Riuscire a leggere bene una via di arrampicata sportiva può aiutarci sotto molti aspetti: ci mette nell’assetto mentale giusto per una via che vogliamo provare onsight, ci aiuta a ricordare i movimenti di una via che abbiamo già provato, ci risparmia tentativi inutili in cui non sappiamo neanche da quale parte andare (eventualità che comunque è capitata a tutti!).



Con l’avanzare dell’esperienza aumenta anche l’allenamento per una lettura efficace della via. All’inizio, se non siamo molto pratici con questo tipo di esercizi, possiamo provare a seguire mentalmente la linea degli spit o dei rinvii, cercando di individuare le prese più grosse, e più bianche di magnesite, per le mani. Può anche capitare di “perdersi” un po’ una volta che si sta arrampicando, non ricordando bene come si erano immaginate quelle prese dal basso: tutto nella norma, ci va tempo anche per questo!



Ad un livello intermedio la lettura della via inizia ad affinarsi. Le prese bianche per le mani ci dicono molto di più: la prendono di destra o di sinistra? Vedo il puntino del pollice bianco di magnesite da qualche parte, ad indicarmi la tipologia di prensione? Si iniziano ad immaginare le sequenze di movimenti, cercando anche gli appoggi per i piedi: il nero delle scarpette è sempre un indizio forte e chiaro di un appoggio molto utilizzato. Iniziamo anche a preoccuparci seriamente delle prese da cui dovremo rinviare la corda, e soprattutto dei passaggi chiave.  



Quando poi diventiamo super esperti, e parliamo sempre di esperienza nella lettura della via al di là del grado salito, iniziamo ad avere un fiuto infallibile anche per qualche presa intermedia o microtacca che dal basso non si vede chiaramente. Ogni roccia porta poi con sé una tipologia di prese e di stile di arrampicata, e questo ci aiuterà sul “cosa” andare a cercare. Una volta individuati i passaggi chiave, da cui cercheremo di venire fuori con varie opzioni a disposizione (tallonaggi, lanci), studiamo anche i possibili riposi, di modo da sapere già quando la via ci permetterà di tirare il fiato. Infine ci concentriamo molto di più sulle sensazioni che immaginiamo di provare una volta che siamo sulla via, invece che di limitarci ai singoli movimenti.



Tutti gli arrampicatori di alto livello adottano questo approccio all’arrampicata, sia in gara che sulla roccia: nulla ci vieta di provare a leggere le vie, e perché no anche i passaggi di boulder “ricercati”, nelle nostre sedute in palestra come parte integrante del nostro allenamento!



fonte ukclimbing.com credits Luc Percival



15 dicembre 2018