Christian Core e Stella Marchisio non hanno bisogno di presentazioni: entrambe sul panorama internazionale delle gare boulder per moltissimi anni, vivono ora in Canada dove si occupano dell'allenamento personalizzato tramite il sito coreclimber. Christian è da alcuni anni allenatore della nazionale canadese e "coach" a tempo pieno: abbiamo voluto sentirlo dopo tanti anni per sapere come stesse andando questa nuova esperienza per approfondire il progetto "coreclimber".

 


O: Ciao Christian, siamo veramente felici di chiacchierare con te! Come state, e con quali parole ci riassumete il Canada?


C: Ciao ragazzi, ci fa molto piacere risentirvi e condividere con voi le nostre esperienze. Noi stiamo bene e siamo felici della nostra scelta. Il Canada è una Nazione estremamente giovane, con una realtà ancora molto positiva, e sotto popolata se proporzioniamo le sue dimensioni alla quantità di gente, e tante possibilità aperte per chi ha idee e voglia di fare. E’ una realtà multietnica dove ognuno ha portato il meglio della propria nazione, contribuendo a formare una società molto aperta, e inoltre se sei Italiano con tante idee qui c’è la possibilità di realizzarle.


La scalata è ancora piuttosto “nuova” confrontata all’Europa, però si stanno muovendo molto veloci, investendo tantissimo in nuove strutture, negli ultimi quattro anni sono state aperte centinaia di palestre enormi, con investimenti importanti, perché ci sono sempre più praticanti. Anche la Federazione si sta muovendo a pari passo, occorre ancora tempo ma è nella direzione giusta.  Molto merito va al “sogno Olimpico”, che sta spingendo tutto più velocemente.

 

 

O: Immaginiamo che nella tua attività di Allenatore hai a che fare anche con molti giovani alle prese con gare boulder: quali esercizi o strumenti hai introdotto per prepararli al meglio ai “nuovi” stili di tracciatura?

 

C: Lo stile soprattutto nelle gare di boulder è cambiato tantissimo negli ultimi 10 anni. Una volta era più simile alla roccia: piccole prese da tirare e tanti lanci, ora è meno forza di dita ma più complicato dal punto di vista motorio, di lettura dei passaggi nei pochi minuti a disposizione, con movimenti più specifici sui grossi muscoli, torsioni e compressioni, movimenti dinamici di coordinazione motoria, tanto equilibrio, elasticità, e di conseguenza l’allenamento deve adattarsi a questo nuovo stile.


Lavoriamo molto su ogni aspetto, inoltre a Vancouver la palestra “The Hive” ha tre centri molto grandi a disposizione per la loro preparazione, quindi possiamo suddividere facilmente ogni stile e lavoro specifico. Sono molto soddisfatto perché negli ultimi quattro anni ho trasformato diversi “mediocri scalatori” in Campioni Canadesi, basandomi su un’estrema cura dei dettagli, sul tempo e dedizione.

 


O: Stiamo seguendo sulla pagina Instagram di Coreclimber i video relativi alla tua attività di coaching con programmazioni personalizzate. Come hai cambiato il modo di allenarti negli ultimi anni e quali nuovi strumenti hai introdotto?


C: Nella mia carriera di atleta ho sempre analizzato ogni mio dettaglio personale per provare a  migliorarmi sempre, tentando di adattarmi ai cambiamenti. Come sappiamo agli inizi non c’erano troppe informazioni sui metodi di allenamento e pochi allenatori per chiedere aiuto in caso di dubbi. Così, da “sognatore” con obiettivi in testa, come detto prima, ho studiato e analizzato ogni particolare fisico e mentale che mi poteva essere utile per migliorare. Ora invece vedo questo aspetto dall’altro lato, come allenatore e non più atleta, e ammetto che è più difficile, ma mi piace aiutare tutti coloro che sono motivati e che vogliono progredire nella scalata. 


Abbiamo a disposizione molti più strumenti di un tempo e palestre sempre più belle, più grosse e complete dove allenarsi. Faccio lavorare molto i miei ragazzi sulla preparazione fisica, (qui è chiamata “Conditioning”), e riconosco che se l’avessi fatto su me stesso anni fa, avrei evitato tanti traumi e una schiena curva… Ma meglio tardi che mai, si cerca di imparare dagli errori.


 

O: Abbiamo visto anche alcuni post sull’importanza di una postura corretta (e relativi esercizi): il fatto di introdurre esercizi di questo tipo quali miglioramenti può apportare ai nostri tentativi su un boulder al limite?


C: Se il corpo è costruito in modo completo tutti gli arti lavorano cooperando tra di loro, impegnando uno sforzo distribuito, che unito alla mente si otterrà una scalata “pulita” e precisa. Inoltre una scompensazione fisica può essere la causa di possibili traumi perché alcune parti più forti del corpo dovranno lavorare maggiormente per compensarne altre più deboli. Se l’allenamento è più completo, si diventa più forti in più stili differenti, incontrando meno limiti quando si provano boulders su stili diversi.



O: Parlaci ora del tuo sito coreclimber e delle programmazioni che ci proponi: è possibile riuscire a seguirne una anche avendo un piccolo spazio a casa con un trave e qualche strumento di allenamento in sospensione?


C: Ho realizzato questo sito per raggiungere più appassionati possibili e guidarli verso i loro allenamenti attraverso diversi schemi collaudati, per andare incontro a tutte le esigenze e disponibilità di ognuno, come tempo e strumenti a disposizione.


Ogni allenamento specifico è supportato da video da seguire in tempo reale, sembrerà di allenarsi con me o con Stella. Ogni esercizio contiene descrizioni dettagliate. Alcuni programmi sono fattibili anche a casa, ad esempio Il programma di “Conditioning”, che richiede pochi strumenti e volendo facili da trovare, come: anelli, fasce elastiche, piccoli pesi, ecc… Allenamento utile e integrativo per chi va già a scalare in palestra ma vuole completarsi. Oppure il “Finger Strength” (Recreational e Advanced 1/2), dove basta avere un trave ben fatto e completo e una cintura con i pesi, (si trovano molti consigli sul sito, tipo di prese e disposizione). Credo che ognuno possa trovare il proprio allenamento giusto per le personali esigenze.


Poi si trovano anche programmi di allenamento specifico per migliorare sul Bouldering e lo Sport Climbing, e stiamo continuando a lavorare ad altri prodotti che appariranno presto nel sito. Il nostro lavoro è supportato dall’appoggio di 2 medici che offrono la loro esperienza attraverso video e info: si tratta del medico chirurgo Kelios Bonetti (Italiano), che molti di voi già conoscono, e della fisioterapista Nina Tapping (Inglese), che ha seguito la squadra inglese e ora si è trasferita anche lei in Canada, a Squamish, che continua a lavorare nel settore prevenzione e trattamenti dei traumi d’arrampicata.



O: Grazie Christian, a presto!



Per maggiori informazioni, contatti e FAQ fai un giro sul sito coreclimber o segui la pagina Instagram!



coreclimber.com



25 gennaio 2020