Avere un muro boulder in casa in questo momento vuole dire poter continuare ad arrampicare ed avere un’area di svago e relax a portata di mano. La costruzione di un pannello non è cosa immediata, soprattutto per quanto riguarda la progettazione e lo studio dei carichi che deve sopportare la struttura: ad ogni modo vogliamo darti dei consigli prendendoli dal dettagliatissimo post di Metolius Climbing, che ti consigliamo di leggere. Oltre a fornire moltissime informazioni utili, è anche corredato da disegni e schemi sulle varie fasi di sviluppo. Prima di procedere vogliamo però suggerirti di leggere fino in fondo il post prima di iniziare la costruzione del tuo muro, e di far visionare il tuo progetto ad un ingegnere o esperto di costruzione di muri di arrampicata per essere sicuro che sia a prova di bomba.



Prima di tutto dobbiamo decidere dove fare il muro: il garage solitamente ha un’altezza che permette uno sviluppo notevole, molto maggiore rispetto alla camera di casa nostra che vogliamo sacrificare ad area allenamento. D’altra parte il garage difficilmente sarà provvisto di riscaldamento e quindi potrebbe non essere utilizzabile in inverno, o dobbiamo studiarci un sistema alternativo per sopravvivere con qualche stufa e relativi allacciamenti. Se invece pensiamo di farlo in casa non avremo il problema di scaldarci in inverno o rinfrescarci in.estate: dobbiamo però tenere a mente la collocazione di porte e finestre e dei punti luce. Se facciamo un pannello strapiombante senza tenere conto del raggio di apertura della porta, potremmo ritrovarci a dover smontare la porta (sempre meglio del pannello).



A questo punto scegliamo il tipo di struttura: autoportante o fissata al muro. La prima è la soluzione migliore per chi non vuole fare buchi nel muro, ma in questo caso più che mai è d’obbligo consultare qualcuno che sappia calcolare bene i carichi in modo che non crolli tutto. Il peso della struttura e quello dello scalatore non sono gli unici fattori da tenere in considerazione: un arrampicatore infatti può esercitare delle forze molto maggiori rispetto al proprio peso. Considerata la complessità di creare una struttura di questo tipo, noi procediamo oltre parlando della seconda opzione, e lasciando a persone qualificate lo studio di un muro molto impegnativo.



La struttura da fissare al muro è quella un po’ più semplice (comunque non improvvisiamoci) e prevede una prima fase in cui progettiamo solo visivamente come vorremmo che fosse: quindi l’inclinazione dei pannelli e la loro disposizione nell’area che abbiamo scelto. Solitamente un’inclinazione media tra i 20 e i 40 gradi può essere una buona opzione, anche perché potremo “movimentarla” a nostro piacimento avvitandoci alcuni volumi. Una volta fatto il disegno, accertiamoci che l’idea che abbiamo in mente stia in piedi; confrontiamoci con altre persone che hanno già costruito un muro indoor e non affidiamo nulla al caso.



Per prevedere lo sviluppo esatto del muro, dobbiamo sapere se usufruiremo di pannelli pretagliati, e quindi dovremo dividere la superficie disponibile per la larghezza dei pannelli, oppure se ce li faremo tagliare sul momento. In base agli spazi rimanenti dopo aver progettato il muro o i muri principali, completeremo il progetto disegnando e misurando anche i pannelli secondari che uniranno le varie strutture e riempiranno lo spazio restante.



Controlliamo il nostro progetto; disegnamolo in scala, riproduciamolo in miniatura, sottoponiamo il tutto alla supervisione di chi è più esperto di noi in materia. Non dimentichiamoci di calcolare la superficie necessaria per proteggere le cadute, l’ingombro dei materiali stessi come la struttura portante ed il telaio, la possibilità di cadere contro un’altra parete troppo vicina. Revisioniamo molteplici volte, mettendo in conto anche un’area per riporre l’attrezzatura come il trapano e le viti, se non ne abbiamo una a disposizione in casa.



A questo punto costruiamo la struttura portante che sarà fissata al pavimento, ai muri laterali ed al soffitto con dei pali di legno, il cui spessore dipenderà dal disegno finale del progetto: meglio comunque non risparmiare sui pali e prenderli decisamente robusti. Dei pali in legno in forma di parallelepipedo di lato 12x12 cm possono essere adatti all'utilizzo. Verosimilmente avremo bisogno di tanti pali quante saranno le giunzioni tra i pannelli sia in orizzontale che in verticale (ma ti ricordiamo di affidarti ad un professionista per questa parte di progettazione); tieni a mente che, se la struttura strapiomba, le basi dei pali dovranno essere tagliate in obliquo per essere fissate a terra. Per il fissaggio puoi usare vari tipi di staffe con delle viti da muro; naturalmente ogni muro ha una sua forma e dimensione, e quindi queste sono solo indicazioni generiche da utilizzare come linee guida per poter poi fare le scelte più appropriate a seconda del proprio progetto.



Una volta fissata la struttura, montiamo i pannelli di legno, che avremo scelto di buona qualità per evitare che si rovinino con il trapano ed i ragni. Generalmente usiamo dei pannelli spessi almeno 18-19 mm, ma anche in questo caso non c’è una regola fissa per tutti. Facciamo delle prove di montaggio iniziando dalla struttura principale, ricordandoci che prima di fissarli dobbiamo fare i buchi ed inserire i ragni. La quantità dei buchi che possiamo fare, e la distanza tra di essi, dipende da quanti listelli di legno percorrono il retro del pannello: per questo nella fase di progettazione dobbiamo anche tenere a mente che, più sarà fitta di listelli la struttura, meno prese riusciremo ad avvitare. In generale i fori vengono comunque praticati ad una distanza tra loro di 20 cm, lungo linee rette parallele: pratichiamo il foro della prima linea ad una distanza di 10 cm ed il primo foro della linea superiore ad una distanza di 20cm: in questo modo i buchi sono alternati e non ci ritroviamo con tropi spazi vuoti o con prese troppo vicine che si toccano tra loro.



Abbiamo controllato che i pannelli siano effettivamente delle misure giuste: possiamo fare i buchi con la punta da legno da 11 mm ed inserire dal retro i ragni o i fondelli a vite, ovviamente da 10. I ragnetti a martello sono caratterizzati da tre punte che fanno perno nel legno, mentre i fondelli a vite vanno fissati nel pannello con due o tre viti da legno; questi ultimi sono più resistenti, ma naturalmente più lunghi da inserire e dispendiosi in termini di viteria.



Ora fissiamo i pannelli alla struttura, avvitandoli lungo i pali di legno e unendoli tra di loro con delle staffe di fissaggio piatte. Se abbiamo la possibilità di passare da dietro alla struttura, possiamo anche fissare i pannelli uno per volta e poi unirli tra loro con le staffe in un secondo momento; in caso contrario invece, partiremo dal pannello fissato più in basso, a cui avviteremo già metà della staffa, e poi procediamo aggiungendo i pannelli verso l’alto, assicurandoli di volta in volta. 



Quando abbiamo completato la prima parte del muro ed effettivamente tutto coincide con i nostri piani, procediamo con le parti di muro secondarie. Infine passiamo alla parte più artistica, ovvero la colorazione dei pannelli (può andare bene la vernice da legno ad acqua) ed il montaggio delle prese. Se vuoi avere il massimo numero di prese con la minore spesa possibile, ci sono dei box della fiducia già forniti di appoggi per i piedi e prese di varie misure. Altrimenti puoi optare per dei set più piccoli dove puoi scegliere la tipologia di prese come le tacche, gli svasi o le prese buone, che comunque non devono mai mancare per un ottimo riscaldamento.

 


Fonte: metoliusclimbing



Disclaimer. I suggerimenti proposti in tutti gli articoli non pretendono di essere esaustivi; avendo carattere solamente informativo, non sostituiscono in nessun modo il parere di personale qualificato. Nonostante il nostro impegno, non è possibile garantire l’assenza di errori e l’assoluta correttezza delle informazioni divulgate. Leggere sempre le schede tecniche dei prodotti prima di iniziare con l'installazione.



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21 marzo 2020