16 novembre 2016


Tra i parametri più in voga tra gli scalatori c'è senza dubbio l'ape index. Le pareti delle piccole palestre di arrampicata sono sempre dotate di un muro completamente coperto di segni che formano strane macchie di Rorschach fitte fitte di oscure cifre: questo perché misurare la lunghezza delle braccia in estensione è di primaria importanza per i climber!




L'ape index (indice di scimmiosità?) è quel numero che mette in relazione l'estensione delle braccia e l'altezza di una persona. Si può misurare come rapporto (lunghezza/altezza) oppure come differenza (lunghezza-altezza) ed è stato soggetto di vari studi. Infatti è abbastanza evidente che con le braccia lunghe un arrampicatore è avvantaggiato, perché a parità di altezza può arrivare a prendere una presa più lontana. Dall'altro lato, però, una maggior lunghezza delle braccia significa che per portare il resto del corpo alla stessa altezza con una trazione lo spazio da percorrere è più lungo, di conseguenza lo sforzo è maggiore.




Adam Ondra ha un indice scimmia molto negativo, in compenso Ashima Shiraishi ha un ape index molto positivo. Tutti e due ti mandano i saluti dalla catena! In generale per vedere la predisposizione ad eccellere nell'arrampicata l'ape index va preso con le pinze. Ha una sua certa centralità, ma si svaluta soprattutto se comparato ad altri fattori che sono ritenuti più cruciali: l'altezza, il peso, la forza relativa, l'elasticità di base. E soprattutto, l'attrezzatura giusta :D