Te lo dice Oliunìd
11/04/2022
Come arrampicare il tuo primo 6a in falesia


Superare la barriera del quinto grado è sempre un grande obiettivo! Foto di Samantha Sophia
Nel mondo dell’arrampicata il 6a è come un tornello tra le vie di quinto grado, più o meno accessibili a tutti, e la restante gamma di vie più impegnative, dove bisogna avere maturato già un minimo di esperienza sulla roccia per potercisi tuffare. Se sei mai andato ad arrampicare nelle falesie italiane più storiche come a Lumignano, Andonno, Finale Ligure o ancora di più fuori confine come a Ceuse e a Buoux, saprai che arrampicare un 6a può essere una bella grana anche per chi ha confidenza con qualche grado in più.
Se arrampichi da poco oppure se la difficoltà media su cui scali abitualmente è il quinto grado, siamo sicuri che il 6a rappresenti un obiettivo da raggiungere. Qualsiasi arrampicatore infatti, anche di alto livello, ricorda il primo 6a salito in libera come una delle gratificazioni più autentiche della propria carriera verticale.
Ecco quindi i nostri consigli per provare a superare la barriera del sesto grado!


Le più grandi soddisfazioni arrivano sempre dalla roccia. Foto di K. Curdin
Prova tanti 6a diversi
Se non hai ancora mai messo le mani su un 6a, ti consigliamo di provarne diversi, in modo da individuare quello che può essere più congeniale al tuo stile. Se sei bloccato dalla paura di cadere, o se hai prestazioni decisamente migliori se sai già come sono le prese di una via, l'ideale sarebbe riuscire andare ad arrampicare con qualche compagno che possa farti fare qualche giro sulla via "da secondo". Questo metodo torna molto utile se il tuo ostacolo è più mentale che relativo alle pure capacità fisiche o tecniche.
Ogni tipologia di roccia (calcare, conglomerato, granito) porta a stili di arrampicata completamente diversi; oltre a questo, possiamo trovare strutture rocciose nettamente diverse tra loro anche in un'area di, ad esempio, solo calcare. Non è raro infatti trovare nella stessa falesia placche con microprese, muri verticali con prese grosse ma lontane o canne con movimenti atletici (raramente sul 6a). Per questo motivo capire quale sia lo stile dove riusciamo a esprimere meglio le nostre abilità può farci risparmiare molto tempo nell'individuare un 6a "papabile".
Se, invece, arrampichi quasi esclusivamente da primo, prova a farti consigliare un 6a "bello" dai local della falesia, in modo da trovare un progetto stimolante e divertente al quale puoi dedicarti senza perdere mai la motivazione.
Condividi il progetto con qualcuno
Condividere "il viaggio" con un amico o con il compagno di cordata è un'esperienza che in ogni caso aiuta a crescere: messa da parte l'eventuale competitività che ci può essere tra due arrampicatori dello stesso livello, il confronto che può nascere tra due persone che provano la stessa via al limite offre sempre strumenti di apprendimento preziosi. Proporre reciprocamente metodi diversi per superare i passaggi chiave, osservare altre persone muoversi sulla via che stiamo provando è come una lezione di arrampicata "al cubo".


Una buona strategia ti aiuterà a salire il tuo primo 6a! Foto di K. Curdin
Utilizza la strategia dei "big"
È molto comune vedere un arrampicatore alle prese con un progetto di 6a partire sulla via "a muerte", come direbbero gli spagnoli, ovvero tentare di salire la via dal primo all'ultimo spit senza possibilità di resa, per poi arrivare quasi sicuramente stremati nella parte alta della via. Se non abbiamo ancora mai salito un 6a, probabilmente sarà difficile che riusciremo a farne uno al primo tentativo.
Ecco che a questo punto ci tornano utili i tanti video dei "big" che qualsiasi arrampicatore ha guardato in più di una serata di pioggia, dove possiamo notare come anche gli arrampicatori più forti del mondo "studino" la via "a pezzi". Anche se la strategia più efficace per affrontare una via in questo modo viene acquisita con anni di esperienza, possiamo semplificarla in un formato adatto a noi.
Proviamo la via a sezioni, magari salendo due spiti per volta e poi concedendoci un po' di riposo in modo da "osservare" le prese successive più da vicino. Una volta risolti tutti i passaggi (in gergo "i singoli"), abbiamo tutte le carte in regola per salirlo dall'inizio alla fine. Cerchiamo di unire sempre più sezioni insieme nel corso degli altri tentativi in modo da salirlo con due riposi, poi con un riposo solo e infine senza interruzioni!


Concediti dei riposi per studiare le prese successive e immaginare i movimenti. Foto di Martin Poetter, Edelrid
Lavora sugli aspetti mentali
Ma supponiamo che tu abbia già provato diversi 6a senza però riuscire a salirne uno "redpoint", magari con una profonda delusione perché solitamente in palestra hai un buon livello sia sui boulder che sui circuiti (o magari anche sulle vie): probabilmente il tuo ostacolo è un fattore mentale.
In questo caso ti consigliamo di provare a fare qualche uscita con un Istruttore: non si tratta infatti solo di persone esperte in fatto di arrampicata intesa come tecnica e difficoltà. La loro capacità nel farti entrare in contatto con la roccia, nel farti prendere sicurezza nei materiali e nelle tue possibilità, può aiutarti a superare qualche blocco legato alle mille difficoltà in più che l'arrampicata sulla roccia comporta.
I corsi outdoor che ormai quasi tutte le palestre di arrampicata organizzano, rappresentano poi un'opzione più economica rispetto alla lezione individuale, dove lo spirito di squadra diventa un elemento chiave per dare il 100% ad ogni tentativo.


Trovare un progetto da condividere può essere un'esperienza super arricchente. Foto di Simon Gietl, Edelrid
Non perdere di vista la tecnica e la fluidità
Come dicevamo, il 6a è un bel salto in avanti sotto molti punti di vista. Se ti sembra di avere una carenza di tipo tecnico, può anche essere che ti manchi ancora un po' di quella che viene definita "intelligenza motoria verticale" per riuscire a superare i passaggi più difficili che spesso rappresentano "l'essenza" di un vero 6a.
A volte, presi dall'entusiasmo della nuova passione per l'arrampicata sulla roccia, capita di voler saltare un po' le tappe, passando magari troppo velocemente dalle vie di "avvicinamento" a quelle più impegnative.
In questo caso ti consigliamo di prenderti un periodo in cui ti dedichi a salire più vie possibili, non al limite quindi tra il 5a e il 5c, con fluidità. Riuscirai a fare tuoi quei tecnicismi che solo la roccia offre la possibilità di allenare, acquisendo una buona capacità di lettura della roccia e un bagaglio di movimenti che ormai compirai in modo automatico, che ti torneranno utili nei momenti "di crisi" sulle vie del famigerato sesto grado.
Approfondisci liberamente!
Se sei una persona curiosa, ci sono moltissime possibilità per approfondire tutte queste tematiche in modo individuale. Prova a dare un'occhiata alla nostra libreria per scoprire tutti i manuali di arrampicata e allenamento disponibili!











