Quando passi per la prima volta da fare boulder in palestra a fare boulder sulla roccia, c'è solo una cosa che ti manca: il crash pad! Spesso o fine, di dimensioni ciclopiche o comodo da portare, ecco quali sono le caratteristiche che ti consigliamo di tenere a mente prima di sceglierne uno!



DIMENSIONE


Sit Start. Sono crash pad molto piccoli sia nelle dimensioni che nello spessore, e non servono tanto ad attutire grandi cadute, quanto a favorire le partenze da seduti: da una parte non ti sporchi come se ti mettessi direttamente a terra, e dall’altra ti permettono di non partire già dalle prese a metà del blocco!


Piccola. Le dimensioni contenute di questi crashpad ed il peso ragionevole ne fanno i tuoi compagni di viaggi ideali: sono facili di trasportare ed imbarcare in aereo e ti permettono di affrontare gli avvicinamenti più impegnativi. Ovviamente anche la superficie che copriranno sarà proporzionata alle misure, quindi dovrai scegliere acuratamente passaggi non troppo impegnativi in termini di "sviluppo" (ovvero in altezza o in traverso).


Media. Si tratta della maggior parte dei crash pad in circolazione: gli evidenti vantaggi di non pesare troppo ed essere facilmente trasportabili fanno spesso scegliere un materasso di queste dimensioni. Inoltre hanno un prezzo generalmente non troppo elevato e quasi sempre le loro dimensioni da chiusi rientrano in quelle previste per il trasporto dei bagagli di molte compagnie aeree. Particolare non da poco, occupano poco spazio sia in macchina che in qualsiasi posto tu lo voglia riporre. Ci si aggira intorno ai 150x100 cm di lunghezza dei lati ed uno spessore medio di 10 cm.


Grande. Sono i crash pad più rassicuranti del mondo, perfetti per highball e per cadute di ogni tipo. Coprono una superficie di atterraggio molto ampia, ma sono un po’ più pesanti e difficoltosi da trasportare: spesso vengono quindi acquistati da chi ha la possibilità di arrampicare senza dover fare avvicinamenti estremi. Il loro comfort nel momento in cui si arrampica è inversamente proporzionale alla facilità con cui li si carica in macchina. Le misure sono intorno ai 200/210x100 cm e lo spessore è tra i 10 e gli 11 cm.



SPESSORE


E’ uno dei valori più consultati nel momento in cui si sceglie un crashpad: molto spesso maggior spessore vuol dire per noi boulderisti maggior sicurezza. Ricordiamoci però che questo si può accompagnare ad un incremento del peso, e quindi valutiamo anche l’accesso per le aree di boulder dove andiamo con più frequenza. Inoltre lo spessore va ad incidere anche sul volume del materasso una volta chiuso, fattore a cui dobbiamo comunque dare la giusta attenzione se pensiamo di imbarcarlo in aereo o se abbiamo una macchina con un bagagliaio ridotto. I materassi sit start hanno uno spessore da 2,5 a 6,5 cm, mentre gli altri partono da un minim di 7 cm ad un massimo di 15cm.



CHIUSURA


A piega. E’ il classico crash pad diviso in due da una cucitura centrale, ed è quasi sempre dotato di spallacci per essere comodamente trasportato come uno zaino. Quando è chiuso rimane estremamente compatto e, nelle misure medie, è ideale anche per il trasporto in aereo. Questo tipo di materassi è perfetto per gli atterraggi in piano, perché la sua struttura gli permette di rimanere estremamente piatto. Alcuni crash pad hanno due pieghe, per cui una chiusura tripla, ed hanno il vantaggio di offrire una superficie di atterraggio molto ampia, pur essendo facilmente trasportabili sulla schiena tramite spallacci.


Taco. Quando è aperto non presenta divisioni come quello a piega, formando una superficie di atterraggio unica e più sicura ma, una volta chiuso, resta più voluminoso, a forma di taco appunto. E’ l’ideale per gli atterraggi sconnessi perché si adatta molto bene ai cambiamenti di morfologia del terreno, mentre non perde la sua forma tondeggiante quando viene utilizzato su basi in piano. Molto spesso sono un po’ più voluminosi e complicati da gestire come ingombro rispetto a quelli con chiusura a piega. Alcuni sono dotati nella parte inferiore di un telo che permette di farcire il crash pad con tutto il materiale che hai bisogno di trasportare: scarpette, magnesite, merenda, ed anche trapano e corda per gli highball!

 


PESO. In questo caso c’è una sola regola: meno pesa il materasso, meno peso ti porterai sulla schiena! 



MATERIALE ESTERNO. Quasi tutti i materassi sono rivestiti da nylon balistico o da materiali brevettati come Cordura©, che sono allo stesso tempo molto resistenti alle abrasioni ed anche impermeabili all’acqua. Molti materassi sono dotato di un telo aggiuntivo per proteggerli dalla polvere e da agenti atmosferici.



MATERIALE INTERNO. Ci sono molte versioni di abbinamenti di schiume possibili in tre o quattro strati.  Più il materasso è costituito di schiume differenti, maggiore sarà la sua capacità di attutire le cadute più disparate. 



RIGIDITA’


I crashpad con uno strato di schiuma mediamente rigido ci proteggono più facilmente le caviglie quando cadiamo e sono più indicati per grandi cadute dall’alto; sono molto resistenti alle abrasioni, e la loro vita media è generalmente lunga. Al contrario i crash pad più morbidi sono più indicati per le sit start e le cadute dal basso; sono più leggeri, ma perdono un po’ più velocemente la loro capacità di attutire le cadute.



POSSIBILITA’ DI PORTARE MATERIALE ALL’INTERNO.


Come dicevamo i crash pad con la chiusura a taco permettono di portare di tutto al loro interno senza doversi trascinare dietro anche lo zaino o la borsa a tracolla; per quanto riguarda quelli classici con chiusura a piega, alcuni presentano delle apposite tasche interne od esterne, come ad esempio il Magnum della Metolius. A volte questo è un particolare che viene tralasciato al momento dell’acquisto di un crashpad, ma è sempre una seccatura cercare di incastrarsi quindici spallacci su due sole spalle e vedere il nostro amico fresco e comodo con un crash pad unico sulla schiena.


Spallacci. Alcuni materassi si possono portare solo sulla schiena, altri solo come tracolla e tantissimi hanno la possibilità di poter scegliere. Tra i vari allacciamenti aggiuntivi, sono interessanti quelli che permettono di legare due crash pad insieme di modo da portarli in un volume unico, evitando così di averne uno sulla schiena, uno a tracolla e uno sulla testa.


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crash pad



11 giugno 2019