Quando si va ad arrampicare, fare boulder, trekking o qualsiasi attività in montagna, consultare il meteo è necessario per non ritrovarsi in situazioni spiacevoli. Pur tuttavia dicendo ciò, anche i falesisti o boulderisti hanno messo su con l’esperienza una conoscenza meteorologica impareggiabile ed un linguaggio estremamente tecnico non tanto per scongiurare il cattivo tempo, quanto per dare la caccia alle giornate “dalle condizioni perfette”.



10 – Alta pressione. Naturalmente deve far bello per poter arrampicare anche se l’esistenza dei “tetti” può ovviare a quella che sembra l’unica opzione possibile per un’attività in outdoor. In ogni caso arrampicare in tetto quando fa bello è sempre meglio che arrampicare in tetto con il tempo tipico del giorno di Ognissanti.



9 – Umidità. Non pensare di andare ad arrampicare se non hai controllato prima il tasso di umidità: hai un bel dire che danno sole, ma se il tasso di umidità è maggiore al 73% è come provare ad arrampicare dopo il passaggio dei monsoni in Tanzania. Freschino e secco è il top di gamma.



8 - Temperatura. Qui l’argomento potrebbe farsi complicato: ci sono mille variabili connesse a questo fattore, quali l’esposizione della roccia, per l’appunto l’umidità, la presenza o meno di vento da nord o su e relative raffiche. Se comunque vuoi avere un’idea del range di gradi centigradi preferito dagli arrampicatori, ti sveliamo che le suole delle scarpette da arrampicata sono progettate per funzionare al meglio ad una temperatura artica compresa tra gli 0 e i 4 gradi.



7 – Vento. Tutti noi siamo consapevoli che un po’ di arietta ci può svoltare la giornata estiva, ma limitarsi a guardare solo se c’è vento è molto errato. E’ infatti obbligatorio considerare da dove arriva l’aria. Vento da sud: meglio fare muro. Vento da nord: annulla tutti gli impegni e vai a stampare il progetto dell’anno!



6 – Cicloni ed anticicloni. Bisogna sempre dare un’occhiata alla situazione generale e globale del clima: in presenza di anticicloni africani il clima si fa umido e insopportabilmente caldo, con vento da sud ed umidità alle stelle. Insomma, l’antiaderenza. Inutile quindi fantasticare su una gita al fresco di Magic Wood, tanto le condizioni saranno le stesse dell’Ecuador centrale. Al contrario il ciclone di aria fredda siberiana è sempre accolto con entusiasmo e gran caricamento di corde o crash pad in macchina.



5 – Il meteo del giorno prima. Ai fini delle condizioni ottimali della roccia, non è sufficiente che faccia bello oggi o domani, deve aver fatto bello anche ieri: se infatti una perturbazione si è abbattuta sulla nostra falesia durante tutta l’ultima settimana, probabilmente la roccia non avrà avuto tempo di asciugare. Meglio quindi andare a colpo sicuro su rocce che asciugano in fretta o falesie/ boulder più riparati. Inoltre il rischio che si rompano delle prese mentre arrampichiamo si innalza del 95% se sono bagnate (soprattutto su calcare).



4 – Perturbazioni. E’ generalmente il primo dato che si verifica, soprattutto collegato all’opzione “possibilità di temporali sugli archi montani”. Prendersi un temporale non è divertente neanche se stiamo solo facendo boulder ma siamo bloccati a più di un’ora di distanza dalla macchina; se c’è questa possibilità, prima di doverci sdraiare sui crash pad per non attirare i fulmini, potremmo prendere in considerazione l’idea di andare ad arrampicare in zone con poco avvicinamento, anche se più lontane in macchina.



3 – Sole. L’essere umano ricerca per istinto la presenza del sole per le sue attività all’aria aperta. Tuttavia, quando si tratta di arrampicata sportiva o qualsiasi attività estiva in montagna, l’esperienza e le insolazioni portano a prediligere giornate dalle nubi sparse che sollevano dal calore. In inverno al contrario, la presenza della seppur minima velatura può farti passare dall’arrampicare in maglietta ad avere i geloni alle mani in meno di quindici minuti.



2 – Zero termico. Dare uno sguardo allo zerotermico può sembrare solo a prima vista da precisini, ma è un ottimo riferimento per tutte quelle attività in quota per cui non esiste una previsione meteo specifica. Se infatti vuoi andare ad arrampicare in una zona non registrata sui principali siti meteorologici, non potrai che avere un’idea molto vaga della reale temperatura. Indispensabile per preparare uno zaino a prova di avversità.



1 – Webcam. E’ la conseguenza logica e “sociale” alla vecchia buona abitudine di telefonare al negozio di sport più vicino alla falesia dove si voleva andare a scalare per chiedere: “scusa, come sono le condizioni oggi da voi?”. Da veri intenditori, la consultazione della webcam mentre si prende il caffè è il rito magico di ogni arrampicatore che non abiti proprio sopra alla falesia. Perché si sa, le previsioni possono avere un margine di errore, ma la webcam in tempo reale è una verità inoppugnabile.



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20 agosto 2019