Alla fine degli anni ‘80 due arrampicatori inglesi già noti in tutto il mondo si allenavano insieme, ma si sfidavano anche via dopo via. Erano Ben Moon e Jerry Moffat. Tra gare e viaggi, tornavano sempre volentieri nelle loro falesie di casa, come Raven Tor o Pen Trwyn, a stabilire nuove vie di riferimento come Liquid Amber, 8c.



Ma nel 1990 a Raven Tor una via chiodata da Andy Pollitt aspettava ancora una prima salita. Dopo varie visite, Jerry Moffat riuscì a risolvere tutti movimenti della via ma, per mille motivi, non riuscì a metterla insieme prima di Ben Moon. Fu di quest’ultimo quindi la FA, e la valutazione di 8c+, la prima via di quella difficoltà al mondo.



La via era estremamente boulderosa, con una sequenza molto breve ed intensa. Come diremmo ai giorni nostri, era una via “allenabile”. Fu per questo motivo che la via fece parlare di sé più per una delle sue ripetizioni che per la prima ascensione. Eravamo agli inizi dell’allenamento così detto “ a secco”, e Ben Moon e Jerry Moffat erano proprio tra gli arrampicatori che stavano beneficiando di questa nuova pratica. Erano in forma paurosa.



Ma nel 1991 un giovane scozzese poco conosciuto alla community dei climber ebbe un’idea geniale: riprodurre la sequenza boulderosa di Hubble sul suo muro di casa. Un inverno di allenamenti su e giù per la sequenza e, nella primavera successiva, la prima ripetizione di Hubble fu la sua. Tutto qui? Ovviamente no. La cosa straordinaria è che Malcom Smith, questo il nome del ragazzo scozzese, aveva scalato fino a quel giorno al massimo sul 7c+. La sua preparazione al pannello era stata formidabile, ed efficace come non mai.



In realtà non basta tirare come dei disperati per salire una via come Hubble. Malcom Smith, che poi salì molte altre vie dure, lavorò tantissimo anche sull’aspetto mentale, che fu il suo vero freno per quanto riguarda il numero di tentativi sulla via. Dominava tutti i movimenti, eppure la pressione, dopo tutta quella preparazione, era notevole.



Un’impresa storica comunque, anche perché le ripetizioni ad oggi non sono tantissime, e gli arrampicatori che hanno avuto il piacere di salirla hanno semmai messo in dubbio la difficoltà per difetto.



Steve McClure su Hubble


Foto: Tim Glasby

Foto: Tim Glasby


5 dicembre 2017