La scelta di quale imbrago comprare per la falesia o l’arrampicata in generale può sembrare poco più impegnativa di quella sui libri da portarsi in vacanza, ma il livello di comfort che possiamo trarre dall’imbrago più adatto a noi influisce indiscutibilmente sulle nostre giornate di scalata. Tutti gli imbraghi sono certificati e studiati per offrire la massima sicurezza, ma le loro caratteristiche variano a seconda dell’uso che ne dobbiamo fare.




Il 99% degli arrampicatori afferma che usa l’imbrago per arrampicare, informazione che a prima vista potrebbe far pensare che sarebbe sufficiente usare tutti lo stesso modello e togliersi il pensiero. Andando più a fondo nella casistica degli utilizzi di quello che è a tutti gli effetti un dispositivo di sicurezza individuale, vediamo che c’è chi passa pomeriggi interi provando e riprovando i singoli passaggi di una via cadendo innumerevoli volte. In uguale misura abbiamo quindi altri arrampicatori che passano pomeriggi interi a fare sicura a chi sta provando e riprovando i singoli di una via, ammortizzando innumerevoli cadute. Poi abbiamo chi arrampica solo a vista e piazzandosi i rinvii, chi in top rope, e chi sale su una corda fissa per fare delle foto o per chiodare una falesia intera.

 

 

 

Partiamo dagli imbraghi più consigliati per i falesisti che non necessitano di portarsi dietro grandi quantità di materiale: solitamente il più adatto a loro è l’imbrago a taglie fisse, più leggero, senza fibbie sui cosciali e che ti dia quella sensazione di “dimenticarti di averlo”. Il fatto di arrampicare in falesia implica quasi sempre che si abbia un solo strato di vestiti addosso, rendendo così poco utile la possibilità di avere delle fibbie per allargare o stringere i cosciali. Ogni marca indica delle misure per quanto riguarda le classiche taglie da XS a XL, per le quali vengono indicati i centimetri minimi e massimi di diametro della vita e delle gambe. La vita generalmente può essere regolata con una o due fibbie, caratteristica che incide minimamente sul peso e sulla snellezza finale del prodotto.

 

 

 

Per chi invece preferisce il massimo confort perché magari passa molto tempo appeso per qualsivoglia motivo, un imbrago con delle fasce più imbottite soprattutto sui fianchi può risultare più gradevole. Non dovendo puntare in questo caso sulla leggerezza in ottica di performance estreme, si può chiudere un occhio su qualche grammo in più nel peso dell’imbrago, che molto spesso è maggiore anche per via dei numerosi anelli porta materiale. Se ad esempio passiamo molto tempo appesi ma senza arrampicare, come nel caso di chi fa foto dall’alto o di chi attrezza e pulisce vie, non avremo solo una maglietta ma verosimilmente anche una felpa o addirittura un piumino leggero in inverno. In questo caso è bene quindi affidarsi agli imbraghi universali, dotati di fibbie sulla vita e sui cosciali, completamente regolabili a seconda di quanto siamo vestiti.




A questa categoria dobbiamo poi associare caratteristiche di comodità nella disposizione degli anelli portamateriale per non ritrovarci con tutta l’attrezzatura concentrata in due soli punti della nostra vita, e di imbottiture importanti sui punti in cui scarichiamo di più il peso, ovvero i fianchi. L’imbrago deve essere comodo e non soffocare: se riusciamo a infilare il palmo della mano tra l’imbrago e la vita, o tra l’imbrago e i cosciali, vuol dire che è ben regolato. Senza finire necessariamente su dissertazioni filosofiche sul perché arrampichiamo, cercare di capire esattamente in che modo lo facciamo può darci la prima direzione giusta da prendere sulla scelta dell’imbrago migliore per noi.




Imbrago d'arrampicata. fonte: adventuregenesis.com/climbing/



21 dicembre 2018