Se c’è un arrampicatore che negli ultimi anni è riuscito ad avere risultati impressionanti sia in gara che sulla roccia, mantenendo una costanza esemplare nei risultati ed un livello fotonico in ogni diramazione dell’arrampicata, questo arrampicatore è lo sloveno Jernej Kruder. Dopo aver vinto la Coppa del Mondo Boulder 2018, ha regalato alla Croazia il primo 9a+ con la prima salita di Dugi Rat a Vrulja, ha realizzato la seconda salita del multi pitch Stara, 8b+, e boulder su roccia fino all’8C. Insomma una forza della natura che tra l’altro non disdegna neanche il Deep Water Solo, come ha dimostrato con la ripetizione qualche anno fa della mitica Es Pontas. E vogliamo non chiedergli come si allena?!



O: Ciao Jernej, è un piacere averti di nuovo con noi dopo l’incontro all’Ispo Munich, dove ci hai raccontato in una breve intervista che arrampichi più sulla roccia che in palestra. Ti alleni veramente solo arrampicando outdoor? Ritieni che sia possibile ottenere dei buoni risultati arrampicando solo nelle aree vicino a casa, o questa strategia funziona solo viaggiando molto e cambiando quindi sia roccia che stile di arrampicata?


J: Ciao! Sì, io credo che per me possa funzionare perfettamente anche solo l’arrampicata outdoor; ovviamente ogni tanto vado in palestra, ad esempio quando piove, ma per me come allenamento è fondamentale poter provare boulder estremi sulla roccia, e per fare questo non è necessario avere aree boulder enormi o viaggiare per forza. Io vado spesso in un’area vicino casa, che ha tutto quello di cui ho bisogno; ovviamente viaggiare mi piace, ed ho la fortuna di non abitare troppo lontano dalla Svizzera, che mi offre sempre nuovi obiettivi da raggiungere.



O: Hai una sorta di “routine” nel tuo allenamento sulla roccia?


J: Arrampicare, o almeno provare, tutto quello che c’è di estremo nei paraggi! Cimentarmi in ogni forma di arrampicata, dal boulder ai multipitch, su stili diversi che siano placche o tetti e su tipi di roccia diversi. Ho anche la buona abitudine di scaldarmi bene!



O: Ormai è ampiamente assodato che fare boulder in palestra o fuori può tornare utile a chiunque, sia a chi fa falesia che boulder sulla roccia, ma cosa ci dici anche dell’inverso, e cioè allenarsi sulla roccia e poi vincere nelle gare in palestra? Funziona?


J: Innanzitutto devo premettere che in passato ho fatto una buona dose di allenamento in palestra che mi ha dato una buona base di forza e preparazione fisica; poi sono passato ad arrampicare principalmente fuori, ed ho notato che in termini di forza non perdevo molto. In compenso il fatto di provare boulder al limite mi rende sempre più forte dal punto di vista mentale, ed in questo senso posso dire che secondo me la roccia può rivelarsi utile per vincere nelle competizioni.



O: Possiamo chiederti che attrezzatura usavi quando ti allenavi in palestra? Il classico trave e Pangüllich o strumenti già più innovativi come ad esempio il TRX?


J: Anche in palestra mi allenavo arrampicando; ho fatto qualche seduta di trave ma mi infortunavo facilmente ed inoltre quello che guadagnavo in forza lo perdevo in qualità di arrampicata.



O: Jernej, sei un atleta super polivalente, spazi da uno stile di arrampicata ad un altro: il tipo di arrampicata che scegli di fare in un viaggio è in qualche modo collegato al calendario delle gare o ad una sorta di programmazione?


J: Sì, solitamente prima delle gare di Coppa del Mondo cerco di dedicarmi più che altro al boulder sulla roccia, ma appena finisce la stagione delle competizioni mi dedico a tutto quello che posso fare di diverso. Spesso in estate mi dedico a multi pitch, a chiodare, a fare Deep Water: non faccio fatica a trovare un progetto adatto in ogni momento dell’anno a cui dedicarmi!

 

 

Jernej Kruder, credits: la sportivalegendsonly.com

 





3 marzo 2019