Tra tutte le discipline dell’arrampicata il boulder è quella che sta coinvolgendo sempre più appassionati, sia grazie al numero incredibile di palestre che continuano a fiorire ovunque, sia per la sua relativa facilità di “applicazione” sulla roccia. Si tratta infatti di un’attività che richiedere poca attrezzatura e tanta compagnia: un crash pad, un paio di scarpette, qualche masso a disposizione e siamo tutti pronti per passare una giornata all’aria aperta.



Dal punto di vista storico possiamo considerare il boulder come il primo metodo di “allenamento specifico” per chi voleva essere in forma per le vie lunghe, l’alpinismo e l’arrampicata sportiva, senza per questo essere considerato come una vera disciplina dell’arrampicata. La prima corrente fuori dal coro che ha iniziato a praticare il boulder come una specialità vera e propria è stata quelle dei Bleausard a Fontainebleau negli anni ‘40: disponendo di tanta abbondanza di massi eccezionali, non potevano che fare di questo sport una vera passione, limitandone però la pratica solo all’interno della loro area.



Più tardi negli Stati Uniti un audace arrampicatore di nome John Gill iniziò a dedicarsi esclusivamente alla pratica del boulder, ed anzi ad allenarsi per migliorare nelle prestazioni sui massi: un visionario che ha spinto veramente avanti lo sviluppo di questo sport, introducendo anche l’utilizzo della magnesite per avere una migliore aderenza con la roccia. Promuovendo lo spirito creativo che c’è dietro alla salita di un masso, si è dovuto confrontare negli anni ’50 e ’60 con una realtà ancora molto chiusa in questo senso, che non dava nessun credito al boulder come un modo diverso di arrampicare su roccia.



Verso gli anni '70, parallelamente allo sviluppo del boulder in Yosemite, anche Hueco Tanks inizia a richiamare arrampicatori prima alla ricerca di un modo per tenersi in forma, poi sempre più interessati a praticare il boulder come fine ultimo.Tra questi John "Vermin" Sherman è quello che ha contribuito in maniera ineguagliabile allo sviluppo dell'area, aprendo qualcosa come 500 passaggi di difficoltà diverse. Negli anni '90 viene pubblicata la prima guida dell'area di Hueco Tanks, facendo arrivare così boulderisti da tutto il mondo e consacrandola a mecca dell'arrampicata sui massi.



Da lì in avanti il boulder è poi cresciuto in modo parallelo all’arrampicata sportiva, forse superandola a livello di numeri per quanto riguarda gli appassionati che la praticano sia indoor che sulla roccia. Rispetto all’arrampicata con la corda il boulder rappresenta passaggi e sforzi molto più brevi ed intensi, concentrando in pochi movimenti estremi l’essenza della salita; richiede forza esplosiva ma anche coordinazione e dinamicità in parti uguali, presupposti che lo rendono adatto soprattutto per i giovanissimi.



fontainebleau boulder

 

 

24 luglio 2019