L’evoluzione dell’arrampicata ha compiuto un altro salto in avanti, anche il fatidico 9c è stato salito; ma questa volta la storia è recente, datata 2017. La notizia ha appena concluso il giro del mondo, ma non c’è dubbio che resterà per sempre negli annali dei grandi eventi della storia dell’arrampicata. Un’impresa, più che una first ascent, un grande risultato ottenuto con estrema determinazione: Silence, il primo 9c al mondo.



La scelta del nome della via è curiosa: Ondra ha raccontato che, nel tentativo decisivo, si è ritrovato talmente concentrato ed ispirato, da salirla senza accompagnare i movimenti del boulder cruciale (che possiamo solo immaginare di difficoltà estrema) con le sue inconfondibili urla. Per chi non avesse mai visto un video di Adam Ondra la notizia potrebbe sembrare singolare ma, per chi come noi si è trovato i vicini di casa suonare il campanello disturbati dai tentativi di Ondra su La Dura Dura (vedi video), tutto questo sembra almeno inverosimile. Eppure è così. L'ha salita in silenzio, concentrato, perfetto, in armonia con la roccia e con lo spirito più catartico che l’arrampicata possa offrire.



E tra l'altro era proprio in quel video con Sharma che Ondra presentava Flatanger al mondo, una grotta destinata a cambiare gli orizzonti dell’arrampicata, dove ha anche chiodato e liberato nel 2012 il primo 9b+ al mondo, Change.



La chiave del successo di quest'ultimo traguardo in un tempo neanche così lungo è dovuto sicuramente all’allenamento specifico che Ondra ha dedicato a questa via: un allenamento studiato con un vero e proprio team, mirato ad ottimizzare i sette incastri di ginocchio che permettono di riposare tra un boulder estremo ed un altro ancora peggio. Quindi via al potenziamento di addominali laterali, nonché di flessibilità di anche e ginocchia. E poi tanti boulder difficili ma brevi con pochi riposi per simulare il “ritmo” della via. Un traguardo che forse per la prima volta è stato davvero raggiunto come un lavoro di squadra piuttosto che come un obiettivo individuale, e forse è proprio qui la chiave di svolta per gli ulteriori progressi dell’arrampicata in futuro.


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21 settembre 2017