Pietro Pozza, direttore tecnico della Nazionale, è anche responsabile del progetto olimpico per il 2020. E visto che per l’arrampicata sportiva sarà il primo esordio alle Olimpiadi, abbiamo chiesto a lui come si stanno preparando per il debutto.


Ciao Pietro! Direttore tecnico, responsabile del coordinamento della nazionale e del progetto olimpico: insomma un sacco di attività, spunti e progetti immaginiamo!

Sì, a volte sono talmente preso da mille cose che mi sembra di essere in un frullatore, ma gli stimoli sono altissimi e la motivazione di tutto il team alle stelle.


Ma esattamente in cosa si traduce tutto questo?

Parallelamente alla gestione del progetto sportivo verso Tokyo 2020 in nazionale mi occupo principalmente di assistere gli atleti nelle loro gare, aiutandoli a superare le loro difficoltà, e quindi a raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissi insieme. Dopo ogni gara proviamo a mettere in evidenza cosa è andato bene e cosa meno, e cerchiamo di lavorare su questi ultimi aspetti.


E per gli allenamenti come vi organizzate?

Ogni atleta ha il proprio Personal Trainer con cui lavorare durante l’anno, anche in base alle valutazioni che vengono fuori ad ogni gara. Invece durante i raduni facciamo principalmente simulazioni di gara e lunghe riunioni dove ci confrontiamo molto parlando e discutendo dei problemi emersi.


Facci sognare! Sono già stati definiti gli atleti che andranno a Tokyo?

Non ancora! Aspettiamo di incontrarci ai primi di dicembre per definire la squadra. Non si tratta infatti della nazionale di boulder piuttosto che di lead o speed, ma una nazionale parallela che lavorerà per preparare al meglio la disciplina che esordirà alle olimpiadi, la Combinata Olimpica.


Cosa cambia dalle altre gare internazionali?

Alle Olimpiadi ci sarà una sola medaglia, e sarà per il vincitore della classifica di una gara che chiamiamo Combinata Olimpica. Tutti gli atleti dovranno disputare le gare di tutte e tre le discipline: boulder, speed e lead. I migliori sei atleti della classifica della combinata delle tre discipline potranno accedere alla finale che assegnerà le medaglie e che sarà a sua volta gareggiata su tutte e tre le discipline. Per questo motivo la nazionale della preparazione Olimpica sarà un team a parte rispetto le tre classiche discipline.


Abbiamo parlato di yoga recentemente, e abbiamo visto che l’argomento interessa sempre di più. State lavorando anche sulla preparazione psicologica?

Certo, e su questo aspetto sto insistendo molto, chiedendo di aggiungere al Team anche uno psicologo dello sport. Lavorare sugli aspetti mentali abbiamo visto che aiuta, gli atleti riescono ad ottimizzare le loro performance. Abbiamo anche fatto un esperimento di due giorni di yoga con Alberto Milani in un raduno dell’anno scorso, e crediamo molto nel discorso di mindfulness legato all’arrampicata.


Benissimo! Allora non ci resta che risentirci dopo metà novembre per sapere i nomi del team!

Certamente! C’è molta attesa.


In bocca al lupo!


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27 novembre 2017