Place
12/08/2025
Scopri il boulder estivo in quota di Hoyamoros, nel cuore della Spagna!


Giuliano Cameroni su Iur, 8b+, Settore Nuova Tribuna Centrale. Foto di Samuel Ometz
Fare boulder in piena estate, e per giunta in Spagna, può sembrare una follia: eppure è possibile, a patto che si voglia affrontare un lungo viaggio in macchina, un avvicinamento impegnativo e un discreto dolore alla pelle. Hoyamoros, nuova mecca estiva per molti boulderisti europei, si trova vicino alla cittadina di Candelario, approssimativamente a due ore di distanza da Madrid, in una zona non estremamente verdeggiante che fa presumere un caldo disumano come in molte aree della Spagna. Eppure, nascoste dalla Sierra del Candelario, si celano diverse aree boulder, tra le quali spicca per bellezza Hoyamoros: se hai anche la fortuna di trovare giornate leggermente ventilate, arrampicare in questa zona può essere un’esperienza davvero piacevole.


Claudia Colonia su La Amante, 6C, Settore Vivac de La Pradera
La stagionalità di Hoyamoros
I boulder si trovano su una piana decisamente esposta al sole, ma pur sempre a un’altezza di più di mille metri, fattore che aiuta a smorzare le temperature torride della valle sottostante; inoltre è possibile trovare massi con facce esposte all’ombra più o meno a ogni ora della giornata, riuscendo così a sopravvivere discretamente bene a una o più giornate di boulder. Inoltre su molti boulder si arrampica sul lato strapiombante, fattore che già di per sé ti garantisce un minimo di riparo dall’ombra.
L’estate è il periodo ideale: non c’è dubbio che nei mesi intermedi, come giugno e settembre, si possano trovare le condizioni migliori, ma è assolutamente realistico pensare di passare qui una settimana di ferie a luglio o agosto. Ovviamente è bene accertarsi della stabilità del meteo prima di ritrovarsi sotto a un temporale a un’ora abbondante di camminata dalla macchina, ma di solito la Spagna in estate garantisce il pacchetto “all inclusive”: alta pressione, cielo terso e tapas per l’aperitivo a pochissimi euro.
La roccia: gioia e dolore di tutti i boulderisti
L’arrampicata è decisamente dolorosa, dal momento che qui, come accade spesso in quota, si arrampica su un granito compatto ma tagliente. Lo stile di arrampicata segue quasi sempre linee di tacche e fessure su muri verticali o poco strapiombanti, anche se non mancano i forti strapiombi, come nel settore Techos, con prese più nette e passaggi atletici. Le tacche che solcano i pannelli di granito rappresentano allo stesso tempo un appiglio sicuro per chi ama le arcuate, e uno strato in meno di pelle ogni volta che le si strizza con particolare intensità.
Se stai organizzando più di una giornata di boulder tra i massi di Hoyamoros, ti consigliamo di portare con te un nutrito kit di prodotti per la cura della pelle e delle mani; anche se il basso tasso di umidità dovrebbe aiutarci a salvaguardare preziosi strati di pelle, l'aggressività di alcune tacche potrebbe compromettere molti giorni di arrampicata.


Una roccia che non perdona un giro di troppo: Hoyamoros è anche questo!
Avvicinamento e ambiente: equilibri sempre delicati
Il contesto paesaggistico è da cartolina con il torrente che scorre rigoglioso tra i massi, i prati verdeggianti e i rospi che saltellano felici. Questo paesaggio riesce a restare così incontaminato perché la sua camminata di avvicinamento ha tenuto lontani per anni molti boulderisti; l’avvicinamento passava infatti attraverso terreni privati che si susseguivano nell’area della Dehesa, creando non pochi attriti e rischi di chiusure di tutta la zona. A lungo è stato anche molto difficile reperire topò e guide online: l’avventura era la parola d’ordine per chiunque andasse a esplorare questa nuova “terra promessa” del boulder.
Con la realizzazione della prima guida da parte di Louis Alonso e Mariano Lopez nel 2016, e della nuova edizione più recente del 2023, è stata fatta un’enorme chiarezza sull’avvicinamento da seguire e le diverse norme che permettono ai delicati equilibri di quest’area di continuare a sopravvivere. Per arrivare alla piana con i boulder, è comunque necessario mettere in conto più o meno due ore di camminata, di cui buona parte in salita, motivo per cui spesso chi ha il coraggio di salire si ferma qualche giorno nella piana, campeggiando tra i massi.
La zona di arrampicata
Se la prima guida contava con l numero già considerevole di 840 blocchi suddivisi su quattordici settori, oggi la nuova edizione propone un sostanzioso aggiornamento comprensivo di tutte le nuove aree sviluppate e valorizzate. Nella nuova guida sono elencati più di 1000 problemi di boulder, che riassumono una storia ventennale di sviluppo e valorizzazione da parte degli arrampicatori locali.
Trampales è uno dei settori più classici ed evidenti: sebbene sia più piccolo rispetto ad altri settori, conta con una grandissima quantità di passaggi che sono diventati emblematici del boulder a Hoyamoros insieme a Techos, un settore molto apprezzato da chi ama l’arrampicata atletica su forte strapiombo o in tetto.
I boulder hanno quasi sempre strutture molto imponenti, e infatti non mancano highball e linee dalle altezze impegnative. Anche se ultimamente ha ricevuto particolari attenzioni da parte dei più forti arrampicatori che mirano a ripetere i passaggi più duri dell’area, liberati da Jesus Muñoz “Chuchi”, Hoyamoros è un’area in grado di regalare grandi soddisfazioni ai boulderisti di ogni livello.


Sula linea incredibile di Aurora
Altri settori principali
Tra gli altri settori che vogliamo consigliarti in questa presentazione, comunque sintetica rispetto alle possibilità che quest'area offre, spiccano "Vivac de la Pradera", "Recodos" e "Pahari".
Vivac de la Pradera è uno dei settori più evidenti nel centro del pianoro principale: alcune sue linee come Kinkal Crack, 7A+, sono dei super classici della zona. Tantissimi passaggi facili e di qualità, placche senza prese e pannelli strapiombanti saranno la felicità degli arrampicatori di ogni livello, con preferenza per quei boulderisti che sono a loro agio su passaggi tra il 6A e il 7A.
Recodos è un settore decisamente più impegnativo sia per le difficoltà di alcuni passaggi che per le loro altezze: qui troviamo anche il bellissimo passaggio di 8A Aurora, una delle linee più ambite dagli arrampicatori "pro" che vogliono a mettersi alla prova su qualcosa di veramente esigente.
Pahari è un settore immerso nella pietraia (anche chiamato Laberinto) con un'altissima percentuale di passaggi estremi: anche se è un settore "per pochi" vale la pena andare a dare un'occhiata a queste linee impressionanti e, perché no, cimentarsi su qualche linea più abbordabile.
Per qualsiasi altro approfondimento, non perderti la nuova guida di Hoyamoros - Calendario di Luis Alonso e Mariano Lopez.


Sessione al tramonto nel silenzio più assoluto











