La Valle dell’Orco, situata a nord-ovest di Torino, tra il Piemonte e la Valle d’Aosta, comprende i comuni di Noasca, Ceresole Reale, Locana, Pont Canavese, Ribordone e altri centri minori. La sua posizione, a ridosso della Valle d’Aosta e del confine francese con la Val Cenis, costituisce una parte del Parco Nazionale del Gran Paradiso, il più antico d’Italia.
Possiamo quindi immaginare come questa zona sia prima di tutto ricca di roccia, ma anche caratterizzata da ambienti naturali incontaminati e selvaggi, con aree remote e vie che hanno segnato la storia dell’arrampicata, soprattutto a livello italiano.
La Valle dell’Orco è stata emblematica del distacco dall’alpinismo classico negli anni ’70 e ’80, offrendo alla nuova generazione di arrampicatori il terreno ideale per sperimentare un approccio diverso. Da allora, la valle ha attraversato fasi alterne di popolarità, affermandosi negli ultimi anni come una meta imprescindibile per gli appassionati di vie in fessura, arrampicata trad e vie lunghe su roccia di qualità eccezionale.

La Fessura Kosterlitz negli anni 80 © Arch Andrea Giorda
Il Nuovo Mattino
Proprio tra queste immense pareti, spaccate da fessure perfette, è nato il movimento del "Nuovo Mattino". Personaggi come Gian Piero Motti, Ugo Manera e Guido Morello, solo per citarne alcuni, hanno contribuito a rivoluzionare l'arrampicata. Ispirati dalle imprese americane nello Yosemite, di cui si parlava nelle riviste specializzate, Manera e Motti svilupparono una controparte "locale" delle vie del Capitan.
Così nacquero le prime vie sul Caporal, un nome scelto come richiamo a El Capitan, che rappresentavano un’apertura verso una nuova cultura dell’arrampicata: un’attività autosufficiente, che non necessitava di fini “più alti” – come l’alpinismo – per giustificare la propria esistenza. La via "Tempi Moderni" è simbolica del messaggio che questi arrampicatori volevano diffondere: l’avventura, quella che richiede tutto il tuo impegno, si può trovare anche su pareti “dove crescono i pini sopra”, per citare Stefano Dalla Gasperina. A lui e al fratello Matteo si deve la creazione della nuova guida "Valle dell’Orco", edita da Versante Sud, che include non solo dettagliate descrizioni e relazioni su vie trad e multipitch, ma anche presentazioni di falesie di monotiri e interessanti digressioni storiche.
L’arrampicata in Valle dell’Orco
La Valle dell’Orco evoca immediatamente l’immagine di fessure perfette e vie lunghe da scalare in stile trad, ma molti arrampicatori vengono qui anche per misurarsi con i boulder che punteggiano la bassa valle e con le falesie di monotiri classici. Anche nei mesi più caldi, quando a Torino è impossibile pensare di tenere una presa, qui si può sempre trovare qualche grado in meno, un po’ di brezza o qualche invitante masso nascosto tra la vegetazione della valle.
L’area che offre la scelta più ampia di falesie è quella di Pont Canavese: qui, sia sulla destra che sulla sinistra del Torrente Orco, si innalzano pareti interessanti, recentemente chiodate, che offrono possibilità di arrampicata per tutti i livelli. Queste si aggiungono alle storiche Bosco e Frachiamo. Il granito, seppur non eccezionale come quello delle zone all’interno del Parco Nazionale del Gran Paradiso, è adatto a un’arrampicata tecnica e di posizione, un’ottima "scuola" per chi voglia affrontare arrampicate più impegnative. Altre falesie interessanti si trovano nella zona di Ceresole Reale e in Valle Soana. Sfogliando la nuova guida di Versante Sud, potrai scoprire anche altri piccoli angoli dedicati all’arrampicata sportiva, disseminati in diverse zone della valle.
Pont Canavese – Frachiamo
Come accennato, nella zona di Pont Canavese ci sono diverse possibilità di arrampicata per chi desidera trascorrere un weekend in falesia. Frachiamo è una delle falesie più storiche, con i primi lavori di chiodatura risalenti agli anni ’90, costantemente aggiornata negli anni. Offre tiri di ogni difficoltà, un avvicinamento quasi nullo e ottima roccia. La sua esposizione a sud, tuttavia, può scoraggiare nei mesi estivi. I settori sono ben distinti in base alla difficoltà, con alcune sezioni ideali per principianti e altre destinate a un livello medio-alto.
Pont Canavese – Bosco
Anche Bosco ha un’esposizione a sud. Questa falesia, tra le più storiche del torinese e di tutto il Piemonte, offre roccia con prese più svase e arrotondate, un’area “sui generis”, diversa dalle falesie vicine. Questo stile di arrampicata, seppur meno aggressivo sulla pelle, può risultare ostico a chi non è abituato a prensioni “a dita distese”. Tuttavia, con un po’ di pratica, può diventare molto allenante e soddisfacente. Attualmente, è in corso un lavoro di chiodatura soprattutto nel settore più strapiombante, che offre difficoltà elevate e la possibilità di arrampicare anche nei giorni di pioggia.

Umberto Bado - Per un pugno di sale © Alessandro Masiero (1)
Ceresole Reale
Ci spostiamo nella zona di Ceresole Reale, ricca di falesie con monotiri di varia difficoltà, spesso arricchite da una splendida vista sul lago di Ceresole o sulla parete del Sergent. La guida "Valle dell’Orco" presenta molte di queste falesie, alternandole a pareti attrezzate per vie lunghe. Alcune falesie combinano monotiri chiodati e fessure da proteggere, un’ottima opportunità per avvicinarsi all’arrampicata trad.

Ivan Cesarin e Rinaldo Sartore - Fessura della Disperazione © Alessandro Masiero
Ceresole Reale – Il Droide
Il Droide è una delle prime falesie della Valle dell’Orco ad essere stata attrezzata in chiave moderna. Situata a 1600 metri, la struttura di granito offre vie di arrampicata su placche lisce e delicate, oppure su fessure e diedri. Le vie terminano sempre con soste attrezzate. Il livello richiesto è medio-alto, con difficoltà che variano dal 5b all’8b+.
Ceresole Reale – Il Dado
Un’altra falesia storica è Il Dado, situata sopra Ceresole Reale. Qui non mancano vie emblematiche dell’arrampicata in Valle dell’Orco. Le vie sportive si alternano a fessure da proteggere, con movimenti esigenti e tecniche che richiedono l’uso della dulfer, dei camini in spaccata e delle opposizioni. Le vie strapiombanti sulla destra offrono difficoltà fino all’8b+.
Valle Soana – Valle di Forzo
La Valle di Forzo è una realtà più recente, ma molto apprezzata dagli arrampicatori piemontesi. Recentemente è stata attrezzata una bellissima falesia, Small Rainbow, nata nel 2022, frequentabile tutto l’anno grazie alla sua esposizione a sud-ovest e alla quota di 1000 metri. Le difficoltà variano dal 5c al 7c, con muri a tacche e buchi che richiedono tecnica ed esperienza.
Scopri tutte le falesie di monotiri, le vie lunghe e le fessure da salire in stile trad sulla nuova guida di Versante Sud, Valle dell’Orco!











