La piccozza rappresenta una parte essenziale dell’attrezzatura per chiunque si avvicini alle attività invernali in montagna, che siano escursionismo su neve, alpinismo, drytooling o arrampicata su ghiaccio. Ognuna di queste attività richiede però caratteristiche diverse, che riguardano principalmente la lunghezza, l’incurvatura ed i materiali.

 

 

LUNGHEZZA


 -Corta. Si tratta delle piccozze più tecniche e compatte presenti sul mercato, ideali per chi ricerca anche un ingombro minimo nel trasporto, come lo scialpinista. Spesso hanno anche una forma più incurvata per dare più tecnicità al prodotto e renderle ideali per l'arrampicata su ghiaccio, ma possiamo trovare anche piccozze corte progettate per attività come alpinismo e scialpinismo


-Media. Se ci avviciniamo allo sci alpinismo, o se stiamo per fare escursioni mediamente impegnative su neve e ghiaccio, possiamo scegliere una piccozza di lunghezza media, tra i 55 e 65 cm: in queste situazioni ci dovrà servire infatti nuovamente come appoggio, ma anche come strumento chiave per salire sulle cascate di ghiaccio (piolet- traction) non estremamente verticali.


-Lunga. Per quanto riguarda le escursioni su neve non troppo ripide o attraversamenti di ghiacciai, possiamo orientarci su un piccozza lunga anche 70 o 75 cm, in quanto le sue funzioni saranno principalmente di appoggio durante la salita, e di strumento di auto-arresto in caso di caduta. Sono le piccozze che ci danno il miglior appoggio su neve, ma naturalmente hanno un ingombro molto diverso dalle piccozze da 50 cm.



In generale possiamo dire che più affrontiamo pendii pronunciati, più la piccozza deve essere corta.

 

 

INCURVATURA DEL MANICO


-Dritta. Per l'alpinismo classico, le traversate su ghiaccio e neve ed uscite escursionistiche non eccessivamente impegnative, la piccozza ideale ha il manico dritto: questo ci fornisce un arresto più sicuro ed un supporto importante per il nostro bilanciamento durante la fase di salita.


-Leggermente incurvata. Questo tipo di manico è ideale per lo scialpinismo, l’alpinismo tecnico o salite su neve e misto: è funzionale sia come autoarresto o appoggio nella neve, sia per trazionare sul ghiaccio. Si tratta delle picozze più polivalenti e nella maggior parte dei casi modulabili: in alcuni casi è possibile spostare i punti dell'ìimpugnatura del manico in alto o in basso a seconda che si stia camminando su un pendio innevato o arrampicando sul ghiaccio. 


-Molto incurvata. Sono le piccozze più tecniche, ideali per cascate su ghiaccio o drytooling. L'impugnatura e la loro forma le rendono ottimali per l'aggancio e la trazione sul ghiaccio; le teste sono modulabili ed eventualmente integrabili con pesi o martello per avere una spinta ancora maggiore nel ghiaccio.

 

INCURVATURA DELLA BECCA


Anche in questo caso un’incurvatura più pronunciata è sinonimo di maggiore tecnicità, ma non solo: le becche più angolate risultano più agevoli da togliere dal ghiaccio, mentre quelle dritte oppongono una resistenza maggiore. Questa caratteristica rende quindi quelle più incurvate estremamente adatte all’arrampicata su ghiaccio e drytooling, mentre un’incurvatura media e possibilmente dentellata è comunque consigliata per l’alpinismo.

 

 

MATERIALI


-Acciaio. E’ il materiale che garantisce maggiore longevità in assoluto, ma è anche abbastanza pesante da trasportare. Per contro, la sua pesantezza risulta vantaggiosa nel momento in cui si deve inserire la piccozza nel ghiaccio più duro.


 -Alluminio. E’ straordinariamente leggero, ed è quindi ideale per l’escursionismo invernale o le traversate; considerata la difficoltà di piantare una piccozza leggera nel ghiaccio, è invece sconsigliato per le attività più tecniche e verticali.


-Carbonio. Come possiamo immaginare, è il materiale più resistente, longeva e leggera allo stesso tempo che ci sia sul mercato. Ovviamente anche straordinariamente cara, e riservata a chi necessita delle caratteristiche super performanti, come nel caso degli amanti del drytooling.

 

 

 ACCESSORI


-Punta. Quello che è essenziale per l’escursionismo non lo è per l’arrampicata, ed infatti la punta viene addirittura esclusa nei modelli più tecnici. Questo permette di risparmiare sul peso della piccozza, ma anche di avere un attrezzo più sicuro relativamente all’attività che stiamo svolgendo.


-Paletta. La sua funzione è di intagliare i gradini nel ghiaccio o scavare punti di sosta nella neve e quindi è utile per il trekking sulla neve e l’alpinismo invernale. Durante le salite di vie alpine in piolet- traction spesso vengono utilizzate insieme una piccozza dotata di paletta ed una dotata di martello.


-Martello. La sua funzione è quella di piantare i chiodi nel ghiaccio, ed è quindi ad uso esclusivo di vie alpine e arrampicata su ghiaccio. Alcune piccozze sono anche dotate di teste modulari intercambiabili.


-Solo lama. Tipiche dell’arrampicata su ghiaccio e drytooling, si trovano sulle piccozze più tecniche e performanti. Hanno la caratteristica di inserirsi più facilmente nel ghiaccio più freddo; spesso una dentatura lungo la parte superiore della becca agevola la progressione su vie di misto e drytooling.


-Longe. E’ la fettuccia che ci permette di non perdere la piccozza mentre arrampichiamo, ed è quasi sempre fornita in dotazione con le piccozze ideate per l’escursionismo e l’alpinismo. La piccozza può essere legata tramite la fettuccia al polso oppure, con versioni molto elastiche, all’imbrago, ammesso che siano predisposte con il foro nel manico o nella punta (le piccozze più tecniche ed aggressive non hanno questa possibilità).

 

 

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ATTENZIONE: Questo articolo è solo a scopo informativo e non pretende di spiegare esaustivamente il corretto funzionamento dei vari attrezzi citati, per cui si rimanda ai rispettivi manuali di utilizzo.

 

 

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18 febbraio 2019