Il crash pad è tra gli elementi dell’attrezzatura da boulder che necessita delle nostre maggiori attenzioni: ci saltiamo sopra, ci rotoliamo, ci passiamo con le scarpe sporche e, in ogni caso, lo poggiamo a terra, qualsiasi cosa ci sia sotto il boulder.



Dalla magnesite che cade, ai granelli di terra che restano incastrati nel tessuto antiabrasione, è facile ritrovarlo in condizioni pessime dopo una session di boulder: niente paura, da una parte la sua funzione è proprio quella di sporcarsi al posto delle nostre scarpette (soprattutto nei modelli dotati di tappetino), dall’altra è molto semplice effettuare una manutenzione di base.



Se il crash pad è solo un po’ impolverato la prassi è di spazzolarlo prima di ricaricarlo in macchina: che sia più la paranoia di sporcare la macchina o quella di mettere via un crash pad sporco, la sostanza non cambia. E’ sufficiente avere con sé una spazzola morbida tipo quelle per le scarpe e riusciamo a risolvere in trenta secondi buona parte del problema.



Se invece c’era del fango, ci siamo passati sopra con gli scarponi d’alta quota sporchi o ci si è versato parte del pic nic, possiamo togliere il grosso e rimandare a quando saremo arrivati a casa la manutenzione più importante. Potrebbe infatti essere il caso di lavare la fodera.



Quasi sempre si tratta di un procedimento molto rapido, ma a volte le imbottiture molto rigide possono essere complicate da inserire nella fodera. Ma procediamo prima con l’estrazione: apriamo la zip della fodera e pieghiamo le imbottiture in stile taco. Se ci sono due o più strati, iniziamo togliendo prima quelli più morbidi, che in genere sono quelli in basso, e poi togliamo l’ultimo più rigido. Se non siamo sicuri di riconoscere gli strati quando andremo a ricomporre il crashpad tra tre giorni, mettiamoli uno sopra l’altro nell’ordine già giusto di rigidità.



Mettiamo le fodere in lavatrice con la zip chiusa,  selezionando il lavaggio per i capi sintetici a trenta gradi con sapone neutro. Come sempre, facciamo asciugare le fodere senza metterle direttamente al sole, e poi cerchiamo di ricomporre tutto esattamente come era prima. In questa fase è sicuramente più comodo essere in due, ma non è impossibile ricomporsi un crash pad da soli.



Stendiamo la fodera sul pavimento e procediamo al contrario, ovvero infilando prima la schiuma più rigida, piegandola a metà in modo da farla entrare agevolmente, per poi andare a pescare gli angoli inferiori per allinearli con gli angoli della fodera. Infiliamo quindi lo strato o gli strati più morbidi, sempre con lo stesso procedimento di piegatura a taco. Prima di chiudere la zip possiamo mettere il pad in posizione verticale (ovvero con la zip in alto) e cercare di far scivolare le imbottiture verso il basso, in modo da guadagnare gli ultimi centimetri che ci consentono di chiudere la zip senza traumi.

 

Moon Saturn crashpad


3 giugno 2020