16 agosto 2017


Ron kauk boulder Midnight Lightning YosemiteQuella di Midnight Lightning, come dice Mannarino, è proprio una storia che merita di essere raccontata. È il boulder più famoso del mondo: la linea con il lancio iniziale e duro ristabilimento finale, le mani che lo hanno provato e il contesto in cui si è sviluppato ne giustificano la fama.



Sono gli anni ’70, e siamo nella valle dello Yosemite, Stati Uniti. Gli aspiranti arrampicatori al The Nose campeggiano al Camp IV tra birre e racconti di scalata, proprio come oggi, e rallegrano le serate con sostanze non propriamente legali, come si usava in quegli anni. Tanto che, quando John “Yabo” Yablonski propone ai suoi compagni di avventura di scalare la linea da lui individuata su un masso piuttosto alto, viene deriso in quanto probabilmente in preda ai deliri di sostanze strane. Ma, un po’ per gioco e un po’ per allenamento, i suoi due compagni Ron Kauk e John Bachar iniziano a provarlo.



Lynn Hill nella prima femminile di Midnight LightningIn relativamente poco tempo risolvono la parte iniziale fino ad un lancio lungo verso una presa a forma di fulmine, ad un’altezza di 5 metri. Passano un paio di mesi, e Bachar intanto disegna con la magnesite il famoso fulmine che è diventato un simbolo mondiale del boulder. Continuano a provarlo, ovviamente senza crash pad, ma ogni volta arrivano al bordo del tetto, guardano sotto e saltano giù, in maniera del tutto controllata. Inizia a nascere l’idea di farsi “parare” dalla gente radunata intorno al boulder. Ed è così che un giorno Ron Kauk, arriva in cima, guarda la presa lontana e lancia. In un assoluto silenzio si posiziona bene, fa un complicato ristabilimento e la scena è tutta sua. Nasce Midnight Lightning, la voce si sparge e gente da tutto il mondo inizia a venirlo a provare.



Anche Bachar, che l’ha lungamente provato insieme a lui, condivide a suo modo la “prima salita”. In uno dei suoi tentativi rompe una presa iniziale, che non cambia la difficoltà, lo sale comunque e lo libera quindi con le prese che ci sono ancora oggi.



Il fulmine disegnato con la magnesite da Ron kauk

Mentre altri arrampicatori si spellano i polpastrelli sul passaggio, Bachar e Kauk danno spettacolo. Lo ripetono quasi ogni giorno: aspettano che si formi un bel gruppo di gente e, quando ci sono abbastanza persone, lo salgono e risalgono varie volte di fila, lo fanno in salita e in discesa, a piedi nudi. Gli antesignani delle notizie che oggi fanno il giro dei social.