Si sa, ormai l’immagine conta tantissimo, e l’arrampicata non è esente da questa legge universale. Sempre più arrampicatori si cimentano con questa forma di comunicazione e tutti noi passiamo giornate a guardare basiti le immagini dei big su Instagram. Ma perché a noi non vengono mai così?! Perché immancabilmente finisce che il passaggio su quella pancia strapiombante sembri una placca appoggiata di quarto grado (senza nulla togliere)?



Ecco alcuni semplici suggerimenti! Posto che non entriamo nel merito delle macchine fotografiche e obiettivi vari, vediamo come migliorare i nostri scatti da cellulare.



La prima regola è fotografare dall’alto ogni volta che si può. Facile a dirsi per il boulder, molto più complicato a farsi per la falesia, per la quale occorre piazzare una corda fissa ed avere l’attrezzatura apposita per salire e scendere. Ma la falesia non ha pietà, quasi sempre una foto dal basso perderà veramente tanto in resa d’immagine, a meno che non riusciamo a fare un’inquadratura panoramica, dove il soggetto fa parte dello scenario naturale. In questo caso, facendo una foto panoramica, non mettiamo mai il soggetto al centro esatto dell'immagine.



Se non abbiamo problemi di luce, per cui abbiamo bisogno di essere fermi almeno 1/60 di secondo (tempo medio per avere un’immagine ferma), è sempre meglio non metterci in posizione plastica, ma provare davvero il movimento duro: l’espressione del volto sarà più naturale e non avremo l’aria mistica dell’Annunciazione. Cerchiamo sempre di avere anche il volto nell’immagine, niente di peggio che una fotografia di schiena in cui non si vede né chi arrampica né le prese che danno un’idea della linea (con le varianti del caso, se siamo su una superprua scenografica possiamo anche permetterci la foto frontale).



Ultimo suggerimento sulla luce: quella delle ore centrali della giornata è la peggiore. Non aspettiamo quindi di essere in pieno sole per fare delle foto, in quanto i contrasti tra luci forti e deboli sarebbero troppo alti e l’immagine verrà molto probabilmente “bruciata” (ovvero troppo chiara). Inutile dire che la luce migliore è quella del tramonto (immaginando che nessuno di noi sia operativo all’alba), ma chiaramente dura pochissimo! Se hai salito il boulder o la via della vita, vale comunque la pena provare a fare una session di scatti con la luce radente (ovvero quando arriva di taglio): è molto più calda e uniforme rispetto a quella dello zenit. Ricordiamoci sempre che una foto scura possiamo schiarirla, ma una foto troppo chiara non la recuperiamo più!



Nalle Hukkataival fotografato da Kevin Takashi

Nalle Hukkataival fotografato da Kevin Takeshi su The Finnish Line


Strampiombo arrampicata boulder



2 giugno 2018