Les Gorges du Verdon rappresentano una tappa fissa per chiunque ami arrampicare, ma anche una meta “obbligata” per gli appassionati di altri sport come canyoning, kayak o parapendio. Il paesaggio incredibile lascia incantati anche solo i turisti di passaggio e lascia senza parole chiunque sappia cosa vuol dire “arrampicata aerea”. I pazzeschi muri di calcare lavorati dall’acqua e dal vento sono stati il terreno di gioco della storia dell’arrampicata sportiva e tradizionale dagli anni ’60 in avanti: qui infatti si sono cimentati i più grandi arrampicatori di quegli anni, stabilendo delle svolte nell’utilizzo dei materiali e nell’apertura di vie ancora oggi considerate “esigenti”. Un articolo di qualche anno fa su Planetmountain racconta nei dettagli come si sono evoluti chiodatura e settori storici nei decenni.





Arrampicare alle Gorges du Verdon, soprattutto per chi non vive di pane e vie lunghe, può essere un’esperienza agghiacciante: solo affacciarsi dai belvedere della Route des Crestes ti dà l’idea di quanto sarai in balia dell’esposizione sul vuoto. Sapere che quello è il punto di partenza per la maggior parte delle vie, la cui base si raggiunge tramite audaci calate in corda doppia, può far passare il coraggio di arrampicare anche a un veterano dai nervi saldissimi. Ma non temere: il Verdon offre anche tantissime falesie di monotiri accessibili dal basso.



Le pareti che formano le gole del Verdon offrono altrettante conformazioni dall’approccio meno esigente, raggiungibili tramite una banalissima camminata a piedi, con la classica prassi: prima si sale arrampicando e poi ci si fa calare giù alla base. Scegliere di arrampicare nelle falesie di monotiri non deve essere necessariamente vista come una “Opzione B”, ma una possibilità che va incontro alle capacità degli arrampicatori non a proprio agio con le manovre in sosta, di calata e di recupero. In un terreno così impegnativo come quello del Verdon, è bene non improvvisarsi in salite di vie a più tiri da cui puoi venire fuori solamente salendo.



Inoltre possono essere prese in considerazione anche per una sorta di “adattamento” alla roccia ed all’ambiente del Verdon in ottica di salite più impegnative. La roccia è eccezionale, lavorata a gocce, buchi o canne su muri verticali o strapiombanti; le vie qui sono chiodate in maniera “sportiva”, ovvero senza particolari run out, e le lunghezze dei tiri variano da falesia a falesia. L’esposizione molto spesso è a sud o comunque al sole al pomeriggio, il che rende queste falesie particolarmente piacevoli in autunno, mentre l’estate può essere incredibilmente calda. La primavera come sempre può essere un’incognita per vie delle piogge.



La maggior parte di queste falesie si trova nella riva ovest delle Gorges, nei pressi di La Palud o Lac de St Croix: puoi trovare maggiori informazioni sulla guida France- Cote d'Azur o su Verdon, Rive Gauche. Il riferimento per soggiornare è generalmente La Palud, dove potrai trovare varie gîtes ed un campeggio per il tuo soggiorno; la località è molto turistica con piccoli bar e qualche ristorante per festeggiare degnamente i tuoi successi su roccia.


 

verdon, credits: Mélanie Cannac



6 giugno 2019