L’aspetto della “tecnica” in arrampicata coinvolge diversi schemi motori che, nella maggior parte dei casi, non ci riescono istintivi e che per questo dobbiamo apprendere e sviluppare. Il movimento in laterale è uno dei più “ostici” per i neo- arrampicatori, anche perché dimostra tutta la sua efficacia soprattutto su inclinazioni pronunciate che spesso vengono affrontate da arrampicatori esperti.



La sua acquisizione però è di fondamentale importanza e può portare ad un’arrampicata più fluida ed “economica” anche su pareti verticali: Daniele di DP Climbing ci fornisce tutte le informazioni necessarie per una corretta esecuzione e comprensione del movimento in questo video, che cerchiamo di riassumere negli elementi più significativi.



Il movimento laterale avviene quando, arrampicando, spostiamo la posizione del nostro bacino da frontale a perpendicolare rispetto alla parete: questo movimento ci permette di economizzare e migliorare il movimento per raggiungere una presa posizionata, supponiamo, molto a destra rispetto al nostro asse. In questo caso il nostro movimento sarà determinato più dalla spinta dei piedi che da un movimento di trazione delle braccia: nello specifico il piede destro ci spingerà verso l’alto, mentre il piede opposto ci servirà da bilanciamento e stabilizzatore del movimento.



Se abbiamo tutti e due i piedi su dei buoni appoggi, possiamo eseguire questo movimento non solo facendo ruotare il bacino, ma anche le spalle. In questo modo il braccio che resta sull’appoggio di partenza non è costretto a chiudere e trazionare, movimento che risulta quasi inevitabile a busto fermo, oppure con appoggi per i piedi molto piccoli e sfuggenti sui quali è difficile scaricare bene parte del peso.



Se invece abbiamo un appoggio per i piedi solo, ipotizzando sempre di dover andare verso destra, andremo a sfruttarlo per il piede destro, che ci darà la spinta necessaria per avere il massimo allungo, mentre terremo il sinistro puntato contro la parete. Anche non avendo una vera e propria presa su cui ruotare, il sinistro bilancerà la nostra oscillazione e ci darà un maggiore controllo sull’equilibrio e sul movimento.



Per quanto riguarda il movimento delle braccia, otterremo il risultato migliore (ovvero maggiore efficacia e minima fatica) mantenendo in questo caso il sinistro ben steso, mentre il destro aiuterà nell’esecuzione del gesto tramite un avvicinamento verso la parete ed un movimento di spinta verso la presa successiva: è importante tenerlo sulla presa di partenza fino a quando non abbiamo completato la rotazione del corpo.



Come traduciamo tutto questo nella pratica? Questo video di DP Climbing ti darà modo di vedere all’atto pratico una corretta esecuzione di questo tipo di movimento.

 


credits  Eddie Fowke; Janja Garnbret







11 giugno 2019