Sono passati quindici anni dall’ultimo oro italiano in una gara di boulder internazionale: era infatti il 2003 quando Christian Core portava a casa il titolo di Campione del Mondo Boulder. Da lì in avanti il colore azzurro nelle gare internazionali ha brillato, ma non con gli stessi risultati. Più o meno nello stesso anno Gabriele Moroni si avvicinava alle gare internazionali, iniziando una carriera che lo ha visto crescere continuamente, sia nella Coppa del Mondo che nei Campionati Mondiali.



Quello che è successo ieri in Giappone ad Hachioji è quindi il risultato di una lunga preparazione, di costanza e di tenacia: dominando la gara, si è qualificato primo sia nelle semifinali che nelle finali. Nonostante i giapponesi giocassero in casa col supporto del pubblico e senza jet lag, Gabriele è stato, è il caso di dirlo, più forte di tutti. Passeggiando un primo boulder che ha messo in difficoltà i più forti atleti abituati a salire sul podio, ha messo già in tasca una buona fetta di medaglia; ma, essendo stato l’ultimo ad uscire, la vittoria è stata conquistata sull’ultimo problema, lasciando tutti col fiato sospeso. Sangue freddo, concentrazione e forma fisica strepitosa lo hanno portato davvero in alto!



Con una prestazione del genere è passato in secondo piano un altro bel risultato azzurro: Michael Piccolruaz, già vincitore quest’anno della Coppa Italia Boulder, ha infatti passato le qualificazioni chiudendo all’ottavo posto.



Se Gabriele Moroni si è lasciato alle spalle due giapponesi, ovvero Tomoa Narasaki e Rei Sugimoto, le ragazze non si sono fatte intimorire: l’incrollabile Akiyo Noguchi vince il suo terzo oro consecutivo, seguita dalla compagna e allo stesso tempo avversaria Miho Nonaka. Terza Ekaterina Kipriianova, alla sua prima medaglia in Coppa del Mondo.


Podio coppa del mondo boulder giappone


4 giugno 2018