio, spostando tutto il nostro peso ed il baricentro su quel piede. In questo modo torneremo in maniera molto semplice ad una situazione di equilibrio iniziale.



Spesso ci si sente molto più sicuri a stare il più vicino possibile alla parete con il bacino, mantenendo i talloni molto alti come se fossimo in punta di piedi. Questo ci porta ad una posizione principalmente molto scomoda, ma soprattutto ad avere i polpacci stanchi dopo circa quinidici secondi. Cerchiamo quindi di mantenere una posizione rilassata con i piedi alla stesa larghezza delle anche, i talloni rivolti verso il basso e le braccia leggermente distese, che ci permettono di mantenere una visione di tutti gli appoggi e delle prese sia sotto che sopra di noi. 



In ultimo c’è la tendenza, perfettamente comprensibile, a complicarsi la vita usando degli appoggi troppo bassi o troppo alti per il nostro scopo (che magari è raggiungere una presa non troppo lontana). I piedi molto bassi ci rendono stabili ma allo stesso tempo ci costringono ad essere spalmati contro la roccia senza la possibilità di vedere null’altro che non sia davanti ai nostri occhi; i piedi molto alti ci buttano in fuori, sbilanciando il nostro baricentro. L’appoggio che tutti vorremmo sempre avere è spesso in posizione centrale ed all’altezza delle nostre ginocchia, perfetto tra l’altro per mettere in pratica anche il capitolo numero due delle basi dell’arrampicata che è il movimento laterale.

 


Per affinare al meglio questi aspetti della tecnica non ti resta che arrampicare il più possibile sia in falesia che in palestra, magari affiancandoti a qualche amico arrampicatore di livello più avanzato. Possono indubbiamente tornare utili anche i pannelli didattici come quello di Skill Clmbing, presente ormai nell'area allenamento di moltissime palestre, per aiutarti ad acquisire nel modo corretto un'ampia gamma di schemi motori.



posizionare i piedi in arrampicata



2 novembre 2019