Il Milano Climbing Expo 2020 si arricchisce di un workshop nuovo ed un ospite inedito tra i pannelli dello Urban Wall: si tratta di Emanuele Snider che guiderà gli appassionati di arrampicata attraverso il concetto del Movement Class. Il workshop sarà parte di tutto il capitolo sulle Metodologie di allenamento che, come l'anno scorso, è a cura di Andrea Giani. Incuriositi da questa bella ventata di freschezza e novità, abbiamo voluto approfondire con Lele cosa si intenda esattamente per "Pratica del Movimento" e come possiamo applicarlo all'arrampicata con beneficio e tanta soddisfazione.


O: ciao Lele, è un piacere conoscerti e poter chiacchierare un po' con te. Ti troveremo insieme ad Andrea Giani al workshop sull'allenamento del prossimo MCE, dove nello specifico ti occuperai della tua specialità: la pratica del movimento. Ci presenti la tua attività?
 

L: Ciao a tutti, il piacere è mio. Sono davvero contento di poter prendere parte a questa iniziativa e poter portare quella che è la mia visione del movimento e dell'allenamento. Come prima cosa voglio dirti che sono uno studente di Ido Portal. Per chi non lo conoscesse (andate subito a digitarlo su google/youtube) Ido è la persona che, secondo il mio parere, ha preso l'allenamento, la pratica, il movimento umano e l'ha portato ad un livello superiore. La sua idea di una pratica generalista, orientata a imparare il più possibile sul nostro corpo e su noi stessi, attingendo e assorbendo da svariate discipline e pratiche sportive, ha decisamente cambiato il mio modo di vedere l' "esercizio fisico".


La pratica del movimento ha come obiettivo creare persone in grado di muoversi liberamente in ogni campo, una delle frasi ricorrenti è infatti essere un "jack of all trade, but master of none", in senso concreto significa, ad esempio, poter essere in grado di partecipare ad una classe di arrampicata, subito dopo ad una di boxe e subito dopo ad una di verticalismo o ginnastica, ed essere in grado di interagire e muoversi senza grossi problemi in tutte e 3.


L'idea è quindi quella di non essere superlativi in una cosa specifica, ma essere buoni in tutto, e crediamo che questo sia l'unico vero modo di alimentare il nostro cervello e il nostro corpo, imparando costantemente cose nuove e non fossilizzandosi sempre sugli stessi esercizi/movimenti/pratiche. 


La chiave è continuare a esporsi a stimoli differenti, ma questo non significa fare mille cose a caso o rimbalzare costantemente da una pratica all'altra senza mai realmente concretizzare nulla, tutt'altro. Tutto si basa sempre su un processo di apprendimento strutturato e solido, che passa attraverso centinaia di ore di pratica per installare nuovi pattern motori, per potere ampliare la nostra consapevolezza, le nostre capacità e abilità, e infine poter quindi usare il tutto per muoversi liberamente in ogni campo. 


Magari ti starai chiedendo cosa c'entri tutto questo con chi vuole semplicemente arrampicare, visto che durante il Milano Climbing Expo avrò a che fare principalmente con climber o simpatizzanti dell'arrampicata. Ti dirò che una delle cose in cui più credo è questo concetto, che noi siamo prima di tutto persone umane, dopodichè siamo persone che si muovono, e solo per ultimo siamo persone che si specializzano in qualcosa, e non viceversa. 


Ciò significa che, dal mio punto di vista, anche l'atleta di uno sport specifico, in questo caso l'arrampicata, deve tenere in mente che prima di essere un climber è comunque sempre una persona, una persona che è costretta a muoversi e interagire con lo spazio, la comunità e la società che ha intorno; di conseguenza se investe del tempo a imparare di più sul proprio corpo a livello generale, sul movimento umano, su tutte le varie abilità che è in grado di sviluppare, sull'accrescimento della propria consapevolezza, nel momento in cui tornerà poi a fare pratica nell'arrampicata avrà una corpo e un cervello più attivi, più capaci, più reattivi e sensibili, e di certo ne potrà giovare.


So che tutto ciò può risultare un pò caotico, ma credo che per capirne un pò di più la parte pratica sia fondamentale, quindi aspetto tutti alle classi di movimento del sabato mattina per mettersi in gioco concretamente e provare. Ovviamente anche durante il pomeriggio sarò disponibile se qualcuno volesse farsi una chiacchierata sull'argomento!
 

 
O: L'acquisizione di molte abilità come l'equilibrio e la propriocezione è comune a moltissimi sport, eppure in arrampicata sono aspetti spesso sottovalutati. Come riesci a trasmettere l'importanza di queste capacità agli arrampicatori?
 

L:Ti dirò, per ora ho avuto occasione di lavorare solo con climber agoniste dai 9 agli 11 anni, quindi con loro tutto è un pò più semplice. Io propongo i vari lavori mettendoci dentro tutto ciò che secondo me potrebbe fare loro del bene per capire meglio come muoversi in generale e in parete, e loro semplicemente eseguono senza grossi problemi. In generale a quest'età sono molto versatili e capaci, e non c'è bisogno di trasmettere loro nulla a parole, capiscono inconsciamente tutto senza dire niente.


Con gli adulti invece sarà la prima grossa esperienza, quindi non so ancora come andrà. Di certo cercherò di far capire a tutte le persone che parteciperanno alle classi l'importanza di una pratica del genere attraverso l'esposizione concreta a esercizi/movimenti/drills che non conoscono, ma che alla fine capiremo come ricondurre al loro sport.


In passato ho avuto esperienze con sportivi di varie discipline e sport, e devo dire che in molti hanno realizzato l’importanza di applicarsi non solo nello specifico ma anche nel generale, capendo di più il proprio corpo e i principi che guidano il movimento. Spero di riuscire a trasmettere il messaggio anche ai climbers!
 

 
O: Quali e quanti sono i benefici dell'esecuzione di un movimento corretto (pensiamo anche solo in fase di allenamento a secco come le trazioni) in confronto allo stesso esercizio fatto compensando la tecnica con la forza? 
 

L:Secondo il mio punto di vista è necessario porsi una domanda di base nel momento in cui si fa lavoro di forza generale, come ad esempio delle trazioni, e cioè: cosa stiamo imparando?
In base alla risposta che ci diamo lo stesso esercizio può variare. 


Di base credo ci siano dei movimenti più fisiologici, che rispettano tutte le varie articolarità e linearità, quelli che vengono chiamati esercizi fatti con "esecuzione corretta"; i benefici di allenarsi in questo modo sono sicuramente la diminuzione della probabilità di infortuni, l'acquisizione di un corretto timing di attivazione di tutti i muscoli della catena che servono a compiere il gesto e, di conseguenza, un aumento della forza in quel pattern.


Di contro credo però sia necessario, con le giuste modalità e progressioni, uscire dalle "linee corrette" degli esercizi. Questo va fatto ovviamente in modo consapevole, non deve essere un compenso fatto in conseguenza al non essere in grado di fare ciò che è corretto, anzi, imparo ciò che è corretto e mi rinforzo su quello, lo capisco e lo faccio mio, dopodichè pratico volontariamente movimenti che escono dalla "linea" in modo consapevole, progressivo e controllato, così da insegnare al mio corpo tutte le eventualità che si possono presentare nelle situazioni reali.


Nello specifico del climber, è importantissimo secondo me allenare le trazioni in modo logico e tecnico, ma quando mai in parete capita di ritrovarsi a fare una trazione perfetta?
 

 
O: Nello specifico del MCE come inserirai le tue conoscenze all'interno del workshop con Andrea?
 

L: Dunque, con Andrea abbiamo cercato di trovare quelli che sono i concetti alla base dell’arrampicata, quali equilibrio, percezione del corpo, sensibilità, coordinazione. Di conseguenza proverò a portare esercitazioni, drills e movimenti che possano in qualche modo andare a migliorare in modo mirato queste aree.


A livello pratico vedremo principalmente lavori a contatto con il suolo con accenti sulla forza fuori linea, l’equilibrio in situazioni statiche e dinamiche, la capacità di sentire il proprio corpo in scenari diversi dal mondo “bipodalico” a cui siamo abituati, e molti lavori in coppia. Questi ultimi sono importantissimi per creare un legame di fiducia e sostegno tra la persone, cosa direi basilare anche nell’arrampicata con corda.


Ci tengo a dire che già stiamo lavoriamo insieme con la squadra agonistica, fondendo le attività mia e di Andrea l’idea è quella di trasmettere fin da subito ai giovani atleti l’importanza di ampliare il proprio bagaglio motorio e la percezione e sensibilità del proprio corpo.
 

 
O: Possiamo partecipare anche se non abbiamo mai fatto nulla del genere?

 
L: Assolutamente sì! Tutti sono bene accetti ovviamente, dai giovani ai meno giovani, donne e uomini, atleti e persone sedentarie. Ci ritroveremo a capire e realizzare quanto abbiamo in comune come persone rispetto a quanto abbiamo di diverso. Ci sarà chi troverà un attività per rimettersi un pò in movimento in modo concreto ed efficace e chi troverà stimoli nuovi e differenti per arricchire il proprio bagaglio di sportivo. L'unico reale prerequisito è avere un corpo e, fortunatamente, tutti ne abbiamo uno.
 
 
Durante la giornata sarò a disposizione di chiunque sia interessato all’argomento per rispondere a domande, dubbi, curiosità. In più tutti possono contattarmi alla mail snider.emanuele@gmail.com per ricevere ulteriori informazioni. 


Quotidianamente insegno presso la mia struttura Area 91 a Mandello del Lario (LC), quindi, se qualcuno volesse iniziare concretamente un percorso con me, sia con classi sia con lezioni private non esiti a contattarmi, a visitare il mio sito o a venirmi a trovare!



Emanuele Snider



22 gennaio 2020