Sul “cosa” si debba fare per allenarsi per l’arrampicata e su quali siano le attrezzature più indicate sembrano esserci ormai pochi dubbi, ma non è lo stesso per quanto riguarda l’organizzazione di una seduta di allenamento, per non dire di una vera periodizzazione.



Tra i grandi dilemmi dell’arrampicatore che cerca di trovare la soluzione più adatta alle proprie necessità, ricorre la scelta di quando dedicarsi all’allenamento a secco e quando all’arrampicata; i libri sembrano a volte essere in disaccordo tra loro, ma c’è qualche principio di base che accomuna tutte le teorie.



Posto che l’ideale sarebbe non dover fare niente altro durante la giornata così da separare i due tipi di lavoro in una seduta al mattino e una al pomeriggio, e posto che un arrampicatore su mille può permettersi una routine del genere, possiamo affermare che “si allena prima ciò a cui si vuole dedicare molta qualità”.



Generalmente ad un atleta di livello principiante o intermedio si consiglia di arrampicare sempre prima, e poi dedicarsi al lavoro al trave, Pangüllich o a tutti gli altri esercizi complementari che siano anelli, sbarra o TRX. Questo perché quasi sicuramente si deve ancora dare più importanza alla tecnica e all’arrampicata stessa, che deve essere esercitata ed allenata in condizioni di “freschezza”. Inoltre difficilmente un arrampicatore di questo livello ha una base di preparazione fisica relativa all’allenamento a secco che gli permette di approcciarsi a questi esercizi come primo step nell’allenamento; avere un’ora di arrampicata sulle spalle sarà un fattore di garanzia sull’essere caldi a dovere e quindi ad avere meno probabilità di incorrere in qualche infortunio.



Per quanto riguarda gli arrampicatori più esperti, quasi sicuramente arrampicheranno da un numero di anni sufficiente a garantirgli una buona base di tecnica e quindi potranno privilegiare un lavoro specifico sulle proprie carenze per farlo poi seguire da una trasformazione sul muro di arrampicata diretta. Oltre ad avere presumibilmente la capacità di riuscire a scaldarsi attaccati a un trave (cosa non facile), sarà meno rilevante per loro il fatto di arrampicare da “stanchi”, anche se sarebbe necessario evitare di fare un lavoro massimale sia al trave che al muro, dedicando a questa parte dell’allenamento una sezione meno intensa.



Una soluzione alternativa, che è presente anche in alcune schede di Jollypower, è di dividere il lavoro specifico e l’arrampicata in momenti della settimana diversi: quando ci si allena con poco tempo a disposizione, va sempre e comunque bene dare precedenza all’arrampicata, per lasciare ad una parte marginale della nostra programmazione l’allenamento a secco. La trasformazione sull’arrampicata non deve avvenire necessariamente nella stessa giornata, ma alternare i due lavori tra il martedì ed il giovedì può essere più che sufficiente.


Se vuoi approfondire l'argomento, ti lasciamo come sempre con il video di Daniele di DP Climbing che approfondisce con chiarezza e precisione le varie possibilità!



Allenamento arrampicata





25 febbraio 2019