Akiyo Noguchi arrampicata boulderE’ la squadra più forte del mondo, e nessuno probabilmente lo avrebbe immaginato: sono i giapponesi, piccoli, leggeri e incredibilmente sciolti. E non ci stupiscono solo nelle gare, ma anche in giro per il mondo: arrivano sorridenti e tranquilli, si mettono le scarpette ed iniziano a volteggiare sui passaggi come se avessero delle ronchie in mano, e non accusassero del principio di gravità. Ma qual è il loro segreto?



Indubbiamente i giapponesi sono metodici, in tutto e per tutto. Si allenano con serietà e costanza e, se su questo fronte chiunque si sente di alzare la mano e poter dire che anche lui lo fa, non si può certo dire altrettanto per lo stretching praticato da tutti quotidianamente. Tsukuru Hori, ad esempio, lo pratica due volte al giorno per trenta minuti, ritenendo la mobilità della parte inferiore del corpo fondamentale per una buona arrampicata. Ed infatti nessuno come loro è in grado di mettersi i piedi dietro alle orecchie con altrettanta facilità.



Boulder_ranking_14_women_podiumLe strutture per allenarsi e variare l’allenamento non mancano: quasi cento le palestre solo a Tokyo, supportate da tutto un movimento di persone che lavorano tutto il giorno e non hanno tempo di andare ad arrampicare fuori. Dettaglio non indifferente nella crescita tecnica di molti giovani arrampicatori, che possono variare le strutture, i mezzi e le persone con cui allenarsi.



Podio Youth b ArcoE poi la mentalità giapponese, così controversa a prima vista, ma molto coerente se la si conosce un po’ più a fondo. I Giapponesi amano le regole, e per loro è fondamentale rispettarle, come sottolinea Akiyo Noguchi in un’intervista a Klettern. E questo si riflette nell’allenamento come nell’approccio all’arrampicata outdoor: le righe di magnesite sui boulder non sono ammesse, chi le fa le deve anche cancellare. Se questo non succede, può essere che chi arriverà dopo di lui, trovando le righe di magnesite in evidenza, faccia una foto e la pubblichi su internet, per capire chi sia stato.



Tsukuru hori arrampicata stretchingPrendere o lasciare, ma intanto tra la Coppa del Mondo di adesso e le Olimpiadi del 2020, la scena è tutta per loro. E poi sono talmente entusiasti per l’arrampicata, che non si può che apprezzare la loro attitudine positiva verso questo sport, che è forse la vera chiave di svolta per vincere come stanno facendo.



8 settembre 2017