Molto spesso quando facciamo sicura in falesia o in palestra siamo portati a pensare che il nostro compito sia più o meno quello di dare e recuperare corda. Man mano che acquisiamo esperienza “sul campo”, ci rendiamo però conto che i fattori di rischio sono molteplici e non sono necessariamente connessi con una ipotetica caduta in corso. Prendere dimestichezza con queste situazioni, ed avvisare il nostro compagno, permetterà a tutti un’arrampicata più sicura e serena.   



Ci concentriamo qui sui fattori che riguardano esclusivamente la comunicazione tra chi scala e chi assicura, quindi non esaustivamente a tutte le precauzioni che bisogna prendere in falesia, per le quali ti rimandiamo a siti specifici come il sito delle guide alpine italiane e del Cai Milano.



Naturalmente prima di iniziare a scalare è buona norma chiederci a vicenda se abbiamo doppiamente controllato nodi e chiusure degli imbraghi, nonchè ispezionare più volte il verso della corda rispetto al dispositivo assicuratore (vedi la scheda Partner Check di Petzl). Bene, fatto questo si parte? No. Ispezionare la via insieme al compagno prima di iniziare ad arrampicare può aiutarci a capire quali saranno probabilmente i punti critici, dove gli spit sembrano più lontani, dove è probabile che un’assicurazione dinamica sia più utile e dove sia invece più consigliato “tenere giusto”. Studiare insieme i probabili punti da cui dovrà passare la corda nei rinvii non ci farà cogliere di sorpresa a dover dare velocemente corda; sapere già dove non sembrano esserci assolutamente prese, ci metterà in una situazione di allerta e probabile necessità di ammortizzare un volo.



Soprattutto se non è da una vita che arrampichiamo insieme a questo compagno di avventure, accertiamoci prima di “parlare la stessa lingua”. Ad esempio chiariamo cosa vuol dire “ok”, se ad esempio intende: “Ok mi riposo su questa presa buona, quindi non mettere in tiro”, oppure “ok mi appendo perché sono sfinito, quindi tienimi pure” od ancora “ok procedo senza fermarmi a questa presa buona perché ne ho da ufo, quindi dammi corda”.



Una volta fatta una ricognizione e chiarimenti di vario tipo, ci troviamo alle prese con una delle fasi più difficili dell’arrampicata per chi assicura, e cioè i primi spit. In alcune falesie storiche, il primo spit è tutto da guadagnare: visto che il nostro ruolo in questo momento è inutile in relazione al fatto di tenere la corda, abbiamo il dovere di pararlo come se stesse effettivamente arrampicando su un boulder. Se invece il primo spit è a una distanza ragionevole da terra e riesce a passarlo con facilità, sarà nostra responsabilità spostarci di lato restando vicino alla roccia di modo da non intralciarlo nell’arrampicata: molto spesso la corda tesa tra noi ed il primo rinvio crea più ostacoli a chi sta tentando di salire del vero passo chiave! Allo stesso modo il fatto di metterci di lato ci preserva da riceverci lo scalatore sulla testa nel caso in cui dovesse cadere tra il primo ed il secondo spit.



Un altro fattore di rischio che si verifica spesso ai primi moschettonaggi e che, al contrario di quanto molti pensano, è anche responsabilità di chi assicura controllare, è quello di rinviare con la corda che c’è tra l’ultimo rinvio e l’assicuratore invece che tra chi arrampica e l’ultimo rinvio passato. Appena ci accorgiamo di questo errore, avvisiamo subito il nostro compagno, dicendogli di prendere il lato corretto della corda.



Una delle situazioni più pericolose per chi arrampica da primo è quella di avere la gamba tra la corda e la roccia, ovvero quando la corda “gira dietro” al ginocchio. Cadere in questa situazione vuol dire quasi sicuramente finire a testa in giù, e non è piacevole: nella maggior parte dei casi l’arrampicatore non si sta accorgendo dell’errore, che invece è spesso ben visibile a chi fa sicura, e quindi deve subito avvisare il compagno con messaggi chiari.



Non ci sono abbastanza disclaimer per ricordare a tutti che una formazione specifica con un istruttore è d’obbligo in questa tipologia di sport, e che ogni dispositivo assicuratore è corredato di un proprio manuale di istruzioni e video ufficiali su internet che ne mostrano il corretto utilizzo. I nostri consigli sono da prendere solo come parte integrante di un processo di formazione e di pratica che ogni arrampicatore deve affrontare con istruttori qualificati per arrivare a padroneggiare queste tecniche di assicurazione. Questo articolo non pretende di essere esaustivo, nè di sostituirsi ad una formazione specifica sull'assicurazione in arrampicata sportiva, per la quale è necessario verificare le proprie capacità con istruttori qualificati.



Arrampicata sportiva in falesia

Foto di Michela Jacod



14 novembre 2018