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12/12/2025
Quali sono le principali tipologie di prese d’arrampicata?


Infinite tipologie di prese d'arrampicata colorano il pannello di gara. Foto OutThere Collective, FASI Media Gallery
Quando si parla tra arrampicatori, in falesia come in palestra, può tornare utile fare riferimento a un glossario comune, in modo da chiamare le stesse cose con gli stessi nomi: quante volte in palestra o in falesia ci siamo sentiti dire: “Prendi quella ronchia a destra”, per poi scoprire che si tratta di una presa che per noi è tutto fuorché una ronchia?
Avere delle indicazioni esatte sulla tipologia di presa ci aiuta anche a sapere già come dovremo prenderla e quale posizione dovremo assumere con il nostro corpo rispetto alla parete: se un rovescio di solito richiede una posizione fortemente laterale con i piedi alti, un verticale ci porterà a prenderlo in posizione più frontale, spingendo forte sul piede opposto.
L’evoluzione delle prese di arrampicata ha portato ad avere una varietà talmente ampia di forme che sembra veramente difficile poterle raggruppare per famiglie; nonostante questo le tipologie di prensioni, ovvero il modo in cui le afferriamo, restano bene o male sempre le stesse.


Caricando un rovescio con i piedi più alti possibili. Foto OutThere Collective, FASI Media Gallery
Le ronchie, ovvero le prese buone
Anche note come “jug” in inglese, possono essere definite con diverse sfumature che cambiano anche a seconda dei dialetti regionali. “Maniglie”, nel caso in cui possano essere afferrate chiudendo intorno tutta la mano, “vasche” nel caso abbiano una profondità e un’ampiezza considerevoli, o “prese buone” per restare sul vago, sono le classiche prese utilizzate per i livelli più facili.
Non confondiamo questa tipologia di prese con le prese per bambini: queste ultime sono studiate rispettando una morfologia diversa, che tiene conto delle dimensioni piccole delle loro mani e della sicurezza di alcuni movimenti rispetto ad altri. Queste prese sono anche molto utilizzate per valorizzare tetti e strapiombi, generando passaggi con movimenti dinamici adatti non solo ad arrampicatori di livello esperto. In generale sono immancabili per qualsiasi tipologia di palestra, perché si adattano a qualsiasi tutti i livelli difficoltà, offrendo appigli sicuri per i principianti, spunti per movimenti dinamici per gli arrampicatori intermedi e passaggi ampi e aleatori in strapiombo per il livello avanzato.


Svaso + pinza: una combo interessante! Foto OutThere Collective, FASI Media Gallery
Le tacche: un grande classico della tracciatura old-school
Fino a qualche anno fa, potremmo dire un decennio, le tacche erano le protagoniste assolute delle palestre di arrampicata indoor. Aggancianti, svase, profonde o millimetriche: quello delle tacche è un mondo a sé. Nel corso degli anni sono state un po’ demonizzate per via della loro maggiore traumaticità, soprattutto se utilizzate con la posizione arcuata delle dita, magari senza un opportuno riscaldamento.
In ogni caso le tacche continuano a rappresentare una parte fondamentale del repertorio gestuale degli arrampicatori che vogliano acquisire una certa preparazione in palestra per rendere al meglio in outdoor: le tacche sono infatti la tipologia di presa “per eccellenza” che unisce la maggior parte dei tipi di rocce che troviamo nelle nostre falesie.
Dicevamo che le tacche sono un mondo a sè: e infatti, se per esempio con i verticali o i rovesci ci riferiamo a un modo ben preciso di impugnare la presa, con le tacche ci si aprono diverse possibilità. Possono essere profonde o svase ma, soprattutto, a seconda di come sono state orientate, possono essere tacche verticali o rovesce, tacche da prendere come intermedio o tacche da accoppiare. Insomma, sarebbe superfluo dire che le tacche si adattano a livelli, stili e necessità diverse.


Enormi e intenibili svasi. Foto OutThere Collective, FASI Media Gallery
Le pinze: next level
Le pinze rappresentano lo step successivo a livello di difficoltà, perché non ti danno mai quella sensazione di aver afferrato saldamente una presa "di salvezza", come ti può succedere con una tacca agganciante o una ronchia. A seconda dell'ampiezza della pinza, questa può essere definita "a mano aperta", implicando il fatto che il pollice non sia in opposizione in modo sufficiente da riuscire a fare molta forza. Le pinze "piccole", che afferri comodamente riuscendo a chiudere bene la mano, sono un po' più aggancianti e in genere danno una sensazione di sicurezza e di presa salda.
A volte le pinze sono rappresentate dai bordi di alcuni volumi (soprattutto triangolari), che offrono come unico spiraglio per rimanere agganciati, il bordo di uno dei loro lati. Si tratta di una specialità riservata quasi in esclusiva ad arrampicatori con una buona esperienza innanzitutto nella lettura dei boulder, e poi con un buon bagaglio tecnico sulle spalle.
Per i bimbi tutte le pinze sono enormi: in genere si evita di mettere loro questa tipologia di presa, che li porterebbe ad arrampicare in una posizione non naturale. Sono in genere riservate al livello intermedio ed evoluto di arrampicatori, anche se molto dipende dalle dimensioni delle pinze e da quanto siano supportate da appoggi per i piedi più o meno buoni.


Microtacche, la gioia di molti arrampicatori "old-school". Foto OutThere Collective, FASI Media Gallery
I rovesci: strumento indispensabile per imparare la tecnica
Ma entriamo nel merito di prese più specifiche: i rovesci. Se parlassimo con un neofita dell'arrampicata, potremmo definire i rovesci come quelle prese che vanno valorizzate nella loro parte inferiore. Per capire come posizionarsi correttamente rispetto a un rovescio, occorre un minimo di esperienza e di allenamento: "tirando" un rovescio nella giusta posizione, avremo modo di fare moltissima forza e di arrivare a fare degli allunghi altrimenti impensabili.
Di solito, più prendiamo una presa rovescia con le gambe stese, più sarà difficile per noi riuscire a imprimere la forza corretta, anzi, con i piedi molo bassi probabilmente ci sfuggirà subito dalle mani. Dobbiamo cercare appoggi per i piedi che siano il più vicino possibile rispetto alla presa, in modo da avere le gambe piegate e le braccia stese. Solo in questo modo potremo tenerla saldamente, allungandoci il più possibile verso la presa successiva.
Uno dei modi migliori per valorizzare un rovescio è posizionando il corpo lateralmente rispetto alla parete (ovvero con un fianco contro al pannello), ma è anche possibile realizzare molti dinamici o lanci sfruttando la leva su un buon rovescio di partenza. Questa tipologia di prese è generalmente riservata agli arrampicatori di livello medio ed evoluto.


Una presa di top poco più che disegnata. Foto OutThere Collective, FASI Media Gallery
I verticali: amore e odio
I verticali sono prese destinate a chi ha già un buon livello di arrampicata, in quanto richiedono una propriocezione già molto sviluppata e un posizionamento del corpo rispetto alla parete quasi mai intuitivo. Anche se a prima vista potremmo dire che i verticali richiedano una posizione per lo più frontale del corpo rispetto alla parte, scoprire il segreto per cui sia possibile tenerli saldamente, anzi, padroneggiare l'arte che ci permette di valorizzarli e progredire agevolmente verso l'alto, resta un mistero per la maggior parte degli arrampicatori.
In una tracciatura indoor i verticali aumentano senza dubbio la complessità del boulder dal punto di vista tecnico, richiedendo dita forti, equilibrio e precisione sugli appoggi per i piedi. Idealmente è più comune trovarli in settori verticali, dove è possibile sviluppare passaggi anche molto duri giocando sulla delicatezza dei movimenti e su uno stile "di sensazione".


Combinazioni di volumi e microappoggi per i piedi. Foto OutThere Collective, FASI Media Gallery
Gli svasi: le prese new generation
L'evoluzione delle palestre di arrampicata ha portato ad avere a disposizioni superfici sempre più ampie, e quindi la possibilità di creare problemi con degli sviluppi notevoli, impensabili fino a una decina di anni fa. Protagonisti di queste nove possibilità sono i volumi e gli svasi, anche di dimensioni macro, che contribuiscono a creare un effetto visivo di impatto oltre che ad apportare indubbiamente un alto livello di difficoltà.
Appartengono agli svasi tutte quelle prese che non hanno bordi netti e che non possono essere tenute semplicemente strizzando le dita. Hanno la caratteristica distintiva di respingerti all'indietro non appena provi a stringerle e a fare forza: gli svasi non vanno infatti tenuti con le dita ma con tutta la mano, reclutando quindi il supporto di braccia e schiena.
Per una questione di ergonomia e di dimensioni relative al polso, gli svasi non andrebbero mai utilizzati per creare boulder per i bambini; resta comunque evidente che siano delle prese da usare per lo più con un livello intermedio o alto di utenti.
Un utilizzo interessante che possiamo fare con gli svasi, soprattutto di grandi dimensioni, è utilizzarli come appoggio per i piedi. La superficie molto grande rende più difficile per l'arrampicatore individuare quale sia il punto giusto e l'angolazione corretta da usare per spingere con più forza, permettendo interpretazioni diverse sul suo utilizzo.


Microprese da strizzare. Foto OutThere Collective, FASI Media Gallery
Le prese dual texture
Anche se non rappresentano una famiglia di prese nel senso della forma, le prese dual texture sono sempre più comuni nelle palestre di arrampicata, ed è quindi utile conoscerne caratteristiche e utilizzi.
Possiamo riconoscere le prese dual texture a prima vista: la loro superficie è, come dice il nome stesso, caratterizzata da due tipologie diverse di aderenza. Una parte è in resina molto liscia, talmente liscia da non avere quasi aderenza; l'altra parte è invece gripposa ed è, di base, la parte che utilizzeremo sia per le mani che come appoggio per i piedi.
L'utilizzo di una presa dual texture porta l'arrampicatore a dover scalare con precisione, mettendo - ad esempio - il piede nel punto esatto in cui c'è un buon grip. Un posizionamento approssimativo compromette la stabilità di tutto il corpo e, molto probabilmente, ti porterà a cadere e a riprovare da capo.











