La Val Ellero è stata per molti anni l’epicentro del boulder nel cuneese: scoperta e valorizzata una trentina di anni fa da storici arrampicatori locali, ha testato e spellato le dita di tutti gli appassionati di arrampicata dei dintorni. Oggi, grazie anche ad una nuova guida di Blu Edizioni e ad un capitolo su I Bloc, continua a richiamare boulderisti piemontesi e liguri dalle dita di acciaio, ma anche qualche sporadico straniero in vacanza. Il posto verdeggiante e dominato dal fiume si presta bene anche a giornate di relax, pic nic e passeggiate non troppo impegnative.



I massi sono disseminati lungo la strada che taglia in due la valle: alcuni sono isolati ma la maggior parte sono raccolti in quella che possiamo definire una “zona principale”; in ogni caso si trovano quasi sempre tutti a bordo strada o richiedono un avvicinamento davvero minimo. Il lavoro di molti boulderisti locali verso una sempre maggiore sensibilizzazione sul potenziale di questa valle ha trasformato negli anni quella che era un’area boulder dominata dalla vegetazione in un’area boulder dominata dai massi.



L’arrampicata in Val Ellero è molto esigente e di dita, spesso su prese infinitamente piccole e muri verticali, ma non manca qualche strapiombo con prese piatte. Abbondano anche i traversi e più in generale le linee sui massi: non per niente è diventata una meta che i cuneesi frequentano anche negli orari dopo il lavoro per una session serale. Non avrai difficoltà a riconoscere gli storici passaggi old-school, dove assolutamente niente è regalato, che viaggiano in parallelo ad altre linee pulite più recentemente dallo stile più dinamico.



La roccia è formata da porfiroidi con tacche piuttosto dolorose, e le cadute variano da perfettamente in piano a quasi mortali; la maggior parte delle cadute sono comunque molto sicure ed è per questo che non è raro vedere anche boulderisti in solitaria aggirarsi per stanare il loro progetto. Le stagioni ideali sono primavera e autunno, quando le temperature iniziano a scendere ma resta ancora una discreta quantità di luce: l’estate è molto umida e frequentata da qualche vipera, mentre in inverno la strada è spesso chiusa o comunque impraticabile per via del ghiaccio o della neve.



E’ possibile dormire in furgone o in camper nei parcheggi vicino a massi ma ricordati che una volta superato l’abitato di Roccaforte Mondovì, lasci alle tue spalle l’ultima possibilità di prendere un caffè, acquistare del cibo o comunicare con i tuoi amici che ti devono raggiungere. E’ bene quindi arrivare qui ben organizzati per poter sopravvivere in autonomia qualche giorno; ad ogni modo sia a Roccaforte che nei comuni limitrofi ci sono campeggi, terme, hotel e spa per rendere ancora più piacevole la tua vacanza da queste parti.



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Andrea Tallone su uno dei passaggi più duri della Val Ellero!



1 ottobre 2019