Se “Le gang des Parisiens” non dice nulla a molti arrampicatori, così non è per nomi storici come Antoine le Menestrel o Jean-Baptiste Tribout: eppure erano loro i famosi “parigini” della gang. Siamo negli anni ’80, l’esplosione dell’ottavo grado avanzava in tutto il mondo, e questi parigini, insieme anche a Marc le Menestrel, Laurent Jacob e Fabrice Guillot iniziano a girare l’Europa e l’America a caccia di vie dure. Si vedeva che erano cresciuti a Fontainebleau, perché presto iniziarono a far palarle di sé con ripetizioni impressionanti di vie dure: una su tutte Révélation, il celebre 8a di Raven Tor in Inghilterra, salito in stile solo da Antoine le Menestrel.



Ma Le Gang des Parisiens decise che era il sud della Francia a meritare la loro attenzione, e così si dilettarono a scalare in posti esigenti come Buoux, arrivando in falesia con la radio e la musica a palla. Ma non erano solo eccentrici in questo: portavano avanti un vero e proprio nuovo modo di vedere l’arrampicata, lavorando le vie in uno stile moderno, invece di riprovarle sempre dal basso come facevano gli inglesi. Il “ground up”, ovvero il provare le vie esclusivamente dal basso, senza studiare i movimenti con la corda dall’alto, stava per essere designato come uno stile fuori moda: il lavorato dava i suoi frutti. Nel 1985 Antoine le Menestrel libera La Rose et le Vampire, 8b, ancora oggi una delle vie più famose del mondo: l’incrocio alla presa verticale è rimasto ancora adesso uno dei simboli dell’arrampicata sportiva.



Oltre alle impressionati perfomance sportive, come il primo 8a a vista, sempre da parte di Antoine le Menstrel, furono autori del Manifesto dei 19, un testo firmato anche da Patrick Berhault ed altri influenti personaggi dell’arrampicata francese, in cui ci si opponeva all’arrampicata come sport agonistico e competitivo. L’arrampicata sportiva era vista come un percorso perdonale, al di là di sponsor, allenatori e gare e, coerentemente a quanto dichiarato, molti di questi fortissimi arrampicatori non parteciparono mai a nessuna competizione.



Anna Stöhr su "La Rose et le vampire"


Antoine le Menetstrel, fonte: Mammut

Antoine le Menetstrel, fonte: Mammut


15 novembre 2017