L’arrampicata sportiva è una disciplina relativamente nuova, soprattutto nelle sue specialità indoor che comprendono la Lead, il Boulder e la Speed; solo a partire da quest’anno sarà infatti introdotta nelle Olimpiadi di Tokyo ed andrà quindi in scena a partire da luglio 2020 coinvolgendo un pubblico decisamente ampio.



L’arrampicata sportiva nasce su roccia, rappresentando inizialmente (stiamo parlando della seconda metà del Novecento) un allenamento invernale in ottica delle grandi salite alpinistiche estive; man mano che si diffondeva tra gli alpinisti ha però iniziato ad assumere un carattere proprio, appassionando gli atleti che ricercavano la difficoltà estrema su itinerari decisamente più brevi delle grandi pareti alpine.



Oggi intendiamo come vie di arrampicata sportiva degli itinerari già completamente attrezzati di spit o fittoni (in principio erano i chiodi!), che possono svilupparsi su una lunghezza unica oppure su vie di più lunghezze. Nel primo caso si ridiscende facendosi calare dal compagno che ci assicura, mentre nelle vie lunghe possiamo scendere a piedi seguendo un sentiero (molto spesso queste vie percorrono una parete che presenta poi un versante più semplice) oppure calandosi in corda doppia.



Ci sono poi molte altre varianti all’arrampicata sportiva su roccia, come l’arrampicata in artificiale (sempre meno praticata ma con una valenza storica molto importante) o l’arrampicata trad, dove le protezioni vengono inserite nelle fessure naturali della roccia dall’arrampicatore che sta salendo. L’arrampicata sportiva con la corda che si pratica indoor viene definita Lead in ambiti di gara: gli atleti devono salire un itinerario che non conoscono arrivando il più in alto possibile nel minor tempo possibile. La maggior parte delle strutture indoor con la corda riesce a sviluppare percorsi di quindici o venti metri su inclinazioni verticali o strapiombanti.



Anche il boulder può venire praticato sia su roccia che in palestra ma, a differenza dell’arrampicata sportiva, non richiede l’utilizzo di corde o dispositivi per l’assicurazione: è sufficiente avere delle scarpette, ed un crashpad se si va su roccia, per provare ad arrampicare sia all’aria aperta che nelle palestre sempre più numerose e di altissimo livello. Le strutture indoor si sviluppano generalmente su pareti alte tre o quattro metri: quando viene praticato su roccia, si utilizzano i crash pad e possibilmente dei buoni paratori per rendere le cadute dai massi più sicure possibili.



La Speed invece è una specialità prettamente indoor, anche se esistono dei record mondiali di velocità su grandi pareti come l’El Capitan nello Yosemite. Quella che viene praticata durante le Olimpiadi riguarda però un itinerario che è sempre uguale a se stesso negli anni, dove gli atleti devono cercare di fare il miglior tempo sfidandosi in una sorta di duello. Si tratta di un percorso lungo quindici metri, che gli atleti più in forma riescono a salire nel tempo sbalorditivo di sei o sette secondi.

 

 

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Milano Climbing Expo



8 febbraio 2020