Riccardo Cassin (Savorgnano di San Vito al Tagliamento 1909 – Lecco 2009) è l'esempio perfetto dell'alpinista che mette il suo sapere e la sua conoscenza al servizio di tutti gli appassionati. L'infanzia difficile in Friuli temprò l'uomo che aprì, nei suoi anni giovanili, i problemi più difficili del suo tempo: la nord della Cima Ovest di Lavaredo (1935), la Nord Est del Badile (1937), lo Sperone Walker sulle Grandes Jorasses (1938). Queste salite alpine consacrarono Riccardo Cassin come forse il più grande alpinista del suo tempo e innalzarono il limite di arrampicata al sesto superiore (la "sua" Ovest di Lavaredo è oggi gradata 7a). 

Partigiano, combattè per la liberazione di Lecco, poi, alla fine della seconda guerra mondiale,iniziò l'esplorazione delle cime più leggendarie del mondo, tra cui il K2 e il Gashebrum IV nell'Himalaya, ma poi anche in Sud America e Alaska, apportando avanzamenti sostanziali alle spedizioni a cui partecipò.

Ma se chiunque sia pervaso da spirito avventuroso e sognatore è grato a Riccardo per le sue conquiste sulla roccia, tutti gli arrampicatori del mondo gli devono anche l'ideazione e la realizzazione di strumenti base per l'arrampicata.

Nel secondo dopoguerra Cassin incominciò la sua fruttuosa collaborazione con l'azienda Camp di Premana, in provincia di Lecco. Grazie al suo sapere e al suo lavoro l'azienda della famiglia Codega, nata come la fucina di un fabbro, sviluppò i prodotti per la montagna che sono diventati punto di riferimento indiscusso tra alpinisti ed arrampicatori di tutto il mondo.

Certo, Camp sin dalla sua nascita è stata all'avanguardia per i prodotti di ferramenta: non si può evitare di menzionare Cerro Torre, la prima piccozza con il manico metallico, così come il moschettone Nanowire, il più leggero al mondo con i suoi 28 grammi. Ma è grazie alla collaborazione con l'alpinista che l'azienda si spinse ancora più in là, con la creazione di strumenti essenziali per il futuro dell'arrampicata quali cunei e chiodi da roccia, per poi andare a sviluppare tutti i settori dell'equipaggiamento da arrampicata, dal boulder alla sportiva, dal ghiaccio ai big wall.

Arrivò a festeggiare il secolo di vita, circondato da giganti dell'alpinismo quali Walter Bonatti e Reinhold Messner, nel 2009; si spense nella sua Lecco poco tempo dopo, senza mai smettere di pensare al futuro, perché "le cose che abbiamo fatto appartengono al passato. Bisogna guardare avanti”.