Yoga e arrampicata sono un binomio sempre più familiare tra gli scalatori di ogni livello; fino a qualche anno fa sembrava che vedere lo yoga come un mezzo per avere dei benefici anche in arrampicata fosse un “trend del momento” e invece, più passano gli anni, più le due attività si avvicinano. Ne parla approfonditamente Alberto Milani nel suo libro Yogarrampicata dove, oltre a una profonda riflessione sulle analogie tra le due attività, mostra con chiarezza le varie Asana che si possono praticare ovunque, a casa come in palestra o in mezzo alla natura.



E perché non fare del semplice stretching? La differenza è nell’approccio. Molto spesso chi pratica yoga non ricerca solo una maggiore elasticità dei muscoli o capacità contorsionistiche per riuscire a tallonare dietro lo orecchie, ma cerca di vivere l’arrampicata più profondamente, focalizzandosi sul respiro, sulla presenza e sulla consapevolezza di sé e delle proprie emozioni, come la paura.



Lo yoga infatti dà un’importanza elevata alla respirazione, aspetto su cui molti di noi arrampicatori avremmo bisogno di esercitarci quasi come facciamo per la capacità di trazionare. Quante volte infatti sentiamo suggerire: “respira!” al falesista che si trova in apnea prima del passo cruciale? Quante volte sentiamo al contrario arrampicatori che accentuano tantissimo la loro respirazione sotto sforzo, senza rendersene neanche conto? Il respiro corretto e consapevole può davvero essere la chiave per fare ancora quei movimenti che ci mancano per la catena, o per ottimizzare le energie che ci restano per l’ultimo tentativo sul boulder che stiamo provando. Senza un respiro regolare non abbiano un regolare afflusso di ossigeno, e questo non va ad incidere solo sui nostri muscoli, ma anche sulla lucidità mentale.



Come inserire lo yoga all’interno della vita di un arrampicatore? Se è vero che le due attività dovrebbero fondersi perfettamente, è altrettanto vero che all’inizio controllare il respiro non è un attività così facile. Meglio quindi fare delle sedute di yoga separate, per dedicarsi ad apprendere le varie tecniche di meditazione, respirazione ed anche postura, dopodiché sarà naturale vedere come le due attività si intersecheranno. Se nella tua vita ti sei trovato almeno una volta a ripassare i movimenti duri della via prima di partire, visualizzandoli e ripassandoli in uno stato di concentrazione profonda, hai già cominciato a praticare lo yoga.


Se vuoi saperne di più puoi dare un'occhiata a Yogarrampicata a questo link!




Martina Cufar stretching yoga arrampicata


Yogarrampicata allenamento


8 novembre 2017