2 novembre 2016


Abbiamo parlato con Fabio Meraldi, guida alpina e arrampicatore, del materiale che si porta sempre dietro quando si prepara per una via di arrampicata a più tiri.


Oliunid Shop: Fabio, la scelta del materiale è senza dubbio di vitale importanza. Se parti per una via multitiro cosa metti nello zaino?

Fabio Meraldi: Prima cosa: lo zaino per la salita sarà uno zainetto da 20, 25 litri al massimo. Poi bisogna documentarsi sulla via. La relazione della via è il primo posto in cui cercare risposte. Se stiamo parlando di una via sportiva a più tiri, infatti, possiamo certamente supporre che la via sia ben attrezzata sia nella progressione sia nelle soste. In questo caso allora avremo bisogno dell'attrezzatura base: corda singola, scarpette, imbrago, caschetto e magnesite per l'arrampicata. Aggiungerei una frontale se pensiamo che ci sia la possibilità di far tardi, e una giacca a vento per ogni evenienza. Io poi mi porto sempre dietro un kit di prima necessità: nastro per le dita e coltello per i cordini. È buona cosa aver il telefono carico e, dato che stiamo via tutto il giorno, bevande e cibarie a sufficienza.


O.: E per quanto riguarda l'equipaggiamento tecnico?

F.M.: Sempre leggendo la relazione possiamo fare un conto del numero di rinvii che ci servono. È bene portarne di diverse lunghezze, per far fronte ai diversi ambienti che la via propone. Allo stesso modo gli anelli di fettuccia per allungare i rinvii, portiamone almeno sei e di lunghezze variabili. Una daisy chain va sempre messa nello zaino. Portiamoci anche dei moschettoncini e delle piccole ghiere per stare tranquilli. Infine, nel caso ci si debba calare, è bene avere due spezzoni di cordino per poter organizzare un Machard, oltre al blocco piastrina o un paio di assicuratori-discensori a secchiello.


O.: Le cose cambiano se dobbiamo affrontare una via di arrampicata tradizionale.

F.M.: Certamente, il materiale elencato prima va integrato con altri attrezzi. Innanzitutto conviene portare una coppia di mezze corde, o di corde gemelle. Poi facciamo questa considerazione: le protezioni presenti nelle vie classiche sono spesso insufficienti, e non è detto che le soste siano ben attrezzate. Per questo è necessario armarsi di attrezzatura adatta ad integrare sia la protezione in progressione sia la sosta. Anche qui ci viene in soccorso la relazione: di solito ci viene segnalata la misura opportuna di dadi o friend che è consigliato portare. Per ulteriore sicurezza, soprattutto nelle soste, portiamo sempre un paio di chiodi e ovviamente il relativo martello.

 

Le informazioni contenute in questo articolo sono semplicemente delle linee guida: prima di cominciare a scalare è importante essere seguiti nell'apprendimento delle manovre base da esperti qualificati. Inoltre l'articolo non pretende di essere esaustivo per quanto riguarda il corretto funzionamento dell'attrezzatura illustrata, per cui si rimanda ai manuali d'uso.


Questo articolo è parte di una serie sulla sicurezza verticale.