Allenamento per l'arrampicata: qual è l'attrezzatura più utilizzata?

L’allenamento specifico per l’arrampicata ha una storia relativamente recente, soprattutto se paragonata ad altri sport. I primi prototipi degli strumenti che sono oggi presenti in qualsiasi palestra di arrampicata furono pensati da alcuni arrampicatori che, nel corso degli anni ’80 e ’90 cercarono la soluzione più specifica per migliorare la forza delle dita. Si dice che il primo prototipo di trave sia stato inventato da John Bachar, che nel 1980 avvitò delle liste di legno nel suo capannone, facendo nascere così lo strumento più utilizzato dagli arrampicatori di ogni epoca.

 

 

Oggi il trave è lo strumento indubbiamente più diffuso per lavorare sul potenziamento della forza delle dita, con esercizi principalmente “isometrici”, come le sospensioni e i bloccaggi. Per quanto ci siano molti altri attrezzi che rendano più completo l’allenamento degli arrampicatori, il trave resta a tutti gli effetti il più compatto, facile anche da trasportare nelle versioni “portable” e perfetto da montare anche in cantina o in casa. In pochi e cruciali caratteristiche racchiude tutta l’essenza dell’allenamento specifico per le dita.

 

 

Owl Climb

Il setting di una palestra new generation - photo Owl Climb

 

 

I travi da installare al muro

 

In genere i travi più classici devono essere installati su un pannello di legno, a sua volta fissato su una struttura autoportante o a un muro (leggi qui il nostro articolo su come installare un trave). In questa tipologia di troviamo la maggior parte delle soluzioni che rappresentano la maggior parte dell’offerta oggi disponibili. I travi possono variare tra loro per: dimensioni, materiale, tipologia di prese e la modulabilità.

 

 

Dimensioni

 

Se non hai problemi di spazio, come nel caso di una palestra o di un intero garage da dedicare all’allenamento, puoi orientarti sui tantissimi travi di grandi dimensioni che tutte le aziende offrono. Oltre ad avere naturalmente una grande varietà di prese, ti permettono di diversificare gli esercizi che puoi fare al trave, dandoti la possibilità di fare sequenze di movimenti da una presa all’altra, come suggerisce Alessandro Lamberti nel primo manuale di Jollypower.

 

 

Questo tipo di trave ti permette anche di rendere sempre più difficili gli esercizi man mano che il tuo livello di forza aumenta, senza doverti costringere a cambiare strumento per passare da un trave dedicato ad un livello principiante, con prese buone e sempre disposte in modo simmetrico per il lavoro a due mani, ad un trave con prese più piccole, e magari già predisposto per il lavoro monobraccio.

 

 

I travi di piccole dimensioni hanno, d’altra parte, vantaggi molto evidenti soprattutto per chi ha necessità di installarlo in casa o per chi desidera uno strumento “aggiuntivo” per fare un richiamo specifico sulle dita all’interno di un piano di allenamento più completo e diversificato.

 

 

Beastmaker

I travi Beastmaker

 

 

Materiale

 

I travi sono realizzati in tre materiali molto diversi tra loro: resina, poliuretano e legno. I travi in resina sono stati i primi ad essere pensati per il grande pubblico delle palestre; questo tipo di materiale è stato largamente utilizzato in passato per via delle sue ottime caratteristiche di “grip” e di lavabilità, quindi anche di durabilità nel tempo. Ma, sebbene la resina sia ancora largamente utilizzata per la realizzazione delle prese di arrampicata, nel mondo dei travi la preferenza si è sempre più orientata verso il legno.

 

 

Chi ha vissuto questa fase di “transazione” circa quindici anni fa, che più o meno coincideva anche con la nascita dei travi Beastmaker nel 2007, si ricorda molto bene l’iniziale scetticismo verso questo materiale. Il legno ha rappresentato in realtà un “ritorno alle origini”, considerando che il primo prototipo di trave fu sicuramente realizzato con delle tacche di legno molto artigianali, avvitate su un pannello grezzo. Eppure, smussandone gli spigoli vivi ed eliminando ogni asperità nella grana, la prima sensazione che si ha toccando la superficie di uno di questi travi è che siano “difficili da tenere”.

 

 

Chiunque abbia superato la prima perplessità si è poi reso conto che il loro punto di forza è proprio nella trama liscia: essendo meno aggressivi sulla pelle, ti permettono allenamenti più frequenti e più intensi, portandoti allo stesso tempo a fare un allenamento più completo, perché è praticamente impossibile restare appesi “di pelle”. Dovrai richiamare i muscoli delle spalle e del dorso per poter vincere la gravità ad esempio sugli svasi di legno più inclinati.

 

 

Oggi il legno è il materiale più diffuso non solo per la realizzazione dei travi, ma anche per tantissime tipologie di attrezzi per l’allenamento in sospensione.

 

 

Owl Climb

Il trave Owl Climb da fissare al muro

 

 

Tipologia di prese

 

La diversa tipologia di prese che ti offre un trave ti dà la misura di quanto potrà essere vario il tuo allenamento. Nei modelli più essenziali di solito sono presenti tacche o asole di due o tre profondità diverse, che sono l’unica vera costante di qualsiasi trave, e di solito sono sufficienti per chi si approccia al mondo delle sospensioni e all’allenamento sulla forza delle dita. Altri modelli hanno anche vari tipi di svasi, che sono un’opzione molto ambita da chi vuole alzare il livello di tenuta “a dita stese” oppure, all’estremo opposto, sono completati da prese più grandi per il riscaldamento generale o per esercizi diversi come le trazioni. Oltre a tacche, svasi e maniglie, nei modelli per gli arrampicatori più evoluti puoi anche trovare pinze, monoditi e biditi. Come dicevamo nell’introduzione, alcuni modelli hanno una fila centrale di prese, generalmente abbastanza buone, che sono dedicate all’allenamento monobraccio.

 

 

Modulabilità    

                                            

Alcuni modelli particolarmente sofisticati ti danno la possibilità di variare le prese a disposizione con piccoli accorgimenti, in modo da unire la compattezza di un trave di dimensioni piccole alla varietà di prese di un modello più grande. In genere questo può avvenire: ruotando il trave che viene agganciato a delle staffe fissate al muro (come ad esempio per il Poker di Owl Climb), oppure componendo in modi diversi i singoli moduli che aggancerai ad una barra metallica (come il Gripmonkeys Climbing Fingerboard, unico nel suo genere), o ancora aggiungendo ulteriori prese o riduzioni compatibili con il tuo trave per variare lo spessore delle tacche (come le riduzioni per Beastmaker).

 

 
I travi portatili

 

Non ne abbiamo la certezza, ma il trave portatile probabilmente è nato come attrezzo da riscaldamento per gli arrampicatori di alto livello che avevano la necessità di scaldare in modo specifico le dita prima di un tentativo intenso sulla roccia. Spesso le “alte prestazioni” avvengono con temperature decisamente basse, e non di rado ci si ritrova con le dita fredde dopo aver riposato per il tempo necessario tra un tentativo e l’altro. Ecco che quindi anche un piccolissimo trave da appendere al ramo di un albero, o al primo spit di una via, può rivelarsi un ottimo alleato per ritrovare la giusta temperatura e scongiurare possibili infortuni.

 

 

Il trave portatile in genere non è solo destinato ad arrampicatori esperti per questo motivo: la sua caratteristica più evidente, ossia quella di essere appeso – e quindi per forza di cose instabile – lo rende molto più difficile da usare. La rotazione verso il basso che deriva dal peso dell’arrampicatore che si appende, rende molto instabile la tenuta e la tacca, che da stabile ci sembrerebbe perfettamente “orizzontale”, diventa incredibilmente inclinata verso il basso non appena stacchiamo i piedi da terra.

 

 

Portable di Owl Climb

Portable di Owl Climb

 

 

Il Pan Gullich

 

Il Pan Güllich, conosciuto come Campus Board in molti paesi anglofoni perché installato per la prima volta nella palestra Campus Gym di Norimberga, porta – nel resto del mondo - il nome dell’arrampicatore che l’ha ideato alla fine degli anni ‘80, Wolfgang Güllich. La sua ricerca dell’allenamento perfetto per preparare il suo fisico ad affrontare una via come Action Directe, che divenne poi il primo 9a al mondo, lo portò a ideare questo sistema di allenamento totalmente rivoluzionario.

 

 

Comprendendo quanto fosse importante lavorare anche sulla forza concentrica, completò la specificità del lavoro di forza sulle tacche unendola a movimenti di lancio e spinta, avvicinandosi così sempre di più alla simulazione dei movimenti reali che la roccia comporta. Una delle caratteristiche fondamentali di questo pannello è la sua inclinazione, che ti permette di simulare la stessa intensità dei movimenti sulle vie strapiombanti in falesia.

 

 

Il Pan Gullich è, inoltre, totalmente personalizzabile: se decidi di acquistarne uno, dovrai scegliere la tipologia di liste che vorrai installare sopra. Non esiste una versione standard e universale, ma puoi crearlo con liste di diverso spessore e renderlo super completo con l’aggiunta di svasi, pinze, liste forate e prese nate apposta per questo utilizzo, come i Block di Metolius.

 

 

Qualsiasi palestra ora è corredata da uno o più Pan Güllich che però, considerate le dimensioni e lo spazio che richiedono, difficilmente sono adottati come strumento da installare anche in casa.

 

 

Gli attrezzi per l’allenamento in sospensione

 

Prima dei travi e prima degli strumenti specifici per l’arrampicata, c’era l’allenamento a corpo libero ed il potenziamento muscolare che trovava le sue origini nella ginnastica. Sono familiari a qualsiasi arrampicatore le foto di John Gill che, verso alla fine degli anni ’60, eseguiva un Front Lever da manuale, e su un braccio solo, alla sbarra. A personaggi come lui, che hanno saputo uscire dagli schemi di un allenamento molto generico, dobbiamo riconoscere l’importanza dell’intuizione di quanto potesse essere utile applicare i principi dell’allenamento per i ginnasti ad uno sport in apparenza molto differente, come l’arrampicata.

 

 

Gli anelli hanno rappresentato la prima tipologia di allenamento in sospensione: ancora oggi molti manuali per arrampicatori propongono esercizi agli anelli sia per aumentare la forza delle braccia, del dorso e del core, sia per lavorare sui muscoli antagonisti degli arrampicatori. Da questo principio sono nati tanti strumenti per l’allenamento in sospensione come le coppie di prese, le sfere, i cilindri, le pinze ecc.

 

 

Owl Climb

Prese per allenamento in sospensione Owl Climb

 

 

I pannelli

 

L’ultima generazione di strumenti per l’allenamento degli arrampicatori ha trovato un ampio spazio – intendendolo in senso letterale – nel prolificare delle tante nuove palestre di arrampicata in giro per il mondo. Potendo approfittare di superfici sempre più ampie, anche la tipologia dei pannelli si è diversificata notevolmente, partendo dai System Wall, con prese simmetriche per assicurare un lavoro della stessa intensità da entrambe le parti, al MoonBoard, con il vantaggio unico di essere un mini muro con infiniti boulder già tracciati e a disposizione di chiunque, ed infine il Japan Wall e il Tension Board.

 

 

Questi pannelli aiutano a dare dei riferimenti di difficoltà sui quali confrontarsi a livello globale e, data la concentrazione altissima di prese in uno spazio relativamente limitato, ad avere una varietà di passaggi sui quali allenarsi praticamente infinita. Sono in genere utilizzati dagli arrampicatori di livello intermedio o alto soprattutto per la loro inclinazione e per la tipologia delle prese, generalmente molto svase o arrotondate, che riprendono le ultime tendenze di una tracciatura più creativa e dinamica.