Quale arrampicata prevede una corda dall’alto?

Te lo dice Oliunìd
23/02/2021

 

Quale arrampicata prevede una corda dall’alto?

 

 

L'arrampicata in top rope azzera il rischio di cadute tra un rinvio e l'altro. Foto di Thomas Fryatt

L’arrampicata sportiva prevede, per sua natura e definizione, la salita di una via precedentemente attrezzata per la sicurezza, durante la quale l’arrampicatore passa la propria corda all’interno dei rinvii per proteggersi da eventuali cadute. Nel gergo si dice molto “arrampicare da primo”.


In termini “moderni”, quando si arrampica in questo stile, cioè assicurandosi man mano che si sale, si parla di “lead climbing”, un termine che è diventato comune per chi segue il mondo delle gare. Con il termine “lead” ci si riferisce infatti anche alle competizioni indoor su strutture con la corda, che prevedono lo stesso principio dell’arrampicata sportiva in falesia (ovvero si sale assicurandosi). 

Arrampicando da secondo, è possibile concentrarsi sui singoli movimenti di una sezione specifica. Foto di Jonathan Ouimet

Le regole dell’arrampicata sportiva

 

Per poter dire di aver “salito una via”, si deve quindi partire con “la corda dal basso”, la cui gestione è affidata all’assicuratore che ha il compito di bloccarla nel momento in cui cadiamo, oppure di farla scorrere nel dispositivo per seguirci man mano che saliamo. Una salita valida non prevede cadute, né pause in cui si resta appesi a un punto di assicurazione; dalla partenza alla sosta si sale sfruttando al meglio le conformazioni della roccia, utilizzando i punti di assicurazione esclusivamente per passare la corda all’interno dei rinvii. La caduta (gestita in sicurezza) mentre si percorre lo spazio tra un rinvio e un altro, è una possibilità, e fa parte del gioco.

 

Qualsiasi variante sul tema, ovvero utilizzare i rinvii per guadagnare qualche centimetro, restare appesi ai punti di assicurazione e, naturalmente, cadere, annullano la validità del tentativo. Non di rado capita però di vedere in qualsiasi falesia (e anche in qualche gara, ma lo vedremo dopo) arrampicatori che salgono con la corda “dall’alto”, ovvero già passata nella sosta. Di cosa si tratta?

Ritorno dopo il calar del sole! Foto di Chistian Adams, Black Diamond

Cos’è l’arrampicata in top rope


Si definisce “arrampicata con la corda dall’alto” o in “top rope” o “da secondo” ogni salita che preveda che la corda sia già stata passata nella sosta, evidentemente da qualche altro arrampicatore che l’abbia salita “da primo”. In questo caso, se anche saliamo utilizzando solo le strutture naturali della roccia, la salita non si può dire “valida” (ad esempio se vogliamo declamarne la ripetizione al bar con gli amici).  La corda, oltre che nella sosta, deve sempre essere passata anche in tutti i rinvii della via scelta; man mano che l’arrampicatore che sale da secondo li incontra, sgancerà la propria corda dal rinvio in modo da poterlo superare. È sempre assolutamente consigliato non andare mai oltre il penultimo rinvio, in modo da avere sempre la corda passata almeno in due punti diversi. E allora perché in tanti praticano l’arrampicata con la corda dall’alto?


Concentrarsi sul gesto – solo per beginner


Di solito i primi passi in falesia si muovono arrampicando con la corda dall’alto. Non è una regola assoluta, ma spesso si preferisce dedicarsi a un aspetto per volta, e quindi limare i fattori che possono “distrarre” dai primi obiettivi che si vogliono raggiungere. Quando si inizia ad arrampicare outdoor, bisogna acquisire esperienza su molti fronti: le manovre con la corda (anche solo sapere passare la corda correttamente nei rinvii), la confidenza con la roccia, la diversa gestualità che le prese naturali comportano rispettano all’arrampicata in palestra (se si arriva da lì). Inoltre l’arrampicata da primo comporta un rischio, seppur minimo, di “volo”: sono sempre situazioni molto sicure, soprattutto nelle falesie dedicate agli arrampicatori neofiti, ma possono comunque influire sull’apprendimento delle altre competenze.
Se quindi vogliamo solo prendere confidenza con la roccia e vivere le prime esperienza senza temere di cadere, l’arrampicata in top rope può assolutamente fare al caso nostro. In alcune situazioni di chiodatura, arrampicare con la corda dall’alto – soprattutto se stiamo parlando di prime uscite – diventa anche un fattore di sicurezza. 

 

Il fattore psicologico – per tutti

 

Non esiste un livello di riferimento oltre il quale la “paura di volare”, così tipica dell’arrampicata, smette di disturbare le nostre salite. C’è chi la sperimenta più e chi meno, chi la vive come un fattore limitante e chi riesce a trasformarla in coraggio, lavorando sui propri limiti per essere sempre più performante. In genere comunque è più comune in chi ha meno esperienza, e non ha ancora sviluppato una solida fiducia nell’attrezzatura da arrampicata. Quando questa paura ci blocca soprattutto nell’arrampicata “a vista” e in tutte quelle situazioni in cui non abbiamo controllo sulle incognite della via, può essere utile fare un primo giro “da secondo” sulla via, per poi provarla, con una maggiore sicurezza, da primo e poterla definire “chiusa”. L’arrampicata da secondo annulla totalmente la possibilità di fare voli più o meno lunghi: questo è il motivo principale per il quale viene preferita in tutte quelle situazioni di difficoltà psicologica in cui ci si sente bloccati o sopraffatti dalla paura di cadere.

 

Studiare i movimenti – per tutti


Avere la corda dall’alto ci permette di salire e scendere senza preoccuparci di nient’altro che di trovare i movimenti giusti e perfezionare il modo di superare i passaggi più impegnativi, metabolizzandoli tentativo dopo tentativo. Per questo è un sistema molto adottato da chi vuole provare una via al proprio limite, ottimizzando i tempi di “studio e ricognizione dei movimenti”: l’unico requisito è che la via sia il più verticale possibile. Se ti è mai successo di provare una via strapiombante con la corda dall’alto, ti sarai reso conto che più la corda è tesa, più ti tira verso la verticale della sosta, allontanandoti di fatto dalla parete. Considerata la tensione che crea la corda passata in una sosta non perfettamente verticale rispetto a chi arrampica, i movimenti risulteranno meno naturali rispetto a quando provi la stesa via con la corda dal basso. Tutta la percezione che avrai sia delle prese che dei movimenti più corretti, sarà totalmente diversa nel momento in cui la riproverai da primo. Via libera invece per ogni tipo di placca.

Solo con l'esperienza riusciremo a gestire una salita "da primo" con controllo e relax. Foto di Steve Bruce

L’arrampicata in top rope indoor


Un discorso a parte merita invece l’indoor, che rappresenta – per la maggior parte dei nuovi appassionati – il primo punto di contatto con l’arrampicata. Molti corsi per bambini e principianti prevedono quasi come modalità esclusiva di arrampicata la salita con la corda dall’alto. Man mano che si prende confidenza con la gestualità tipica dell’arrampicata, si può poi passare a provare vie da primo iniziando ovviamente da difficoltà ampiamente sotto al limite dell’arrampicatore.
Se sei appassionato di gare di arrampicata con la corda, avrai notato che non tutte le categorie competono in modalità “Lead”. Per quanto riguarda le gare Junior, le categorie U11 e U13 gareggiano arrampicando con la corda dall’alto, in modo da dover sollevare gli arrampicatori più piccoli dal compito di dover passare la corda nei rinvii.

 

Anche se i punti di assicurazione nelle strutture indoor hanno una distanza che garantisce la massima sicurezza in caso di caduta, c’è sempre un margine di rischio leggermente più elevato quando si tratta di arrampicare sul primo tratto (diciamo fino a oltrepassare il secondo rinvio). Cadere all’altezza del primo rinvio comporta innanzitutto il rischio di cadere a terra, e poi una sollecitazione fortissima sull’unico punto di assicurazione: per ovviare a questa evenienza, di solito l’assicuratore “para” l’arrampicatore. Una buona esperienza di arrampicata, di quelle che si acquisiscono con gli anni, è uno strumento fondamentale per gestire al meglio questa fase delicata sia sulla roccia (dove infatti molte volte si parte con la corda già passata nel secondo rinvio), sia in palestra.

 

Un’altra categoria che arrampica in top rope è quella del Paraclimbing; c’è da dire che al momento l’arrampicata con la corda è l’unica disciplina nella quale possono competere gli arrampicatori con disabilità di diverso tipo. Quando le strutture su cui gareggiano gli atleti sono particolarmente strapiombanti, vengono fissate due corde, una dall’alto e una dal basso, per evitare che l’arrampicatore, staccandosi dalla parete, faccia degli eccessivi “pendoli”.

 

Per lo stesso motivo molto spesso dopo infortuni di diverso tipo si consiglia di arrampicare con la corda dall’alto per evitare eccessive sollecitazioni alle articolazioni.

I corsi indoor prevedono sempre un periodo di approccio con la corda dall'alto. Foto di Rahadian Syah

Arrampicare in top rope è pericoloso?


Non di rado si sentono alcuni commenti sfavorevoli all’arrampicata in top rope, soprattutto da parte di tutti quegli arrampicatori nati e cresciuti quasi esclusivamente arrampicando da primo. In primis gioca un fattore rilevante l’aspetto psicologico: se salendo da primo vediamo la corda sotto di noi che ci segue e ci ricorda che siamo legati a qualcuno, salendo da secondo sotto di noi vedremo solo il vuoto, aumentando la sensazione di “disagio”. In secondo luogo c’è un fattore di sicurezza: non bisognerebbe mai arrampicare restando assicurati su un unico punto (come può essere la sosta), quindi non bisognerebbe mai andare oltre l’ultimo rinvio prima della sosta. Purtroppo questa buona regola viene spesso sottovalutata, creando potenzialmente situazioni pericolose.

 

Se stai scoprendo ora l’arrampicata


Se sei alle prime esperienze con l’arrampicata con la corda, sia su roccia che indoor, ti consigliamo caldamente di seguire un corso con personale preparato. Una svista o una leggerezza possono portare a incidenti di diversa entità. Non ci saranno mai articoli o manuali che potranno essere esaustivi e utili come qualche ora in loco con un Istruttore che saprà insegnarti le tecniche di progressione e assicurazione in modo da renderti completamente autonomo.

 

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