Recentemente abbiamo sentito molto parlare di Jacopo Larchere Barbara Zangerl come protagonisti di molte iniziative e meritati riconoscimenti: non ci siamo fatti sfuggire l'occasione per fare nuovamente due chiacchiere con Jacopo.


O: Ciao Jacopo, bentornato su Oliunìd! La notizia su Planetmountain del tuo super progetto trad a Cadarese, ora “Tribe”, è stata solo l’ultima di una serie di “traguardi” e nuove idee che hanno coinvolto sia te che Barbara Zangerl. Sembra che la condivisione della vostra passione ed esperienza sia un aspetto prioritario per voi in questo momento: dal workshop sulle big wall al Milano Climbing Expo all’uscita della nuova rivista Up Climbing, passando attraverso vari riconoscimenti che avete ricevuto dalla community di arrampicatori. Da dove nasce questo desiderio di condividere?


J: Grazie a voi! Ci sono state una serie di iniziative concomitanti, che effettivamente ci hanno portato a confrontarci molto da vicino con un pubblico vasto. Siamo stati invitati dagli organizzatori del Milano Climbing Expo a tenere il workshop sulle Big Wall, ed il riscontro è stato notevole: molti appassionati di montagna, chi alle prime armi, chi con qualche esperienza nelle vie lunghe, erano incuriositi dalle manovre che facciamo comunemente una volta che siamo impegnati in parete. È stata un’esperienza gratificante per tutti.



O: La nuova rivista Up Climbing, già in edicola, è invece un progetto che hai portato avanti insieme ad Eugenio Pesci  e Richard Felderer: qual è l’idea dietro a questa nuova avventura?


J: Up Climbing nasce dalla voglia di condividere un po’ di storia dell’arrampicata, facendo entrare nelle case di tutti gli arrampicatori i racconti delle vie storiche, delle salite più importanti e dei personaggi che hanno fatto la storia di questo sport. L’arrampicata sta passando attraverso un periodo di larga diffusione, facendo avvicinare molte persone a questo sport in modo molto immediato; è positivo perché questo porta ad avere sempre più appassionati e sempre più strutture per allenarci, ma noi volevamo completare questo quadro diffondendo anche un po’ di cultura dell’arrampicata, al di là di numeri e prestazioni.   



O: A proposito di allenamento, abbiamo letto su 8a.nu che Nadine Wallner, che ha salito delle vie pazzesche in stile trad dopo pochissimi anni di arrampicata, ha attribuito parte del suo miglioramento al fatto di essersi allenata con Barbara Zangerl. Sicuramente c’è del talento, ma quanto è importante allenarsi con la compagnia giusta?


J: Come dici tu Nadine è molto portata per sua natura per l’arrampicata; arriva da competizioni internazionali nel mondo del Freerider, e quindi la sua preparazione fisica di base è di altissimo livello.E’ vero, lei e Barbara si allenano molto insieme in una struttura vicino a casa nostra ed il supporto e la motivazione che si danno a vicenda può fare davvero la differenza alla fine di una seduta. Avere qualcuno che ti supporta quando sei un po’ fuori forma, o con cui provare in maniera diversa gli stessi passaggi è determinante per rendere davvero efficace la trasformazione dell’allenamento sui propri progetti su roccia.



O: E per quanto riguarda il tuo allenamento?


J: Io mi alleno spesso da solo: funziona lo stesso, ma mi manca moltissimo il team che c’era ad Innsbruck, che dava qualcosa in più ad ogni seduta di allenamento.



O: A proposito di Barbara, abbiamo recentemente parlato del suo meritatissimo riconoscimento da parte di National Geographic come Adventurer of the Year. Abbiamo avuto l’impressione che da quando avete salito Magic Mushroom nello Yosemite qualcosa sia cambiato, ovviamente in positivo, portando un po’ alla ribalta le vostre salite insieme.


J: Effettivamente non ci aspettavamo neanche noi un’eco del genere per la salita di Magic Mushroom: per noi non ha rappresentato il punto di arrivo di anni di arrampicate insieme o di partenza per progetti nuovi, ma una tappa nel nostro percorso “verticale”.



O: In base a cosa avete scelto di provare a ripetere questa via?


J: Magic Mushroom era stata salita solo una volta e le notizie che avevamo in merito erano davvero poche, se non che era (ed è) estremamente dura. La curiosità di andare a vedere di persona com’era ci ha convinto ad andare a provarla. Oltre alla prima ripetizione, Barbara ne ha firmato anche la prima salita femminile: questo è stato sicuramente un fattore fondamentale nella portata della notizia a livello mondiale.



O: A cosa ti stai dedicando adesso?


J: Beh in questo preciso momento alla tracciatura della prossima gara a Vienna!



O: Grazie Jacopo, ci risentiamo presto su Oliunìd!



jacopolarcher.com



4 aprile 2019