L’attrezzatura da arrampicata ha cercato di evolversi nel tempo insieme allo sviluppo di questo sport, con materiali sempre più all’altezza delle prestazioni estreme che hanno dovuto supportare. La fisionomia di alcuni prodotti, dalle scarpette ai primi chiodi, è cambiata drasticamente, ma in alcuni casi ad evolvere sono stati gli aspetti più strutturali come il tipo di forgiatura, l’ergonomia e naturalmente anche i materiali più utilizzati.



L’alluminio, ad esempio, ha cercato di spodestare l’acciaio grazie alle sue caratteristiche eccezionali di leggerezza e solidità, di capacità di sopportare carichi compatibili con quelli di un arrampicatore medio e di resistere nel tempo. Nonostante questo l’acciaio non è completamente scomparso e continua ad avere un largo impiego in tutto quello che richiede la sicurezza assoluta: i lavori in quota e i materiali da soccorso sono tra le categorie che restano fedeli alla sua solidità. Chi sceglie l’alluminio invece è solitamente alla ricerca di un compromesso tra affidabilità e leggerezza, e quindi si tratta molto spesso di arrampicatori, falesisti ed alpinisti che devono trasportare una grande quantità di materiale.



In falesia abbiamo una compresenza di questi materiali: mentre le soste, gli spit ed i fittoni sono in acciaio, i rinvii sono generalmente in alluminio. Un discorso a parte meritano i moschettoni che sono ancora prodotti sia in alluminio che acciaio zincato ed acciaio inox: i primi, che sono sicuri, resistenti, affidabili e leggeri sono ormai i più utilizzati in falesia, ideali per fare sicura ed in generale per l’arrampicata sportiva o per l’alpinismo. Questi moschettoni richiedono un’attenzione particolare per quanto riguarda le cadute dall’alto: ricordiamoci, soprattutto quando parliamo di quelli che sono montati sui rinvii, che qualsiasi azienda declina ogni responsabilità sulla loro capacità di tenuta se subiscono urti molto forti, anche se in apparenza sembrano intatti.



L’acciaio zincato è invece molto utilizzato per attrezzare le palestre con la corda, per lavori in altezza e manovre di recupero, ed eccezionalmente anche per l’attrezzatura di soste in falesie non eccessivamente esposte alla salsedine e ad alti fattori corrosivi. Infine l’acciaio inox, la cui durata nel tempo è incomparabile agli altri materiali, è quello che ha più versatilità nell’utilizzo: può essere utilizzato per attrezzare soste anche in falesie vicino al mare, per la speleologia, i lavori in quota, il soccorso anche a temperature molto alte, le attività su ghiaccio e naturalmente la falesia. Molto spesso alcuni moschettoni uniscono la solidità dell’acciaio della struttura principale con la leggerezza dell’alluminio nella leva: in questo modo la loro polivalenza è ulteriormente ampliata.



Per quanto riguarda il mondo del ghiaccio, e nello specifico i chiodi, la scelta tra alluminio e acciaio risulta leggermente più complessa: da una parte troviamo la necessità di alleggerire il materiale che dobbiamo trasportare, ma dall’altra la certezza di poterci fidare dei materiali. Oltre a questo, visto l’investimento che si fa al momento di comprare un set di chiodi da ghiaccio, c’è anche il desiderio comprensibile di scegliere dell’attrezzatura che duri il più a lungo possibile.



In questo caso possiamo sfatare alcuni miti per arrivare a fidarci ciecamente anche dei chiodi in alluminio: è infatti molto comune pensare che non possano resistere nel tempo tanto quanto gli intramontabili chiodi in acciaio. L’alluminio infatti ha la prerogativa di essere più delicato, ma non meno duraturo; questo vuol dire che nel momento in cui andiamo ad utilizzare i chiodi sul ghiaccio, ma soprattutto nelle fasi in cui non li usiamo come il trasporto e la manutenzione, dobbiamo avere maggior riguardo a non fargli subire cadute o sollecitazioni estreme. Se utilizzati correttamente, anche i chiodi in alluminio non avranno bisogno di essere sostituiti dopo poco tempo.



L’affidabilità dell’alluminio sul ghiaccio è dimostrata anche dal suo impiego quasi universale per la costruzione del manico delle piccozze, molto spesso abbinata a testa e puntale in acciaio. Restano esclusivamente in acciaio inox invece i ramponi che, sia per via delle sollecitazioni che delle abrasioni a cui vengono sottoposti, non possono fare affidamento su un utilizzo molto “riguardevole” da parte dell’alpinista, e ricercano il top della resistenza nel tempo ed alla ruggine.



 

ATTENZIONE: Questo articolo è solo a scopo informativo e non pretende di spiegare esaustivamente il corretto funzionamento dei vari attrezzi citati, per cui si rimanda ai rispettivi manuali di utilizzo. I nostri consigli sono da prendere solo come parte integrante di un processo di formazione e di pratica che ogni arrampicatore deve affrontare con istruttori qualificati per arrivare a padroneggiare queste tecniche di assicurazione. Questo articolo non pretende di essere esaustivo, nè di sostituirsi ad una formazione specifica sull'assicurazione in arrampicata sportiva, per la quale è necessario verificare le proprie capacità con istruttori qualificati.

 





9 marzo 2019