Dici “Bishop” e gli occhi di ogni boulderista si illuminano. Situato a metà strada tra il Camp IV e Red Rock, è decisamente uno dei luoghi più in voga per fare boulder in inverno. Eppure siamo sempre a nord dell’equatore quindi, a conti fatti, è inverno anche lì. Proprio così, ma in California il cielo è terso, l’umidità è molto bassa e l’escursione fa sì che in pieno giorno tu possa arrampicare in maglietta. E, soprattutto, l’area boulder principale, ovvero Buttermilk, è in pieno sole già alle 8 di mattina; una stranezza per noi che dobbiamo fare i conti con esposizioni talmente problematiche da fare giusto in tempo a scaldarci, fare due giri buoni e ritirare i pad.



Bishop è in realtà il nome della colorata cittadina che fa da riferimento ai vari settori che quest’area racchiude. Tranquilla, con ottimi bar e pasticcerie, negozi di montagna di ogni genere e l’immancabile Starbuck’s, è la base perfetta per arrampicare in zona. Solitamente si sceglie di prendere le misure con l’arrampicata locale nel classicissimo settore di Buttermilk, ma in realtà è per noi il più ostico. Abituati ad arrampicare su tacche, o su stili più atletici, potremmo restare traumatizzati dall’impatto con la roccia levigata e le altezze borderline dei suoi massi. Ovviamente non tutti i massi sono così ma, se vogliamo tirarci su il morale, una gita alla vicina Happy Boulder può fare al caso nostro.



Sia Happy che Sad Boulder si trovano lungo dei canyon dalla roccia rossa e molto lavorata che creano tetti, bordi, conformazioni a buchi ed anche placche mozzafiato. Qui il divertimento è assicurato, e la quantità di passaggi è talmente elevata che ci si potrebbe passare tutta la vacanza. Ma d’altra parte è vero che le grandi soddisfazioni arrivano dai boulder di Buttermilk, ed è qui che si finisce per passare gran parte della vacanza.



Arrivando con la macchina il paesaggio è allucinante, perché questi enormi e giganteschi boulder perfettamente tondi si innalzano giusto a lato della strada, circondati da sabbia lunare e una precaria vegetazione. Le eruzioni vulcaniche di chissà quanti “mila” anni fa, hanno lasciato una sorta di patina sulla roccia, che rende l’arrampicata ancora più “frizzante”, soprattutto dopo che hai superato la tua soglia limite di caduta sicura. Per il resto le linee sono spettacolari: placche, strapiombi e arrampicata tecnica.



Tre consigli: muffin alla zucca, una gita alla Death Valley e una macchina idonea per andare negli sterrati.



Arrampicata boulder Bishop USA

Un paio di passaggi al Buttermilk

Arrampicata boulder Bishop USA



11 gennaio 2018