Arrampicare in top rope è come farsi la Casco alla macchina nuova: vada come vada, hai la corda che ti tiene “salvo”, a prova di volo. Come dice il nome stesso, arrampicare in “top rope” vuol dire arrampicare con la corda dall’alto o, come si dice più comunemente, arrampicare “da secondo”. E’ un sistema molto comodo se si vuole provare una via un po’ al limite: se qualcuno più forte di noi la scala agevolmente, può lasciarci la corda passata in sosta e nei rinvii, così che noi possiamo provare i singoli passaggi senza cadere ogni volta, e soprattutto con la garanzia di arrivare fino in cima. Tutto lecito.



Stiamo quindi parlando della soluzione al lavorato? Come sempre, dipende. Innanzitutto dipende dalla via: è impossibile scalare in top rope su una via in strapiombo, perché alla prima perdita di appoggi penzoleremmo nel vuoto senza possibilità di riattaccarci alla parete, se non tirandoci su alla corda (rovinandola). Sulle vie più verticali il discorso funziona meglio, anche se c’è sempre quel minimo margine di scarico o sicurezza mentale in più che ci fa sottovalutare prese intermedie e appoggi per i piedi alternativi.



Se abbiamo un amico che vuole provare a scalare, molto probabilmente useremo questa metodologia di approccio all’arrampicata per scongiurare voli o attacchi di panico (di entrambi) per via del vuoto sotto ai piedi, più facilmente gestibili se si ha la garanzia di non cadere. Il discorso però si complica se arrampicare in top rope diventa una vera e propria abitudine, perché i meccanismi mentali che poi si innescano arrampicando da primo potrebbero essere molto più complicati da superare.



La cosa da tenere sempre a mente è che chi arrampica la via da primo si deve accertare che in sosta ci sia una maglia rapida o un anello, oltre al fatto che il tutto sia in ottimo stato. La manovra dovrebbe sempre essere fatta da chi arrampica da primo, facendo passare la corda nella sosta e non lasciandola mai passata solo ad un rinvio, o ad un moschettone che si apre ed un rinvio, di modo che chi scali da secondo possa farlo in sicurezza totale. Anche se, purtroppo, si vede fare di tutto e in tutti i modi possibili.



In generale provare una via arrampicandola sempre da primo ha i suoi innumerevoli vantaggi: ci si rende meglio conto dei punti critici, degli appoggi e delle prese migliori per rinviare la corda. Ma non vogliamo passare sicuramente per gli highlander che si buttano sempre al primo giro su un tiro estremo, soprattutto dopo che il nostro compagno l’ha scalata tribolando ma arrivando in sosta. E quando ci guarda da lassù e ci chiede: “che faccio, lascio?”, la tentazione è troppo forte: “lascia, lascia!”


Arrampicare in top rope da secondo


26 gennaio 2018