Il tema dell’utilizzo della magnesite sull’attrezzatura per l’arrampicata in legno divide il mondo degli arrampicatori in due esattamente come succede per i sostenitori del metodo “prima metto un po’ di magnesite sulle prese e poi le spazzolo” contro gli infervorati della prassi “prima spazzolo la presa per pulirla e poi ci metto su la magnesite”. Analizziamo la questione.



Se per tutta l’attrezzatura in resina l’uso della magnesite in palline o liquida è ampiamente accettato, e ne sono prova le sale di boulder di tutto il mondo, sul legno girano voci contrastanti circa ipotetici danni al materiale, irrimediabili alterazioni al grip e addirittura minore efficacia dell’allenamento. Allenarsi sul legno è molto più difficile, e per questo efficace, proprio per via della difficoltà nello stare attaccati “di pelle” (ne abbiamo parlato qui) ed anche per questo ci sono delle perplessità sul fatto di rimediare alla mancanza di attrito.



I “convinti” circa un utilizzo coscienzioso della magnesite adducono dalla loro due motivazioni. La prima è che solo usandola puoi allenare la tua forza massimale: se infatti una presa ti scivola via perché fa caldo e non per una tua questione di forza, non potrai mai lavorare al cento per cento e non aumenterai mai il massimale. La seconda motivazione, strettamente collegata alla prima, è che senza magnesite non si sta attaccati.



Dall’altra parte abbiamo i sostenitori del “meno è meglio”: alcuni temono di rovinare la texture del materiale, altri di rendere meno allenante un tipo di attrezzatura che va a reclutare tutta la muscolatura della schiena per essere tenuta e non solo dita ed avambracci. Inoltre si preparano mentalmente e fisicamente a “tirare” in condizioni di aderenza non ottimali ed evitano una gran dispersione di magnesite nell’aria.



Ebbene, fermo restando che ogni arrampicatore è libero di allenarsi come preferisce, sappiamo che la magnesite sul legno si può usare purchè non sia liquida, e senza lasciarne più sul trave che nel sacchetto. Una buona abitudine per chi la usa è quella di pulire con lo spazzolino il trave alla fine della sessione, in modo da non creare un cumulo di detriti sempre crescente, utilizzo dopo utilizzo. Ovviamente, già solo per il fatto che nella maggior parte dei casi questa attrezzatura viene utilizzata in ambienti chiusi, un po’ di sobrietà circa i quantitativi è sempre ben accetta da chi condivide con te la sala dell’allenamento.



 strong fingers owl climb

Le tacche strong fingers di Owl Climb, ph. M. Zanone



16 agosto 2019