L’usanza di tagliare, o meglio accorciare, la corda d’arrampicata è ormai ampliamente consolidata tra i falesisti, ma spesso capita di essere in dubbio circa i fattori di potenziale allarme di usura. In alcuni casi è molto evidente che alcuni tratti di corda non possano più essere utilizzati: in generale stiamo parlando di entrambe i due capi che vengono maggiormente sollecitati rispetto al resto della corda in prossimità del nodo con cui ci leghiamo. A volte la calza (ovvero il rivestimento esterno della corda) è talmente consumata da avere delle evidenti sfilacciature o delle sporgenze, sintomi inequivocabili del fatto che la corda sia danneggiata; ma l’aspetto visivo della calza non è l’unico fattore da tenere in considerazione in un'ispezione completa della corda.

 

 

 

Un test per capire lo stato di salute anche dell’anima della corda, ossia l’insieme delle fibre annodate all’interno della calza, consiste nel prendere la parte “sospetta” di corda e cercare di formare un’asola, pinzandola tra indice e pollice; se si riesce a fare un’asola ampia, la corda è ancora in buono stato. Se invece l’asola si appiattisce completamente su se stessa, formando un angolo netto, la corda non si può più considerare sicura. Questo tipo di ispezione in realtà andrebbe fatto sempre per tutta la lunghezza della corda, ogni volta che la si ripone nel sacco.

 

 

 

Quando decidiamo di tagliare la parte danneggiata della corda, dobbiamo prendere in considerazione la lunghezza delle vie su cui arrampichiamo. Premesso che il capo opposto a quello cui siamo legati va sempre annodato al sacco portacorda, la decisione che dobbiamo prendere è se il segno che indica la metà della corda debba restare verosimile o meno. Se abbiamo una corda di sessanta o settanta metri, ma solitamente arrampichiamo su vie non più lunghe di venti metri, possiamo anche pensare di tagliarne un capo solo, in quanto raramente abbiamo bisogno di sapere che abbiamo superato la metà della corda.




Al contrario se con una corda del genere arrampichiamo su vie di venticinque o trenta metri, è più consigliabile tagliare entrambe i capi in uguale misura, di modo che il segno centrale resti per noi un riferimento importante. Naturalmente se prima avevamo una corda con una lunghezza già un po’ limite rispetto alle vie che stavamo provando, dovremo ora tenerla da parte per una falesia con vie di, ad esempio, quindici metri.

 

 

 

Per tagliare la corda occorre avvolgere la parte da tagliare con del nastro da arrampicata, facendolo passare più volte sopra alla zona interessata, includendo anche una spanna prima e dopo la parte danneggiata. Dopodiché, appoggiandoci su una superficie molto dura possiamo procedere a tagliarla e, per evitare che si sfilacci irrimediabilmente, bruciamo l’estremità con un accendino. Ovviamente a questo punto possiamo togliere il nastro rimasto, che altrimenti finirebbe per fare troppo attrito nel momento in cui ci andiamo a legare.

 

 

ATTENZIONE: Questo articolo è solo a scopo informativo e non pretende di spiegare esaustivamente il corretto funzionamento dei vari attrezzi citati, per cui si rimanda ai rispettivi manuali di utilizzo. La decisione di quando sia il caso di ritirare la corda è responsabilità dell'arrampicatore che ne conosce la storia e l'utilizzo che ne è stato fatto. In caso di dubbio, consigliamo di sostituire sempre l'attrezzatura.

SE RITIENI CHE POTREBBE ESSERE IL MOMENTO DI SOSTITUIRE LA TUA CORDA, PROBABILMENTE LO E'. 

 

 


Fonti sull'accorciamento e l'ispezionamento della corda: cutting a rope, Cai accorciamento della corda, BMC care and manteinance, UIAA Recomendations

Tagliare corda arrampicata



29 settembre 2018