Quando si va in falesie storiche francesi, il rischio di tornare a casa ad orecchie basse è sempre elevato. Les Eaux Claires fa parte di quelle falesie di moda negli anni ‘80, quando si arrampicava molto di più su roccia e molto meno su resina: il risultato è una serie di testpiece tecnici, dove è importante sapersi muovere, leggere la roccia e non demordere.



Les Eaux Claires si trova a nord di Bordeaux, nei pressi di Puymoyen, lungo il fiume che ha dato il nome a questo parco silenzioso ed animato da corridori, amanti della bici, rane vivaci e qualche arrampicatore.



La roccia è calcare a buchi e tacche, generalmente verticale o leggermente strapiombante, anche se non manca qualche via più fisica in forte strapiombo. La maggior parte dei tiri non supera i venti metri di altezza, e quindi sono spesso molto intensi e boulderosi, a tratti con chiodatura psycho, per non farsi mancare nulla. L’Archipel è infatti un 8c+ storico dove, oltre alla catena, c’è un solo spit, peraltro difficile da rinviare.



Durante gli anni novanta la fama ed il livello di difficoltà di Les Eaux Claires hanno svoltato ulteriormente con la prima salita da parte di Fred Rouhling del quarto 9a al mondo, Hugh, e due 9a+ mai ripetuti.



Ma Les Eaux Claires hanno anche un altro emblema delle alte difficoltà, ovvero Akira, un boulder talmente lungo da essere gradato 9b, chissà perché ancora non ripetuto. Pur non essendo il luogo top per portarsi dietro i crash pad, offre anche altri grandi classici come Ebola, 8A.



Ideale per le famiglie, immerso nel verde e con le falesie a pochissima distanza dalla macchina, è uno di quei posti che andrebbe rivalutato al di là del “bottino” che si riesce a portare a casa. Perfetto nelle mezze stagioni, offre in realtà soluzioni quasi per ogni periodo dell’anno.


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22 settembre 2017