Abbiamo introdotto la Guida Alpina Andrea Basso nel post dedicato alle vie lunghe, e lo chiamiamo ora in causa per affrontare il tema dei nodi nelle varie tipologie di vie.



O: Ciao Andrea, continuiamo la nostra chiacchierata sulle vie lunghe! Definendone le tipologie e le differenze, hai sottolineato più volte come spesso possa accadere che non ci sia una via "interamente sportiva" o "interamente alpinistica". Il modo in cui vengono attrezzate e la tipologia di roccia possono portare ad un mix tra i due tipi di vie lunghe; immagino che quindi dal punto di vista delle conoscenze di base, delle manovre e dei nodi sia fondamentale avere una formazione completa che si basi su tutte le situazioni in cui possiamo trovarci nelle vie di tipo alpinistico?

 

A: La tipologia di ancoraggi presenti sulla via, sia quelli in progressione che in sosta, deve far adottare atteggiamenti e modalità di gestione della sicurezza molto diversi tra loro. Pensiamo ad esempio alla diversa affidabilità di un ancoraggio resinato, di uno meccanico ad espansione (nel gergo spit) e di un chiodo piantato nella roccia; nel caso dei primi due l'affidabilità è molto alta, se sono stati posizionati correttamente, ed in ogni caso garantiscono una maggiore stabilità nel tempo. Nel caso di un chiodo invece, per quanto sia stato correttamente posizionato, dobbiamo sempre verificarne lo stato perchè l'azione degli agenti atmosferici può renderlo meno affidabile. Per avere le competenze adatte a fare queste valutazioni occorre avere acquisito un po' di conoscenze di base, aver fatto una discreta pratica ed essere dotati di buon senso.



O: Entrando nello specifico dei nodi, dobbiamo padroneggiarne molti di più passando da una via sportiva ad una alpinistica?

 

A: Le situazioni che si possono verificare in una via alpinistica possono essere molte di più e quindi la loro gestione richiede maggiori conoscenze di manovre di corda rispetto ad un itinerario sportivo, nulla può essere improvvisato o fatto in modo superficiale. Il barcaiolo rappresenta ad esempio un nodo imprescindibile nelle vie alpinistiche; per quanto riguarda il suo utilizzo nelle vie sportive, mi capita spesso di vedere molti frequentatori usare la longe. Io preferisco anche in queste situazioni usare e gestire il più possibile la corda di cordata e quindi fare con quella l'assicurazione alla sosta.

 



O: Cordini, fettucce ed anelli vari: spesso sono i protagonisti dei nodi nelle vie lunghe. In quali situazioni ci servono, e qual è il corredo di base che dovremmo avere sempre con noi?

 

A: Nel nostro corredo dovremmo avere sempre qualche cordino e/o qualche fettuccia da 60 cm (una singola bracciata) utili per allungare i rinvii, collegare una clessidra etc, poi aggiungerei un 90 cm e un 120 cm (doppia bracciata) per la creazione della sosta e/o per costruirsi una longe per l'eventuale discesa in corda doppia.

Dal punto di vista del materiale io uso molto il kevlar ed il dynema perché offrono un'ottima resistenza al taglio; per le soste si sta tornando ad usare il cordino dinamico soprattutto nel caso di vie alpinistiche.

 


O: In falesia è tutto molto semplice, eseguiamo un nodo per legarci alla corda e, se siamo fortunati, non dobbiamo neanche fare manovra in sosta perché attrezzata con un moschettone. In linea di massima comunque il nodo per il falesista equivale al momento in cui ci si lega od assicura: nelle vie lunghe ci sono molte situazioni e sfumature in più che richiedono l'esecuzione di un nodo come può succedere quando si esegue un autobloccante. Cosa consigli al falesista che vuole acquisire le conoscenze necessarie per affrontare le vie lunghe?

 

A: L'arrampicata su vie lunghe è un'attività complessa e non va sottovalutata. Pensiamo ad esempio all'eventualità che un compagno non riesca più a salire a metà del quarto tiro, cosa facciamo?

Alcuni nodi ci vengono in aiuto in moltissime situazioni: Il prusik, ad esempio. è un nodo versatile che trova impiego nella discesa in corda doppia, così come nel momento in cui abbiamo bisogno di creare un paranco d'aiuto o una discesa assistita. Non è sufficiente conoscere i nodi ma avere anche un bagaglio di esperienze e formazioni che sia il più completo possibile.

Ritengo che sia importante avere un approccio graduale, che permetta di acquisire in modo chiaro le tante nozioni che permettono sia di gestire con sicurezza la progressione che gli eventuali imprevisti. Per questo propongo corsi base di arrampicata sportiva, corsi avanzati di arrampicata sportiva, corsi di alpinismo invernale, corsi di alpinismo, corsi multipitch sportivo, corsi multipitch alpinistico proprio per affrontare a step le tante possibili situazioni (www.andreabasso.it).



 andrea basso multipitch climbing



24 settembre 2019