Te lo dice Oliunìd
12/02/2020
Arrampicata: cos’è, breve storia e le discipline più importanti


Uno dei posti più belli al mondo per praticare arrampicata sportiva: Ton Sai. Foto di Dally Hue, SCARPA
L’arrampicata, in inglese rock climbing, è uno sport relativamente recente: ora praticata principalmente in falesia, deve in realtà le sue origini all’alpinismo, un’attività nata con l’obiettivo di esplorare territori sconosciuti e considerati inaccessibili per quei tempi (fine del 1700). Se l’alpinismo è stato definito come “l’arte di scalare cime e pareti” (UNESCO, fonte Mammut), quella che noi ora conosciamo come “arrampicata sportiva” è nata solo intorno agli ’80. In questo periodo di grande fermento alcuni appassionati abbandonano l’idea di utilizzare le falesie come “palestra di allenamento” in vista di obiettivi alpinistici più importanti, per dedicarsi esclusivamente a questo nuovo tipo di attività dove il gesto sportivo prevarica rispetto alla conquista della vetta.
Introducendo anche nuovi metodologie rispetto all’attrezzatura degli itinerari (ovvero iniziando a chiodarle dall’alto) e quindi un diverso approccio etico alla salita di una via, hanno portato una vera e propria rivoluzione verticale dove la sicurezza era considerata tanto importante quanto la difficoltà assoluta delle vie. Questi primi arrampicatori e chiodatori - con una visione decisamente moderna dell’arrampicata - hanno quindi iniziato a fare un utilizzo sistematico di attrezzatura fissa (spit e fittoni) alla quale potersi assicurare man mano che si sale. Parallelamente, la ricerca della difficoltà estrema e della massima prestazione sportiva ha portato a un periodo in cui si era pronti a tutto (cioè anche a modificare l’aspetto della roccia e delle prese) pur di raggiungere questi obiettivi.
Oggi l’arrampicata sportiva prevede un approccio che da una parte vuole ancora essere il più sicuro possibile ma che sia allo stesso tempo strutturato su un’etica che si basa sulla salita di linee naturali, non modificate dall’uomo.
L'arrampicata presa nel suo senso più ampio può essere praticata in palestra o all'aria aperta, differenziandosi in diverse discipline: alcune di queste hanno una versione sia indoor che outdoor (come il boulder e l’arrampicata sportiva), mentre altre sono tipiche di un contesto specifico. Ad esempio la Speed ha una dimensione prettamente indoor, mentre l’arrampicata trad esiste solo in ambiente.
Ma scopriamole più nel dettaglio.


Il boulder su roccia appassiona sempre più sportivi. Foto di Matt Burbach, SCARPA
Alpinismo
Come abbiamo detto è la matrice di tutte le discipline legate all’arrampicata che conosciamo, e ancora oggi è molto praticato: qualsiasi salita in quota che preveda un terreno misto tra roccia, ghiaccio e neve si può definire alpinismo. Quasi sempre nell’alpinismo l’obiettivo è la conquista di una vetta, e non la difficoltà della salita in sé; naturalmente le condizioni ambientali in cui viene praticato sono estreme e richiedono una capacità di adattamento ed una preparazione fisica straordinari. L’alpinismo richiede tecniche di progressione tipiche di diversi di arrampicata, come la progressione in artificiale o su ghiaccio e misto.
Arrampicata artificiale
Le vie in artificiale caratterizzano ancora oggi parte dell’arrampicata in alta quota, dove si parte per la conquista di una cima che preveda molte lunghezze di arrampicata con la corda. A volte i tratti da superare sono talmente impegnativi che si ricorre all’ausilio di attrezzature come longe o staffe; è uno stile di arrampicata storico, che veniva praticato moltissimo quando l’obiettivo era “arrivare in cima” ad ogni costo e con ogni mezzo. L’arrampicata artificiale, in inglese “aid climbing”, ricorre all’ausilio di attrezzatura non solo per la protezione ma anche per la progressione stessa in tutte quelle situazioni in cui non è possibile superare un passaggio solo con gli appigli forniti “dalla roccia”.
Arrampicata Trad
L’arrampica trad è uno stile di scalata molto puro, che prevede di arrampicare delle pareti, spesso solcate da fessure, che non sono state precedentemente attrezzate in alcun modo per la protezione dell’arrampicatore. Le protezioni (dadi e friend) vengono incastrate dall’arrampicatore stesso man mano che sale, e vengono poi rimosse dal “secondo”, in modo da non lasciare nessuna traccia. Contrariamente a quanto accade per l’arrampicata artificiale, le protezioni vengono usate solo per assicurarsi e non come ausilio per la progressione, dando così uno stampo molto etico all’arrampicata. Potendo mettere e rimuovere tutte le protezioni si riesce infatti ad impattare il meno possibile sull’ambiente, ed è anche per questo che recentemente è nata anche la sfumatura del “clean climbing”. Il trad è un’arrampicata “pulita”, che non impatta in nessun modo l’ambiente dove viene praticata e che rappresenta il modo più naturale di salire lungo le linee che la natura ha pensato di offrirci.


Sul famoso Ghiacciaio del Gigante, Monte Bianco. Foto di Mathis Dumas, SCARPA
Arrampicata sportiva
L’arrampicata sportiva, praticata in falesia, è oggi insieme al boulder la forma di arrampicata più praticata e diffusa: si tratta di vie già attrezzate (quindi con protezioni fisse nella roccia) dove è necessario assicurarsi man mano che si sale. Una volta arrivati in sosta, dopo aver fatto le dovute manovre, ci si cala di nuovo alla base per provare un’altra via. A differenza dell’arrampicata trad, sui monotiri in falesia troviamo già fissati tutti i punti di assicurazione di cui abbiamo bisogno per salire e non ci troviamo quasi mai nella necessità di doverle integrare con del nostro materiale (può succedere solo in alcune falesie molto storiche). La difficoltà assoluta, la sicurezza e l’etica per cui puoi salire solo con le tue forze e senza l’ausilio di altre attrezzature caratterizzano questo stile di scalata. Anche l’arrampicata su vie di più tiri già completamente attrezzate è, ad oggi, molto praticata.
Boulder
In origine il boulder veniva praticato più che altro come un allenamento perfetto per la falesia: i passaggi di boulder, infatti, sono spesso molto complessi e portano a sviluppare in maniera molto incisiva sia la tecnica che la forza di chiunque lo pratichi. Anche se è nato come attività da fare sui massi sparsi nei boschi, il boulder ha preso molto piede all’interno delle palestre, dove viene praticato da qualsiasi fascia d’età e a qualunque livello. È anche la disciplina che viene maggiormente apprezzata nella gare: al di là delle competizioni nazionali ed internazionali, è infatti l’unica forma di arrampicata che domina i raduni e le gare amatoriali (sia sulla roccia che su strutture artificiali), anche grazie ai movimenti estetici e fotogenici che regala.


L'arrampicata è uno sport per tutti. Foto di Andrew Burr, Patagonia
Arrampicata indoor
A partire da circa gli anni ’80, hanno iniziato a comparire le prime palestre di arrampicata anche in Italia: un luogo dove tenersi in forma ovviamente, ma anche un posto di aggregazione in cui puoi arrampicare con altri, scambiare opinioni sulle falesie più adatte per la stagione e conoscere altri appassionati di arrampicata come te. Le palestre possono avere strutture boulder, alte massimo 4 metri circa, o con la corda.
Palestre boulder
Nelle palestre boulder, già ovviamente attrezzate con materassi, i passaggi sono determinati da una scala di colori che ne determina la difficoltà e solitamente sono molto brevi e intensi. I circuiti invece sono dei percorsi più omogenei con molti più movimenti (35/40 movimenti, ma non esiste una regola vera e propria) e sono generalmente molto apprezzati da chi va poi in falesia nel fine settimana. In queste palestre non devi portare altro che le scarpette e un po’ di magnesite: la facilità con cui è possibile avvicinarsi a questo sport ne ha decretato un successo pazzesco in questi ultimi anni, soprattutto tra i giovani e giovanissimi.
Palestre con la corda
Le strutture con la corda invece sono attrezzate per quanto riguarda le vie (ovvero sono già presenti gli spit, il moschettone in sosta e quasi sempre i rinvii), ma necessitano qualche accortezza in più da parte di chi vuole scoprire il mondo dell’arrampicata su corda. Per poter arrampicare con la corda devi infatti conoscere già il funzionamento dei dispositivi di assicurazione e le principali tecniche di progressione: ma non preoccuparti, quasi tutte le palestre offrono corsi per principianti e lezioni individuali! Anche se l’arrampicata su corda indoor è principalmente praticata come allenamento da chi va in falesia nel weekend, non è raro trovare appassionati di questa disciplina chela praticano principalmente in palestra.


Daila Ojeda, arrampicatrice sportiva "top". Foto di Esteban Lahoz, SCARPA
Le discipline indoor e le Olimpiadi
Negli ultimi decenni abbiamo assistito ad un fenomeno pazzesco che ha fatto salire alla ribalta le numerose competizioni locali, nazionali ed internazionali che riguardano l'arrampicata. La spettacolarità delle gare ha ottenuto un riscontro sempre più positivo da parte del pubblico, tanto da essere state scelte come nuova disciplina olimpica. Nel 2021 l’arrampicata ha esordito anche alle Olimpiadi, anche se il formato di gara ideale è cambiato nel corso delle due ultime edizioni (Tokyo 2020 e Parigi 2024) e probabilmente sarà ancora diverso nelle prossime Olimpiadi di Los Angeles 2028. In termini di gara, le tre specialità che sono state ammesse si differenziano sia per la durata di ciascuna fase di gara, sia per la modalità di punteggio
La lead
La Lead si svolge su vie da arrampicare con la corda, tracciate su pareti artificiali di circa venti, venticinque metri, di difficoltà abbastanza elevata, che gli atleti devono percorrere in un tentativo solo, cercando di arrivare il più in alto possibile. Naturalmente gli atleti non hanno modo di provare prima la via, né di vedere gli altri atleti nel momento in cui la affrontano: in sintesi, non hanno informazioni di nessun tipo sul suo sviluppo e sui movimenti. Gli atleti salgono con “la corda dal basso”, ovvero devono assicurarsi di volta in volta nei rinvii già agganciati nelle protezioni. Anche se ora siamo abituati ad associare l’idea di “gara di arrampicata” con un contest di boulder, non dimentichiamoci che le prime gare in Italia si sono svolte proprio in falesia, ed erano gare di “difficoltà”.
Boulder
La gara di boulder si svolge su percorsi molto più brevi e decisamente intensi da salire con il minor numero di tentativi possibili in un tempo massimo di quattro minuti. Nel boulder si arrampica senza corda, affidandosi ai materassi in caso di caduta. I “problemi” vengono tracciati su pareti di circa quattro metri e sono generalmente molto atletici, con salti e lanci di ogni tipo e molto spettacolari da vedere. Anche in questo caso, gli atleti in gara non hanno modo di provare i boulder che sono stati tracciati per l’occasione: il loro turno di gara è determinato da un tempo (di solito 4 minuti) all’interno del quale possono fare tutti i tentativi necessari per raggiungere l’ultima presa (top). Il punteggio qui non dipende dalla presa più alta che raggiungono: contano solo o l’ultima presa (top) o una presa intermedia appositamente indicata (zona) e i tentativi eseguiti per raggiungerle.
Speed
La Speed invece è una vera e propria gara di velocità su un percorso che è sempre uguale e quindi sul quale gli atleti hanno modo di allenarsi durante la stagione. Si tratta di una via di quindici metri che viene salita in modalità “duello”, stabilendo il tempo migliore tra due concorrenti per volta: gli specialisti della Speed “volano” di presa in presa salendo il percorso tra i sei e i sette secondi (attualmente il record mondiale si aggira sui 5 secondi e mezzo). Hanno un solo tentativo per fare la loro migliore prestazione ed arrampicano con la corda dall’alto, in modo che non devono assicurarsi alle protezioni man mano che salgono.











