The Crucifix, il progetto degli ultimi anni di Pete Whittaker e Tom Randall, è pronto a subire un nuovo assalto da parte degli atleti inglesi del team Wild Country. Arrampicata trad e fessure estreme in tetto sono le caratteristiche cruciali di questo tiro, il cui nome non lascia presagire uno stile di arrampicata troppo confortevole: The Crucifix.



O: Ciao Pete e Tom! Raccontanteci della vostra preparazione: come vi siete allenati negli ultimi mesi? Avete seguito periodizzazioni diverse oppure avete lavorato insieme?


TOM: Ci siamo allenati principalmente nella cantina sotto casa, perché per noi rappresenta la migliore struttura del mondo per allenarsi in fessura! In più il posto è nostro, possiamo montare fessure ovunque desideriamo, spostarle, cambiarle e, ovviamente, scegliere noi la musica!

 

PETE: Non ho seguito un allenamento molto strutturato, sicuramente non ho fatto periodizzazioni. Ma quello che ho volute fare è stato cercare di rimanere in forma ed essere sicuro che l’allenamento che ho fatto mi torni utile una volta che siamo nel deserto. Sono stato anche nella cantina di Tom, ed è davvero il posto più specifico che possiamo trovare per il nostro allenamento: le spalle lavorano molto ed i pollici si ghisano! Questo riproduce esattamente  l’arrampicata in fessura in tetto!



O:Avete anche fatto esercizi di visualizzazione oppure avete riprodotto fedelmente sul muro le sequenze più dure del vostro progetto?


TOM: Non credo di poter dire che faccio molta visualizzazione, ma passo sicuramente molto tempo pensando all’arrampicata in fessura ed alle sequenze diverse. Per me è importante che il corpo sia allenato, ma anche che io resti in uno stato mentale con cui posso arrampicare bene e in sicurezza.


PETE: Io non uso la visualizzazione come allenamento; per me allenarsi vuol dire fare molti esercizi. A volte invece riproduco i passaggi dei miei progetti:  in passato ne abbiamo simulati molti sul muro, ma questa volta i nostri progetti sono così vasti che abbiamo più che altro cercato di allenarci per la maggiore casistica di movimenti e fessure di larghezze diverse possibili.  



O: Quando si arrampica trad, quanto è importante la fiducia nei materiali e quanto influisce verso un atteggiamento positive e rivolto al “successo” sulla via?


TOM: La fiducia nel material da trad è fondamentale! Sappiamo tutti che se hai paura di cadere o se temi che l’attrezzatura non lavorerà al meglio, non potrai mai arrampicare al limite. Per questo motivo cerco sempre di ricordare a me stesso prima di partire sulla via che tutto funzionerà perfettamente, e che quindi non me ne dovrò preoccupare a metà del tiro. Dalla mia esperienza ti posso dire che il tuo tentativo finirà in modo molto approssimativo se improvvisamente ti metti a pensare a quanto sei nervoso a metà del passaggio chiave!


PETE: La fiducia nei materiali è tutto. E’ importante sapere perfettamente quale saranno le protezioni migliori e peggiori, così da sapere quando potrai e non potrai spingerti al massimo in relazione alle protezioni che hai messo, perché questo ti porterà ad arrampicare in maniera sicura, ma soprattutto a poter chiudere la via.


A presto gli aggiornamenti sul loro viaggio a Canyonlands!



Wild Country Wideboyz



10 aprile 2019