Che cos’è il bouldering?

Te lo dice Oliunìd
25/03/2022


Che cos’è il bouldering?

 

Il bouldering è una disciplina che richiede pochissima attrezzatura e che, idealmente, non lascia tracce del nostro passaggio. TRristan Hobson, SCARPA

Divertente, sicuro, alla portata di tutti: il bouldering è la disciplina dell’arrampicata che sta facendo avvicinare sempre più persone alle palestre indoor, coinvolgendo bambini, adulti, scuole e ragazzi alla ricerca di una nuova attività da praticare. Ma che cos’è esattamente il bouldering, quando e come è nato, e quali sono le regole del gioco?

 

L’origine del bouldering

 

Forse qualcuno può essere portato a pensare che il bouldering sia una disciplina decisamente nuova, diventata ora un’attività sportiva molto praticata da persone di ogni età per via della sua componente divertente che riesce a conquistare tutti.

 

In realtà il bouldering è nato più di un secolo fa, naturalmente in un contesto prettamente naturale. Sintetizzeremo qui nomi e location che hanno visto i primi precursori del boulder praticare quest’attività con una dedizione totale, anticipando di qualche decennio il successo trasversale che avrebbe avuto. Oscar Eckenstein, Pierre Allain e poi John Gill – universalmente conosciuto come “il padrino del bouldering” hanno gettato le prime preziosi basi nel Peak District, a Fontainebleau e negli Stati Uniti, credendo per primi nelle potenzialità di questo sport.

Con il boulder si migliorano tecnica, sensibilità e potenza. Foto di Matty Hong, SCARPA

Il bouldering su roccia: la vera essenza di questo sport

 

Come dicevamo, il bouldering è nato sulla roccia, o meglio, sui massi: riuscire a salirle senza la corda, solo con l’ausilio di mani e piedi è un istinto forse innato nell’uomo, una forma di esplorazione dell’ambiente circostante e delle proprie abilità che è ben radicata in ogni bambino, generazione dopo generazione. Se oggi anche il boulderista può contare su un’attrezzatura specifica che si basa sui specifici materassi, scarpette e poco altro (magnesite e spazzolino), fino a qualche decennio fa veniva praticato utilizzando alla base dei massi al massimo un tappetino o un asciugamano per pulire le scarpette.

 

Il rapporto di rispetto che si instaura con l’ambiente naturale è sempre stato cruciale per una pratica consapevole del bouldering: l’idea è quella di una disciplina in cui non si lasciano tracce del nostro passaggio, a differenza di quanto avviene in falesia dove la roccia viene per sempre modificata dalla chiodatura da parte dell’uomo. Anche se negli ultimi decenni è nata una nuova tendenza a praticare bouldering principalmente indoor, la sua versione outdoor esercita sempre un grande fascino su chiunque voglia cimentarsi a mettere in pratica sulla roccia quanto acquisito in palestra. Una dimostrazione di questo successo che non teme il cambiare delle generazioni e dell’approccio indoor al bouldering la riscontriamo nei tanti raduni come il Melloblocco che accolgono sempre più partecipanti anno dopo anno.

Il boulder indoor rappresenta spesso il primo approccio all'arrampicata!

Le difficoltà del boulder outdoor e indoor

 

Il sistema di assegnazione delle difficoltà è diverso per l’indoor e l’outdoor: la scala dei gradi per l’outdoor fa riferimento, almeno per quanto riguarda l’Europa, alla scala Fontainebleau. I gradi partono dal terzo/ quarto grado fino al 9A: anche se sono simili nella forma, non corrispondono ai “gradi falesia”. Si dice che ad esempio un passaggio di 6B di blocco corrisponda, in quanto a intensità, a un 7a in falesia, ma ovviamente è tutto molto relativo e variabile a seconda degli stili di arrampicata.

 

Il boulder indoor invece viaggia su un sistema proprio, che di solito si basa su una scala di colori. A differenza delle scale di difficoltà per l’arrampicata con la corda, non esiste un codice univoco per tutte le palestre: c’è chi divide i propri boulder su cinque colori, chi su sette, chi su dieci ecc. Questa particolarità è dovuta ad esempio al fatto che lo stile di boulder indoor sia sempre più diverso dallo stile di arrampicata sulla roccia, ed evita che ci si perda in inutili dissertazione sulla correttezza o meno di un eventuale “grado numerico”.

 

Le regole del boulder indoor

 

Le regole del boulder indoor sono semplici e molto chiare: una volta individuata la sequenza di prese che dovremo salire per arrampicare un determinato boulder, dobbiamo posizionarci con i quattro punti di appoggio sulle prese di start (o in aderenza contro il pannello, nel caso in cui ci sia un solo appoggio per il piede). Questi punti sono di solito segnalati con un nastro colorato che ne indica anche il livello di difficoltà secondo la scala di colori della palestra. Per poter considerare valido il tentativo bisogna arrivare alla presa contrassegnata come top utilizzando solo prese ed appoggi validi; il top va accoppiato con entrambe le mani in una posizione di stabilità. Queste sono, in linea generale, anche le regole valide per le gare di boulder a ogni livello.

Il boulder outdoor è uno sport intuitivo, dalle regole chiare e semplici. Foto di Lucas Fritch, SCARPA

Le regole del boulder outdoor

 

Il boulder outdoor segue un approccio molto più naturale: le prese di start di solito non sono ovviamente contrassegnate (salvo casi specifici in cui sono esplicitamente indicate sulla guida), ma sono “evidenti”. Il boulder outdoor ha una caratteristica propria: nella maggior parte dei casi prevede il ribaltamento sopra il masso stesso, una fase delicata della salita in cui il boulderista deve riuscire a salire sopra al masso, per poi discendere da un lato più abbattuto. Di solito, per ogni linea indicata sulla guida, si possono usare tutte le asperità della roccia che ci possono tornare utili: se sulla linea di prese del passaggio che sto provando c’è una microtacca che nessuno ha mai pensato di usare, si può comunque tentare la salita utilizzandola. Se voglio provare a utilizzare un appoggio per un piede diverso, sono assolutamente libero o libera di farlo. Il boulder sulla roccia è molto più creativo e aperto a interpretazioni diverse: ognuno può sperimentare nuovi metodi e trovare nuovi sistemi che si adattino al meglio alla propria struttura fisica.

 

Le possibili salite del boulder outdoor

 

Se una via di arrampicata sportiva può essere salita “a vista”, “flash” o “redpoint” (se vuoi, puoi approfondire con il nostro post), il boulder ha qualche “limitazione in più. In molti casi infatti è già possibile “raccogliere informazioni” sulle prese e sui possibili movimenti osservando il boulder da terra (ricognizione che non è totalmente possibile fare con le vie, soprattutto di una certa lunghezza), si possono toccare le prese per capire quale sia l’angolazione migliore per valorizzarle, ecc. In poche parole è praticamente impossibile parlare di arrampicata a vista nel boulder. La differenza nelle modalità di esprimere una salita “valida” sono tra “flash”, ovvero al primo giro, oppure come normale ripetizione, dal secondo giro in avanti.

 

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